Lavorare a Londra: do you speak English?

Voglio andare a lavorare a Londra. Posso trasferirmi anche se non conosco o mastico a malapena l’inglese? Oppure è meglio lasciare stare? Faccio un corso di lingua in Italia prima di partire? Queste sono le tipiche domande che si pone chiunque abbia in progetto (o sia nella prima fase di elaborazione dell’idea) di trasferirsi in un Paese di lingua inglese. La risposta è: sì, devi sapere l’inglese. Il livello di conoscenza, invece, dipende.

Dipende da cosa vuoi fare nella vita, che lavoro cerchi, qual è il tuo bagaglio di esperienza.

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Di certo non puoi pensare di venire in Gran Bretagna sapendo solo dire hello e sperare di essere assunto in qualche multinazionale. Prova a pensare al contrario: nell’azienda in cui lavori adesso, o in una di quelle in cui hai lavorato, o ancora al bar in cui fai colazione, c’è qualcuno che non conosce una parola di italiano ma riceve comunque uno stipendio? Probabilmente no. Quindi: siamo realistici! Migliore l’inglese maggiori le opportunità. Ovviamente mai disperare, quello che non si sa si impara.

Se so bene l’inglese

imparare-la-lingua-ingleseQuesta è naturalmente la condizione migliore. Che tipo di lavoro potrai trovare dipende invece dalle tue esperienze, dall’età e dalle tue aspirazioni. Se hai un bagaglio di conoscenza di tipo tecnico (dalla programmazione all’ingegneria, dalle scienze naturali alla medicina) la strada è un po’ più difficile che per un madrelingua ma ci sono ottime opportunità.

Per prima cosa devi creare un cv che sia accettato dai datori di lavoro inglesi (non nel formato europeo usato in Italia, qui lo cestinano) e una bozza di lettera di presentazione (che modificherai di volta in volta a seconda della posizione per cui ti proponi). Poi navigando nel mare magno di internet troverai decine di siti di annunci di lavoro. Ce ne sono molti che raccolgono solo annunci relativi a un particolare settore lavorativo e tutti offrono la possibilità di caricare il proprio profilo e cv, danno consigli su come scriverlo al meglio o su come affrontare una interview (colloquio di lavoro).

Tip: se anche il tuo livello di inglese è buono è importante conoscere i termini specifici che si utilizzano nel tuo campo lavorativo. In libreria, online o in biblioteca troverai tantissimi manuali come “English for nurses” o “Business English”. Studiali: ti saranno sicuramente utili sia nella stesura del cv, sia durante l’interview, sia on the field.

Se le tue competenze sono di carattere umanistico (hai studiato o hai lavorato in un settore come l’insegnamento, la comunicazione, l’editoria o i beni culturali, per esempio) la cosa si complica. In questo caso o si hanno conoscenze linguistiche simili a quelle di un madrelingua per potersela giocare alla pari con gli inglesi (e tenete conto che i lavori nel mondo delle pr o della comunicazione sono tra i più gettonati dai giovani britannici e la concorrenza è molto elevata) o un bagaglio di esperienze elevato e qualificante.

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Nulla è impossibileg, beninteso, ma diventa più difficile. Che fare allora? Ci sono varie opzioni:

  • tornare a scuola, frequentando l’università o un master. Attenzione però a due aspetti: richiedono di avere una conoscenza dell’inglese superiore a un certo limite, per cui dovete passare un test come lo IELTS prima di fare domanda; sono molto cari (un anno all’università costa circa diecimila pounds, un corso di livello universitario almeno tremila pounds in tutto, mentre per i master le cifre tendono a salire). Esistono moltissimi corsi di laurea on line, che hanno costi inferiori, anche della metà. Inoltre è possibile fare richiesta per una scolarship (borsa di studio), se si rientra in certi criteri. Importantissimo scegliere un percorso di studi che preveda anche uno stage in azienda o comunque un rapporto stretto con il mondo del lavoro, per crearsi una rete di contatti nel settore che sarà sempre utile;
  • cercare un apprenticeship (apprendistato), ma solo se sei ancora molto giovane. Si tratta di un’esperienza formativa e lavorativa allo stesso tempo, cui può accedere anche chi non è cittadino britannico, ma che abbia vissuto per almeno gli ultimi tre anni in un Paese dell’Unione Europea. Ce ne sono per ogni settore lavorativo e prevedono lo stipendio e le ferie pagate, ma attenzione all’età. Nonostante non sia dichiarato ufficialmente non esiste praticamente alcuna possibilità di ottenere un apprenticeship oltre i 24 anni;
  • darsi da fare: non solo cercare lavoro, ma aggiornarsi, frequentare lezioni (online e non), approfondire un qualche aspetto della propria professione, cercare contatti di persone che lavorino nel settore. Determinazione e preparazione sono le due armi che non possono mancarti.

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Se non so bene l’inglese ma ho esperienza lavorativa

imparare-le-lingue-ebookNon ci sono scuse per venire in un Paese che parla inglese (e tendenzialmente nessuna altra lingua) e non saperlo! Studialo. Ci sono tantissime risorse gratuite online, corsi poco costosi da frequentare quando si è ancora in Italia, scuole di lingue e manuali per lo studio individuale. Trasferirsi in un altro Paese, soprattutto se si ha in mente di mettere radici, non si improvvisa. Come ti preoccupi di dove mettere i mobili dell’appartamento che lascerai, di chiudere il contratto della luce e di preparare quello che vuoi trasportare, così devi organizzarti in tempo per lo studio della lingua.

Tempo: quanto te ne serve per raggiungere un livello soddisfacente di inglese dipende, ma conta di impiegarci almeno tre mesi. In ogni caso sbarcare a Londra è di solito uno shock linguistico: ti renderai subito conto che quello che hai appreso a scuola non ti basta per capire e farti capire. Quindi leggi romanzi o fumetti in inglese, ascolta musica inglese, guarda solo film in lingua (i sottotitoli sono utilissimi all’inizio): sono tutti modi, insieme allo studio tradizionale, per fare l’orecchio alla lingua e avere maggiore confidenza nel parlarlo, prima ancora di arrivare in Gran Bretagna.

La ricerca del lavoro, che può iniziare già dall’Italia, evitando così spese di trasferimento se non inutili almeno premature, prevede poi i passi già descritti sopra: cv NON in formato europeo, massimo di due pagine, centrato sulle skills (competenze) e non solo sulle esperienze; lettera di presentazione; iscrizione ai siti di offerte di lavoro per ricevere gli alert con gli annunci che ti interessano; ricerca sui siti delle aziende. In Gran Bretagna tutte le aziende hanno un sito internet e quasi tutte una sezione chiamata: careers, jobs, work with us e simili, con le posizioni lavorative aperte in quel momento, le istruzioni su come inviare la propria candidatura e a volte anche i consigli su come affrontare al meglio il colloquio.

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Se non so bene l’inglese e sono neolaureato

lavoro-londraDi nuovo vale il discorso di prima: studialo! Il mercato del lavoro inglese, incluso quello dei graduate jobs, dell’apprenticeships e degli internships (tirocini in azienda, lavori temporanei ma solitamente pagati, a volte in vista di un inserimento stabile) è competitivo e non si va da nessuna parte se non si capisce nemmeno quello che l’intervistatore ti chiede. Un aiuto per apprendere l’inglese, oltre a quelli citati prima, molto ben visto da chi seleziona il personale? Fai un’attività di volontariato. Ce n’è per tutti i gusti e gli interessi e si può trovare qualcosa che non richieda un impegno eccessivo. Il volontariato è utilissimo anche per approfondire competenze e soft skills (cioè non tecniche, come il lavoro in team, la capacità decisionale o la flessibilità).

Ricorda sempre: non basta scrivere sul cv che hai una capacità, devi sempre portare esempi concreti di situazioni in cui l’hai messa in pratica!

Se non so bene l’inglese e non ho particolari esperienze lavorative

In questo caso preferisco darti alcuni consigli al contrario, vale a dire cosa non fare.

  • non affidarti alle agenzie che chiedono soldi per aiutarti a trovare alloggio e lavoro a Londra: si tratta di aziende senza scrupoli che chiedono una fee (tariffa) di entrata, non fanno alcun tipo di colloquio di selezione, “offrono” un training inutile e troppo breve e soprattutto ti assicurano che ti troveranno casa o lavoro senza che questo si verifichi. Sono illegali, ma sfruttano i tanti stranieri che sbarcano a Londra senza conoscere la lingua e senza preparazione e che naturalmente cercano qualcuno che li aiuti e li guidi. Stai alla larga! (Esistono agenzie serie che offrono servizi come la stesura del cv, ma in questo caso si tratta di un lavoro che viene effettivamente svolto e che va pagato);
  • non venire a Londra impreparato! Informati su come funziona l’affitto delle case/stanze, la ricerca del lavoro, quali documenti ti servono per trasfersi e trovare lavoro in UK. Se non sai sarà più facile che ti prendano in giro;
  • se cerchi lavoro nel settore retail o in quello del catering, vale a dire negozi nel primo caso e ristorazione nel secondo, oppure nell’ospitalità (hotel) evita gli italiani. A Londra, ma anche fuori, ci sono moltissimi ristoranti, caffè e negozi gestiti da italiani e certo la prima tentazione, anche per non aver problemi con la lingua, è cercare lavoro lì. Purtroppo lo sanno anche i proprietari di questi locali e tanti (non tutti) ne approfittano, con paghe da fame, zero contratti e zero diritti. Esiste un minimo salariale per legge e quindi non si può lavorare a due, tre sterline l’ora. Inoltre stare con italiani significa non confrontarsi a sufficienza con i nativi e quindi rischiare di avere la stessa (scarsa) conoscenza dell’inglese dopo tre mesi che si è arrivati. Al contrario, le grandi catene di caffetterie, per fare solo un esempio, o di pub sono in linea con la legge (e quindi hanno stipendi non certo alti ma migliori) e ti inseriscono in un ambiente anglofono, dove imparerai per forza l’inglese. A Natale tutti cercano forza lavoro, per cui sarà più facile entrare (aspettati però di avere contratti a termine o comunque di essere lasciato a casa dopo le feste, succede spesso);
  • non venire senza soldi: pensa che dovrai mantenerti prima di trovare lavoro. Io l’ho trovato in una settimana, in un caffè, ma è sempre meglio essere preparati!

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Leggerai in rete o sentirai parlare di persone che sono venute a Londra senza – a detta loro – sapere una parola di inglese e hanno fatto fortuna in poco tempo. Capita? Forse. Io personalmente non ne conosco. Chi ha una buona posizione lavorativa, uno stipendio molto interessante, ha comprato casa ecc. non era uno sprovveduto, ma qualcuno che aveva buone competenze ed esperienze lavorative e non è venuto al buio, ma conoscendo l’inglese e con qualche risparmio alle spalle.

RIASSUMENDO: STUDIA L’INGLESE PRIMA DI TRASFERIRTI

Studia, informati e preparati. Non esisono scuse per venire a Londra, una delle città più competitive del mondo, senza essere “armati”: conoscere la lingua, avere il cv ben fatto e la lettera di presentazione adatti al mercato inglese, una chiara idea dei siti di annunci di lavoro e anche obiettivi precisi in mente.

Se vuoi raccontare la tua esperienza a Londra alla ricerca di lavoro o ti stai chiedendo se valga la pena trasferirti, commenta! Risponderò ai tuoi dubbi e alle tue domande.

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