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Dieci cose che non sapevo sull’Australia

Quando gli stranieri pensano all’Australia in genere si immagino nient’altro che un vasto e arido deserto popolato da una fauna killer, da un famoso cacciatore di coccodrilli, dalla Sydney Opera House e da alcune spiagge straordinarie. In realtà la terra degli Antipodi è molto più avanzata di quanto tanti altri paesi civilizzati non credano e sarebbe perfettamente in grado di insegnare tante cose agli altri stati, soprattutto riguardo al prendersi cura della propria popolazione. Ecco a voi una serie di cose interessanti e di politiche attuate dall’Australia delle quali probabilmente non avevate nemmeno idea.

1. Il salario minimo è di diciassette dollari l’ora

Per quelli che stanno aspettando solo una buona scusa per trasferirsi in Australia non c’è bisogno di andare oltre. La paga minima oraria nel continente è di 16.38 dollari l’ora, circostanza che dimostra come i salari elevati non necessariamente ostacolano la crescita economica del paese. Secondo l’ Australian Bureau of Statistics nel Maggio del 2013 gli adulti impiegati a tempo indeterminato ha guadagnato in media 1105,20 dollari a settimana. Per quanto riguarda i più giovani poi, anche se il corrispettivo minimo per un’ora di lavoro è più basso, la tariffa oraria cresce di due dollari ogni anno per chi ha un’età compresa tra i quindici e i ventuno anni.

I lavoratori occasionali sono tutelati a livello nazionale da un contratto che prevede per loro un ventiquattro per cento in più sulla paga normale e arrivano così a 20,30 dollari. Nello stato del New South Wales il salario medio all’ora per un ragazzo di ventuno anni è di 18,30 dollari all’ora, mentre per i lavoratori occasionali si arriva a 22,33 dollari l’ora. Lasciando da parte il fatto che l’Australia a confronto con molte altre nazioni è più cara, si può affermare che questo sistema sta complessivamente funzionando a vantaggio della nazione che ha un bassissimo tasso di disoccupazione : appena il 5,6 per cento.

2. I giovani sono pagati per studiare e cercare lavoro

Il governo australiano attualmente ricompensa i giovani tra i sedici e i ventiquattro anni che studiano, stanno seguendo un apprendistato o sono alla ricerca di lavoro offrendo loro una cospicua diaria, un reddito a prova di bomba insomma. Un giovane di diciotto anni che vive a casa dai genitori può arrivare a guadagnare fino a 223 dollari ogni due settimane che arrivano a 268 una volta che la persona raggiunge i diciotto anni di età. I benefit però non finiscono qui. Se un giovane decide di lasciare la casa dei genitori per ragioni di studio o per cercare lavoro, la sua diaria può arrivare a 407,50 dollari bisettimanali. In alternativa, se siete giovani, single, vivete fuori casa e avete un figlio a carico, il governo vi darà fino a 533,80 dollari ogni due settimane.

3. La salute è un diritto universale

L’Australia ha un sistema sanitario pubblico che si chiama Medicare ed è uno dei migliori al mondo, capace com’è di offrire una copertura di base a tutti i suoi cittadini oltre ai trattamenti gratuiti negli ospedali. Il Department of Human Services, una branca del governo federale, paga anche per dei benefit che includono la copertura per le cure dentarie, oftalmiche, psichiatriche e per i servizi dedicati ai più anziani e ai disabili. Presso gli ospedali privati una parte del conto tocca al paziente, soprattutto se vuole determinati dottori, ma anche in questi casi il governo paga la maggior parte della spesa, arrivando a coprire fino al 75 per cento del totale.

La Medicare si fonda in parte su un’imposta estesa a tutta la popolazione, in parte su una tassa per le persone a più alto reddito che non hanno un’assicurazione privata. In aggiunta alla Medicare c’è un Pharmaceutical Benefits Scheme che supporta una quantità considerevole di prescrizioni mediche.

4. Gli australiani hanno fino a trenta giorni di ferie pagate all’anno

L’Australia è la capitale delle ferie: il minimo di ferie pagate annue di cui ogni cittadino può godere sono venti giorni, quattro settimane circa alle quali si aggiungono dieci giorni di feste pubbliche all’anno; i dipendenti pubblici poi ricevono anche dei benefit maggiori. Due delle settimane di vacanze possono essere “vendute” o incassate. Inoltre gli australiani godano della “Long Service Leave” , una sorta di liquidazione per incoraggiare i cittadini a rimanere a lungo nella stessa azienda. La liquidazione può essere pagata dopo dieci anni di servizio presso il medesimo datore di lavoro nel settore privato e dopo sette anni nel pubblico. La liquidazione si accumula secondo il criterio di una settimana di paga ogni sessanta lavorate, con un bonus di otto settimane e mezzo se il lavoro si è protratto per dieci anni.

5. Il governo paga le persone per avere figli… oltre alle indennità aggiuntive

Per incoraggiare la crescita della popolazione agli australiani è offerta la possibilità di richiedere il “Baby Bonus”, un’indennità di cinquemila dollari ripartita in tredici versamenti effettuati con cadenza quindicinale. Questi soldi servono ad aiutare le coppie a sostenere i costi per una bambino appena nato o per adottare un ragazzo sotto i sedici anni. Questo provvedimento è stato a lungo contestato come un’inutile perdita di denaro e qualche governo ha anche tentato di abolirlo ma al giorno d’oggi è ancora esistente e fa tirare un respiro di sollievo a molte giovani coppie. Il governo inoltre da un’importante lezione di civiltà offrendo ai suoi cittadini aiuti finanziari a ogni angolo per assisterli su questioni relative alle pensioni, alle disabilità, agli orfani, alla malattia e così via dicendo.

6. La prostituzione è legale

L’ Australia ha alcune delle leggi più moderne al mondo in materia di prostituzione è spesso viene citata come esempio per i successi che è riuscita a ottenere nei tentativi di rendere questo mestiere sicuro e accettabile per le lavoratrici del sesso. A differenza di moltissimi altri stati nei quali la prostituzione è illegale, il governo australiano ha scelto di regolamentarla almeno in via generale. Tra la totale discriminazione che le prostitute subiscono in alcuni stati e la regolamentazione legale delle case di tolleranza in altri, l’Australia si pone a metà strada e costantemente revisiona le proprie leggi in materia partendo dal presupposto che le lavoratrici del sesso forniscono un servizio come tanti altri e per questo hanno il diritto, tanto per fare un esempio relativo al New South Wales, di sporgere reclamo per un licenziamento ingiusto e devono pertanto poter ricevere gli indennizzi. In Victoria esistono dei bordelli con regolare licenza e quelli “privati” gestiti da una sola persona ma con una lavoratrice in più sono legali se entrambi i partecipanti ottengono la licenza per lavorare.

Anche fare il protettore è legale, dal momento che nessun lavoratore del sesso è autorizzato a gestire dei bordelli e a trarre un beneficio economico dalla prostituzione. Esistono poi alcune associazioni come Scarlett Alliance Australian Sex Workers Association vedono la prostituzione come un’occupazione legittima. Chiaramente il sistema ha le sue falle (ottenere i permessi per aprire una casa di tolleranza legale a volte può essere difficile, i lavoratori del sesso ancora non hanno le stesse tutele di altri lavoratori e i bordelli legali devono competere con quelli illegali) ma le leggi sono indirizzate verso la giusta direzione nel riconoscimento dei diritti per i lavoratori del sesso.

7. Le gang di motociclisti sono fuori legge

L’Australia attualmente è al centro del cosiddetto bikie warfare (letteralmente: la guerra delle moto) e molti stati si recente hanno scelto di considerare fuori legge le bande di motociclisti in seguito a una serie di violenti incidenti che hanno coinvolto alcune gang molto note come gli Hells Angels e i Fink, affiliati della notoria gang statunitense dei Mongols MC. Il Queensland è l’ultimo stato ad aver messo fuori legge le bande bollandone ventisei come “associazioni criminali” e sottoponendole a leggi e punizioni molto dure che prevedono fino a quindici anni di carcere per lesioni gravi causate in quanto parte dell’attività di una gang di motociclisti. Lo stato ha anche introdotto alcune norme di massima sicurezza solo per i bikers. Queste leggi, che ora stanno cominciando a diffondersi in altri stati come il Victoria, sono state accusate di essere draconiane, in particolar modo perché paragonano i membri delle bande a dei veri e propri terroristi. A ogni modo i tentativi di placare le bikie wars stanno prendendo piede un po’ ovunque.

8. Le leggi sulle armi da fuoco sono state “approvate” da Obama

Il presidente Barack Obama di recente ha elogiato l’Australia per le sue leggi sulle armi da fuoco presso il Navy Yard Shooting Memorial. Da quando la legislazione australiana è stata modificata nel 1996 in seguito al massacro di Port Arthur nel quale un singolo cecchino aprì il fuoco con un fucile semi-automatico e uccise trentacinque persone in Tasmania, non c’è stata più alcuna strage dovuta alle armi da fuoco nella storia del paese mentre con le norme precedenti se ne erano verificate tredici in diciotto anni. La legge australiana in materia di armi da fuoco proibisce tutte le automatiche e semi-automatiche e impone delle regole molto severe per ottenere il porto d’armi. Anche le pistole per il paintball hanno bisogno di un permesso per poter essere maneggiate. Grazie a queste norme sono state distrutte oltre seicentomila armi proibite per il costo di mezzo miliardo di dollari. Di conseguenza la media degli omicidi australiani è di 1,1 ogni centomila abitanti mentre per gli Stati Uniti è di 4,7.

9. L’Australia si è classificata come il paese sviluppato più felice al mondo

Sebbene quest’anno le Nazioni Unite nella relazione sulla felicità mondiale abbiano dichiarato che il paese più felice è la Danimarca, l’Australia nel 2013 e per il terza hanno di fila ha ricevuto la qualifica di paese sviluppato più felice al mondo da parte della Organization for Economic Cooperation and Development Better Life Index.

L’Australia infatti si colloca in posizione eccellente nei seguenti ambiti: sicurezza, reddito, abitazione (ogni persona in media ha a disposizione 2,3 stanze), aspettativa di vita (ottantadue anni in media) e stile di vita (più dell’ottanta per cento della popolazione vive sulla costa e oltre l’ottantaquattro per cento dichiara di essere soddisfatto della propria vita. L’Australia si posiziona a livelli alti anche per il forte senso della comunità e per gli alti livelli della partecipazione civica (il novantaquattro per cento della popolazione pensa di conoscere qualcuno su cui poter contare in caso di bisogno). In Australia il settantuno per cento della popolazione si fida delle istituzioni politiche del paese.

10. Gli australiani non hanno una buona dieta e sono in maggioranza grassi

Nonostante la popolare immagine di bionde da spiaggia tutte abbronzatura e muscoli, l’Australia è di fatto uno dei paesi più obesi al mondo. Secondo un nuovo studio il quaranta per cento della popolazione è pericolosamente grasso e il settantacinque per cento degli abitanti della costa nord est sono considerati fortemente sovrappeso. Di conseguenza il governo federale ha annunciato un piano per lanciare una campagna pubblicitaria significativa contro l’obesità.

Se tutto quello che vi abbiamo detto non vi ha ancora convinto, sappiate che in Australia vi aspettano tante altre sorprese e benefici… pronti a fare le valigie?