E’ giusto mentire sul posto di lavoro?

Secondo una stima in media le persone dicono 1,65 bugie al giorno, tuttavia si tratta di uno studio basato su auto dichiarazioni e dunque solo su quelle cose che le persone sono felici di ammettere. Perciò orientativamente possiamo immaginare che il tasso giornaliero di menzogne sia molto più alto.

Specialmente sul posto di lavoro e specialmente se tenete in considerazione le bugie bianche. La differenza tra una bugia bianca e una bugia “normale” sta nella ragione che usate per giustificare il primo tipo. Se dite una menzogna ma siete convinti che vada bene perché era piccola, non dannosa, o è stata pronunciata per proteggere la persona cui è stata riferita, allora siamo in presenza di una bugia bianca. Il contenuto potrebbe anche essere identico a quello di qualunque altra bugia, quello che cambia è la scusa che vi raccontate per sentirvi meglio.

Le bugie sul posto di lavoro

Sul luogo di lavoro le bugie abbondano e i capi sono spesso i peggiori colpevoli. Se sono informati di un’imminente ristrutturazione, mentiranno quando gli verrà chiesto qualcosa in merito. Se un progetto fallisce, addosseranno la colpa agli impiegati piuttosto che prendersi le proprie responsabilità. Se si trovano a una sessione di formazione, non faranno altro che ripetere meccanicamente che: “Non c’è cosa peggiore di una domanda stupida” (credetemi, ce ne sono).

Dal canto loro anche gli impiegati non sono meno colpevoli. La bugia più comune è dire che sono malati. Un’altra sono i falsi complimenti del tipo: “Questa è una grande idea!”, in risposta a qualcosa che chiaramente non lo è. Quelli animati da buone intenzioni invece rispondono “Si, posso farcela” di fronte alla richiesta di lavorare di più, anche se sono già sovraccarichi.

Mentire è lecito?

La più grande domanda relativa a questa questione è se mentire sia lecito o no: ci sono delle situazioni sul posto di lavoro nelle quali mentire è razionalmente giustificabile? Molte persone educate credono che non sia giusto ma che è comunque necessario. In un articolo pubblicato sulla rivista Applied Cognitive Psychology i ricercatori affermavano che mentire è parte normale ed essenziale delle relazioni umane. L’uso della parola ‘essenziale’ è particolarmente interessante: una delle ragioni che hanno spinto i ricercatori ad assumere quella posizione infatti, è che le bugie sono un ottimo strumento pratico per evitare imbarazzo negli altri e in noi stessi.

C’è anche un altro elemento però, vale a dire la voglia di mostrarsi ben educati. Se dicessimo sempre la verità e dicessimo quello che realmente ci passa per la testa in ogni momento, non faremo altro che allontanare le persone. Quindi mentiamo per evitare di essere considerati rudi e inopportuni. Simili opinioni le condivide anche il sociologo.

A cosa servono le bugie sul posto di lavoro

David Shulman il quale nel suo libro From Hire to Liar: The Role of Deception in the Workplace (Dall’assunzione al bugiardo: il ruolo della menzogna sul luogo di lavoro) scrive che le bugie aiutano le persone a muoversi tra le aspettative sul posto di lavoro. Aggiunge anche che sono un importante mezzo per amministrare il lavoro. Insomma le bugie sono importanti perché, almeno secondo il professore, rispondono a una grande varietà di usi. Uno di questi è l’obiettivo di farvi apparire sotto una buona luce. Tra gli altri ci sono:

  • le     bugie che diciamo ai clienti per compiacerli;
  • le     regole che ignoriamo per finire un lavoro prima;
  • il     modo in cui gonfiamo le nostre abilità, specialmente sul     curriculum;
  • le     azioni che intraprendiamo per far avanzare la nostra carriera e     coprire i nostri errori.

In più c’è un dato curioso a proposito del fenomeno del mentire: lo facciamo così di frequente agli altri perché lo stiamo facendo simultaneamente a noi stessi.

Perché mentiamo

David Livingstone Smith, docente di filosofia, crede che mentire a noi stessi serva per lenire ” molti degli stress della vita ma, cosa ben più importante, ci aiuta a mentire agli altri”. In altre parole più credete alle vostre stesse bugie, più risulterete convincenti per gli altri. Nel suo libro Why We Lie (Perché mentiamo) Livingstone Smith ipotizza che mentire faccia parte della nostra evoluzione psicologica. Nei millenni trascorsi i nostri antenati hanno dovuto mentire, ingannare e tradire per sopravvivere. Questo pattern di comportamento è ormai, forse in maniera disturbante, una componente del nostro DNA.
Tuttavia, nonostante l’evidenza della sua necessità, non sembra giusto invocare i benefici della menzogna. Forse perché è una cruda e scomoda verità.
E voi cosa ne pensate? Avete mai mentito a lavoro? Per quale ragione?

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