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Essere un buon manager: 10 consigli imperdibili per i veri leader

Esistono diversi modi di gestire il proprio lavoro che dipendono dai contesti lavorativi e dalla cultura aziendale, dalla dimensione del team con il quale hai a che fare e dalla sua organizzazione, dalla natura del lavoro o dell’industria e dalle particolari personalità coinvolte. Tuttavia esistono alcune linee guida universali da adottare se vuoi essere un buon manager: leggi questo articolo per saperne di più!

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Cosa vuoi sapere?

 


Il sogno di essere un buon manager

Sappiamo tutti che essere bravi nel proprio lavoro non vuol dire automaticamente essere un buon manager.

Molti di noi lo hanno imparato per esperienza personale; molti hanno avuto un capo orribile in un certo momento della propria vita, altri hanno avuto la fortuna di lavorare sotto un leader veramente stimolante. Non è forse così?

E chi di noi non vorrebbe essere un vero leader, un capo che trova il giusto equilibrio sul lavoro e ottiene la stima di tutti?

Gestire il proprio lavoro in modo efficace è un’arte, si può comunque imparare a essere un buon manager seguendo alcuni principi.

Ecco, quindi,  alcuni suggerimenti su come diventare un manager migliore a partire da ora.

 


1)Per essere un buon manager bisogna saper selezionare le persone giuste

Tutto comincia con l’ottenere il miglior team possibile: per avere un ottimo risultato serve la collaborazione, l’unione degli sforzi di tutte le sue parti.

È necessario selezionare le persone giuste per il lavoro giusto, costruire una squadra complementare e allineare le persone con i tuoi obiettivi e la cultura organizzativa.

Wallace Lee, un project manager per la Westpac, afferma: “Recluta in modo ponderato e giusto. Assicurati che ogni persona non solo abbia le competenze giuste ma anche la capacità di inserirsi nel clima lavorativo.

Parti dal presupposto che i diversi ruoli dei tuoi sottoposti contribuiranno a raggiungere gli obiettivi della tua organizzazione; cerca di definire i requisiti al fronte dei quali valuterai i candidati durante il colloquio, questo è il consiglio di Iain Crossing.

Grant Sexton, il direttore manager di Leadership Management Australasia, afferma: “Lo sviluppo di persone fondamentali per la squadra potrebbe essere un grande obiettivo: serve a determinare la capacità di un’organizzazione di trattare con l’incertezza e trasformarla in successo. È centrale per il suo successo la capacità di assumere le persone e allineare le loro necessità con le tue per creare un fronte unico e coeso.”;

Per essere un buon manager tutto parte dalla scelta del team

 


2)Mostrare empatia: l’asso nella manica per essere un buon manager

L’empatia è la capacità di ascoltare le persone, di relazionarsi con la loro esperienza emotiva e fargli sapere che stai cercando di capirli.

I manager che riescono a essere empatici con i colleghi possono costruire un rapporto con e tra le persone, portando ad una maggiore fiducia e trasparenza nella squadra.
Per essere un buon manager, l’apertura e l’empatia dovrebbero essere una parte fondamentale del tuo marchio personale.

Secondo Iain Crossing, questo è la più importante competenza di base per leader e dirigenti; “Sviluppare la facoltà di capire le persone e connettersi con loro in modo genuino e significativo è un fattore determinante per capire quanto efficace possa essere la tua influenza su di loro, fissando gli obiettivi che li motivano e premiandoli quando hanno la giusta motivazione”, dice Crossing;

Mostrare empatia è una delle chiavi del successo

 


3)Per essere un buon manager devi comunicare in modo chiaro

La comunicazione è la chiave per promuovere la trasparenza e la costruzione di relazioni basate sull’apertura, sulla fiducia e sull’onestà con tutto il team.

Il primo passo per una comunicazione efficace, secondo Crossing, è quello di creare tempi e spazi in cui le persone possano parlare e porre domande.
Sia Crossing che Lee sottolineano l’importanza di comunicare in modo chiaro i propri obiettivi e le aspettative, la definizione dei ruoli e le responsabilità di tutti i membri del gruppo.

Dopotutto non si possono motivare le persone se non si sa quel che desiderano.

Crossing consiglia ai manager di impostare obiettivi chiari sia per agevolare l’organizzazione lavorativa sia per poterne discutere e negoziare con i tuoi sottoposti; è importante fare in modo che le persone sappiano quanto li supporti, quali siano le risorse a cui hanno accesso e saper collegare in modo chiaro le ricompense agli obiettivi.

Il comportamento non verbale è tanto importante quanto quello verbale

Per essere un buon manager dovrai essere un attento osservatore per valutare come le persone stanno rispondendo ad una situazione lavorativa a livello emotivo.

Lee afferma che i manager devono essere intuitivi, in quanto i membri del personale non possono sempre dire quando stanno lottando.

La comunicazione deve fluire in tutte le direzioni, dal manager al personale e viceversa e tra i membri del team.

Un leader efficace è un buon ascoltatore e favorisce un ambiente in cui le persone possono arrivare a conoscere e comprendere i reciproci punti di forza, le debolezze e gli stili di comunicazione.

I buoni manager sono aperti agli input del proprio staff e imparano dal loro feedback.

Comunicare in modo chiaro, efficace e produttivo.

 


4)Dare il buon esempio è alla base della figura di un buon manager

Iain Crossing ha osservato che la gente recepisce le espressioni verbali e non verbali dell’umore del proprio capo; i leader devono quindi assumersi la responsabilità dell’atmosfera che creano e devono plasmarla con un comportamento adeguato.

Questo può essere semplice come adottare la giusta postura e il comportamento migliore quando si arriva in ufficio al mattino, o più sistematico come delineare i valori e i protocolli per lavorare con gli altri.

È anche importante mettere in pratica ciò che si predica: non si può pretendere che il personale lavori più di quanto è disposto a fare.

Di tanto in tanto, toccherà a te rimboccarti le maniche e sporcarti le mani; come dice Lee: “Il rispetto non deve venire dalla tua posizione: devi guadagnartelo”.

Bisogna lavorare fianco a fianco con i dipendenti per entrare nelle problematiche e saper guidare il team efficacemente.

 


5)Delegare quando necessario: la giusta organizzazione è importante per essere un buon leader

In quanto manager, è importante riconoscere che ci sono così tante ore al giorno e così tante cose che si possono fare da soli.

Mentre scoprirai che è più veloce fare da solo le cose a breve termine, delegare le mansioni a lungo periodo ti farà risparmiare moltissimo tempo.

Il consiglio è quindi quello di delegare progetti significativi ai membri del team, anche per forgiare la loro esperienza; in questo modo potrai aiutarli ad accrescere le proprie competenze e aiutarli a sviluppare il proprio potenziale.

Tuttavia delegare non significa fare micromanaging. Wallace Lee mette in guardia anche contro questo. “Non interferire: devi sapere quando il tuo personale può eseguire autonomamente le cose”.

È importante lasciare che il tuo personale si assuma la responsabilità e la proprietà del lavoro svolto, trovando il proprio modo di farlo.

Articola il risultato che vorresti vedere e poi lasciali ai loro dispositivi, controllando soltanto a tratti se hanno bisogno del tuo sostegno.

Una chiara e buona organizzazione renderà molto più semplice il lavoro per tutto il team

Come ricorda Crossing: “delegare la responsabilità è meglio che delegare i compiti, per avere il massimo impatto”.

 


6)Essere positivi e costruttivi

Fornire un feedback tempestivo e significativo per il personale è di fondamentale importanza; lo è anche determinare il modo migliore per dargli questo feedback.

Crossing raccomanda di adattare il tuo approccio ad ogni individuo: alcune persone richiedono un supporto assiduo e regolare, altri preferiscono essere più autonomi.

Lee aggiunge che è importante fare in modo che il tuo staff sia consapevole delle cose che fa nel modo giusto e di quelle sulle quali invece ha ancora bisogno di lavorare.

È meglio dire alle persone quello che desideri da parte loro piuttosto che dirgli quello che non vuoi che facciano, secondo Crossing.

Se devi commentare uno scarso rendimento, fai delle osservazioni reali per dimostrare la tua posizione in merito.

Parla dei comportamenti che le persone possono modificare, piuttosto che criticare le personalità o dare giudizi di valore.

Il modello BIO è molto utile per fornire un feedback al personale: si tratta di spiegare il loro comportamento (Behaviour), l’impatto (Impact) che ha avuto e le opzioni (Options) che ne derivano.

Un bel sorriso ed un atteggiamento propositivo sono quel che ci vuole per lavorare in un ambiente sereno

 


7)Ringraziare e ricompensare i tuoi sottoposti ti permetterà di essere un buon manager ai loro occhi

Questo punto è spesso trascurato ma non deve essere sottovalutato; basta poco per ringraziare qualcuno e può fare la differenza sul come le persone si sentono sul posto di lavoro.

Dopotutto, i membri del team sono persone, non robot!
Quando si tratta di ricompense, Iain Crossing sostiene che è importante fornire riconoscimenti che le persone effettivamente trovano significativi.

Ad esempio; alcune persone amano essere portate fuori per pranzo, altri potrebbero preferire avere più tempo o più autonomia. altri più responsabilità sul lavoro.

Molti manager ricompensano i dipendenti nel modo in cui questi preferiscono essere ricompensati, il che non è necessariamente sempre efficace.

Comprensione, dialogo ed empatia per fornire le giuste ricompense per spronare il tuo staff a dare sempre il 100%.

 


8)Aiutare i tuoi sottoposti a sviluppare le proprie capacità

Si può dire che un manager è tanto valido quanto la propria squadra.

Lee sottolinea l’importanza del concentrarsi sullo sviluppo personale dei singoli; dice che bisogna “aiutare i dipendenti ad avere successo: il loro successo è il tuo successo. Devi essere paziente, devi essere per loro un allenatore che li prepari a dovere… se ne ricorderanno un giorno”.

Il modo migliore per allenare i tuoi sottoposti è aiutarli a concentrarsi sul processo lavorativo piuttosto che sui contenuti.

In quanto manager, vedrai persone che vengono da te con questioni e problemi di vario tipo.

Non dargli direttamente la soluzione, cerca di essere il loro allenatore nel processo risolutivo.

Se non sai da dove cominciare in questo percorso di sostegno, ecco qualche piccolo consiglio.

Chiedi alla persona di:
• Delineare il problema
• Descrivere l’impatto che sta avendo il problema
• Spiegare quello che hanno già provato a fare per risolverlo
• Definire quello che dovrebbe essere il risultato ideale
• Esplorare le risorse che potrebbero essere utilizzate per raggiungere tale risultato
• Considerare i possibili passi successivi
• Provare a perseguire questo processo
• Tornare con i risultati

Questo percorso trasforma l’orientamento del problema in un orientamento alla sua risoluzione.

Oltre ad essere una grande opportunità di apprendimento, si abilita la persona a risolvere il problema autonomamente.

Un buon leader deve essere sempre votato al miglioramento della squadra e del rendimento

 


9)Per essere un buon manager devi incoraggiare l’innovazione

È importante per i leader pensare fuori dagli schemi e sapere quando è il caso di prendersi dei rischi.

Come ricorda Wallace Lee: “Correre rischi con i dipendenti spesso porta piacevoli sorprese”.
Dando alle persone la libertà di lavorare attraverso i problemi e la risoluzione degli stessi, si incoraggiano:

Lee ricorda: “Lascia che il tuo team pensi da sé; non limitare la loro creatività“.

Bisogna incoraggiare l’innovazione; ad esempio, Google dedica un giorno alla settimana per ogni dipendente per questo scopo.

(Google effettivamente permette ai suoi dipendenti di utilizzare fino al 20% del proprio tempo per perseguire i propri progetti indipendenti. A quanto pare, il lavoro indipendente porta una produttività maggiore fino a 2,5 volte. Genera anche il 50% delle idee per i nuovi prodotti rilasciati dalla società!).

Dialogo, innovazione, team working..sono tutte chiavi per raggiungere il successo assieme alla tua squadra

 


10)Essere flessibile

I buoni manager hanno un approccio flessibile e sono in grado di adattarsi ai singoli dipendenti; viene consentito così al dipendente di lavorare secondo il proprio stile personale.
Inoltre, i luoghi di lavoro flessibili sono emersi come una priorità sempre più rilevante per i dipendenti.

Un sondaggio condotto dalla Leadership Management Australasia mette al quinto posto la flessibilità e l’orario di lavoro nella scala degli elementi maggiormente influenti per i dipendenti.

In altre parole, la flessibilità paga, quindi dedica un po’ del tuo tempo ad ascoltare le necessità della tua squadra.
Ricorda: i grandi leader sanno come condurre il proprio team e come motivare la propria squadra a lavorare al meglio.

Tutti abbiamo bisogno di staccare e tu, da bravo manager vincente, devi essere in grado di capire i bisogni dei tuoi sottoposti e rivelarti flessibile per comprendere le loro esigenze

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