Le implicazioni di Brexit sul rapporto tra Australia e UE

La decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione Europea, ottenuta grazie al referendum popolare Brexit, ha aperto una ferita notevole nel mondo occidentale. Le relazioni dell’Australia con il Regno Unito trovano fondamento nella connessione tra il paese anglosassone e tutta l’Unione Europea e pertanto, considerato questi legami fortissimi e duraturi tra l’Australia e l’Europa, è inevitabile che gli scossoni di questo evento destinato a rimanere nella storia si sentiranno tra non molto sino oltreoceano. Allo stesso tempo il concordato imminente di libero scambio tra Australia ed Unione Europea diventa più complesso e al contempo molto meno interessante di prima. Scopriamo insieme in questo articolo qualcosa di più sulla situazione attuale e futura tra i nostri paesi dopo lo scioccante risultato di Brexit.

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Una piccola spiegazione su Brexit

Brexit è stato un referendum tenutosi nella giornata di Giovedì 23 Giugno, nel quale i cittadini del Regno Unito sono stati chiamati a dire la loro opinione sull’uscita del paese dall’Unione Europea. I risultati hanno dato vincente lo schieramento del Leave (uscire) con il 52% di preferenze contro lo schieramento del Remain (restare) al 48%.

L’affluenza alle urne per Brexit è stata la più elevata mai registrata in Inghilterra dalle elezioni generali del 1992 raggiungendo un picco di votanti del 71,8%, e cioè di più di 30 milioni di persone.

Purtroppo, Brexit rappresenta un altro passo verso una ferita insanabile dell’Occidente, il quale si trova già ad affrontare un assetto politico indebolito comparato agli altri paesi del mondo, tra i quali spicca l’Asia e più specificamente la Cina.

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Nonostante il tempo inclemente, l’afflluenza alle urne da parte degli inglesi è stata notevole.

Cosa succederà ai legami commerciali dopo Brexit?

L’importanza delle relazioni tra Australia e Unione Europea tende ad essere sottostimata a causa della grande presenza sul mercato delle aziende cinesi, ma nonostante questo i legami tra le due parti sono sempre stati molto profondi e molto forti, al punto che, durante l’incontro del G20 in Turchia tenutosi nel Novembre del 2015, sono partite le negoziazioni per un concordato di libero scambio previsto per il 2017.
Lo stesso Ministro del Commercio Australiano, Steven Ciobo, ha affermato nell’Aprile del 2016 che un concordato di libero scambio tra Australia ed Unione Europea avrebbe consolidato ancora di più questa importante relazione basata sul commercio e gli investimenti tra le parti.

Infatti, se presa nella sua interezza, l’Unione Europea è a tutti gli effetti uno dei partner commerciali principali dell’Australia. Considera che nel 2014 l’Unione Europea è stata la più grande fonte di investimenti esteri in Australia la quale è stata valutata a 169.6 miliardi di dollari australiani, contro gli 83.5 miliardi di dollari australiani investiti dall’Australia nell’Unione Europea, nonché il secondo più grande partner commerciale del Paese (terzo nel 2015 a seguito di Cina e Giappone) con servizi e prodotti venduti per un valore di quasi 84 miliardi di dollari australiani.
Inoltre, l’Unione Europea è il più grande mercato verso il quale vengono esportati prodotti e servizi australiani, valutato intorno ai 10 miliardi di dollari australiani nel 2014. Solo i servizi compongono il 19,7% dei commerci australiani totali, dato questo che sarà una componente importante da valutare in tutti i concordati commerciali futuri.

Ti sembrano ottimi dati? Sì, e hanno tutta la ragione di esserlo, ma se non prendiamo più l’Unione Europea come un unico blocco, ma andiamo ad analizzare i dettagli commerciali paese per paese, possiamo vedere come il 48% degli scambi commerciali tra l’Australia e l’Unione Europea arrivino attraverso il Regno Unito, come dei 169 miliardi di dollari australiani investiti in Australia il 51% di questi sia del Regno Unito e come gli investimenti dell’Australia nel mercato europeo siano stati fatti principalmente nel Regno Unito (ben il 66%). Il Regno Unito, nel 2014, è inoltre stato valutato come l’ottavo mercato più grande d’esportazione per l’Australia, rappresentato dal 37,4% delle esportazioni totali verso l’Unione Europea.

Dopo i risultati di Brexit, Austrade, e cioè la commissione governativa che si occupa delle esportazioni e delle importazioni nel paese, ha commentato così questi dati:

Nessun altro paese dell’Unione Europea si trova nei primi quindici mercati d’esportazione.

Insomma, parole queste che fanno credere che l’Unione Europea non sia più così attraente per l’Australia ora che la Gran Bretagna non ne fa più parte. Ma sarà davvero così?

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Il Primo Ministro Britannico David Cameron, il quale ha rassegnato le dimissioni dopo aver appreso i risultati del referendum.

Il risultato di Brexit: oltre i numeri commerciali

Ovviamente la relazione tra Australia, Regno Unito ed Unione Europea non può essere ridotta soltanto ai numeri, ma bisogna anche considerare i valori condivisi tra potenze che la pensano allo stesso modo.
Le relazioni tra l’Europa e l’Australia si basano anche su problematiche sociopolitiche condivise, come per esempio la lotta al terrorismo grazie alla collaborazione tra le rispettive forze di polizia e la condivisione dei dati relativi ai viaggiatori.
Inoltre, entrambe le potenze hanno collaborato a mitigare i cambiamenti climatici a seguito del Summit sul clima tenutosi a Parigi, lavorano insieme da parecchio per un’ulteriore liberalizzazione dei commerci nella World Trade Organization e hanno la stessa visione d’insieme sull’agricoltura.
Tuttavia, tutte queste attività sociopolitiche condivise senza la presenza ed il supporto del Regno Unito saranno ancora più complicate da gestire.

Ovviamente il rapporto tra Australia e Regno Unito ha fondamenti nella storia dei rispettivi paesi, anche se questa relazione non potrà fare a meno di risentire, in un modo o nell’altro, dei risultati di Brexit. La scelta di uscire dall’Unione Europea è un enorme punto di svolta nella storia del continente, che lascia una crepa tangibile nel concetto di un occidente unificato.

Questa situazione non è negli interessi dell’Australia. È tempo per il paese di farsi nuovi amici in Europa.

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