Lavorare in Australia : le domande del colloquio parte 9

Punti di forza, debolezze, gestione delle sfide, tipologia di problemi affrontati e obiettivi raggiunti o non raggiunti. Sono tutte cose che interessano al vostro futuro datore di lavoro per questo è facile che durante un colloquio vi vengano poste domande su questi (o analoghi) argomenti. Di seguito vi consigliamo come rispondere nel migliore dei modi.

35) Qual è il tuo più grande punto di forza?

(What is Your Greatest Strength?)

La domanda a proposito dei vostri punti di forza è sicuramente una delle più probabili che vi sentirete rivolgere durante un colloquio di lavoro. Posti di fronte a un simile quesito, farete bene a mettere sul piatto le caratteristiche che vi qualificano per il lavoro. Il modo migliore per rispondere dunque, sarà descrivere le abilità e le esperienze direttamente collegate con la mansione per cui state sostenendo il colloquio. Vi proponiamo alcuni esempi possibili di risposta:

–       Quando lavoro a un progetto non mi va proprio di arrivare a ridosso delle scadenze. Piuttosto preferisco completare il lavoro con largo anticipo rispetto alla tabella di marcia.

–       “Ho superato i miei obiettivi di vendita ogni trimestre e ho guadagnato un bonus ogni anno da quando ho cominciato a svolgere il mio attuale impiego”.

–       “Le mie capacità di gestione del tempo sono ottime: sono organizzato, efficiente e traggo un forte senso di orgoglio dall’eccellere nel mio lavoro”.

–       “Sono fiero delle mie capacità di trattare con la clientela e della mia abilità nel risolevere quelle che possono essere considerate situazioni difficili”.

36) Qual è la tua più grande debolezza?

(What is your greatest weakness?)

Quando vi viene chiesto qual è la vostra più grande debolezza, ci sono differenti modi in cui potete rispondere: menzionare abilità che non sono determinante per la mansione che vi aspetta, parlare di capacità che siete comunque riusciti a implementare e, soprattutto, trasformare il negativo in positivo. Andiamo a vedere queste opzioni una ad una.

Abilità non essenziali

Un approccio possibile è quello di analizzare le abilità chiave e le capacità richieste per il lavoro cui aspirate per poi uscirvene onestamente con un vostro difetto non essenziale per la riuscita in quella mansione. Per esempio se siete alla ricerca di un lavoro come infermiera potreste condividere con il vostro intervistatore il fatto che non siete particolarmente portate a relazionarvi coi gruppi. In questo caso diventerà fondamentale sottolineare la vostra grande capacità di rapportarvi con i pazienti in una comunicazione a due mentre espliciterete la vostra difficoltà nel rapportarvi a grandi gruppi attraverso degli esempi.

Abilità che avete migliorato

Una seconda opzione è quella che prevede di discutere le abilità che avete migliorato nel corso dei vostri precedenti impieghi, così dimostrerete al vostro futuro capo che siete in grado di migliorare se necessario. Potete fargli un quadro del vostro livello iniziale in una determinata cosa, discutere passo per passo i provvedimenti che avete preso per migliorare e poi presentare il vostro livello attuale, e accresciuto ovviamente, in quella abilità. Se usate questa strategia state attenti a non usare mai come esempi delle capacità collegate al lavoro per il quale state sostenendo il colloquio. Non vorrete mica che le vostre qualifiche per il lavoro vengano messe in discussione.

Trasformate il negativo in positivo

L’ultima, non per importanza, strategia utile, è quella di trasformare le cose negative in cose positive. Per esempio se avete tanta fretta di portare a termine i progetti o volete ricontrollare tre volte ogni dato sul vostro foglio di calcolo, potete trasformare questi piccoli difetti in dei veri e propri pregi sostenendo che se avrete il lavoro farete in modo che i progetti siano sempre portati a termine in tempo e che il vostro operato sarà sempre prossimo alla perfezione. Fate caso come nelle risposte esemplificative che vi proponiamo la parola “debolezza” non è mai usata: quello che vogliamo fare durante un colloquio è focalizzare sempre l’attenzione sulle cose positive.

Alcune buone risposte

–       “Essere organizzato non era il mio punto di forza ma ho implementato un sistema di gestione del tempo che ha relamente dato una mano alle mie capacità organizzative”.

–       “Mi piace assicurarmi che il mio lavoro sia perfetto quindi forse tendo a spendere un poco troppo tempo nel controllarlo. Ho raggiunto un buon equilibrio mettendo a punto un sistema in grado di garantirmi che ogni cosa venga fatta correttamente fin dalla prima volta”.

–       “Ero abituato ad aspettare l’ultimo minuto per prendere gli appuntamenti per la settimana successiva ma mi sono accorto che programmare le cose con anticipo ha molto più senso”.

–       “A volte mi capita di spendere più del tempo necessario per portare a termine un compito o di farmi carico personalmente di una mansione che potrebbe essere facilmente delegata. Sebbene non abbia mai mancato una scadenza, faccio ancora fatica a capire quand’è il momento di passare allo step successivo e a sentirmi tranquillo nell’affidare il lavoro ad altri”.

–       “Al college avevo difficoltà in matematica, ma ho insistito nel farmi seguire da un tutor e con uno sforzo in più sono riuscito a completare ben due test con una B come votazione minima”.

–       “Ho imparato a girare il mio perfezionismo a mio vantaggio. Eccelgo nel rispettare le scadenze e grazie alla mia attenzione ai dettagli sono certa che il mio lavoro sia ben fatto”.

–       “Prima lavoravo su un progetto per volta e non passavo al successivo se il precedente non era stato completato. Poi ho imparato a lavorare su molti progetti contemporaneamente e credo che questo mi consenta di essere più creativoe d efficace in tutti quanti”.

37) Qual è la più grande sfida che hai dovuto gestire?

(What major challenges have you handled?)

Quando a un colloquio di lavoro vi viene chiesto qualcosa a proposito di come gestite le sfide, ricordatevi di rispondere sempre includendo esempi concreti di come avete gestito una particolare situazione. Parlate di come avete esaminato la questione contribuendo a trovare una soluzione. Ecco alcuni esempi di buone risposte:

–       “Durante un periodo finanziario difficile sono riuscito a negoziare i piani di rimborso con molteplici venditori in maniera soddisfacente per tutti.

–       “Quando lo sviluppo del software di un nostro nuovo prodotto si è trovato in una fase di stallo, ho coordinato il gruppo che doveva occuparsi di rimettere il lavoro in gioco. Siamo stati in grado di risolvere i problemi in un periodo di tempo molto breve”.

–        “Un nostro cliente di lunga data era in procinto di rivolgersi alla concorrenza. Io ho incontrato il cliente faccia a faccia e sono riuscito a cambiare il modo in cui gestivamo il rapporto dandogli una base giornaliera al fine di mantenere l’incarico”. 

38) Che tipo di problemi ha incontrato nel corso della tua carriera lavorativa?

(What problems have you encountered at work?)

Quando rispondete a domande come: “Con che problemi hai avuto a che fare a lavoro e come li hai gestiti?” (“What problems have you encountered at work and how did you deal with them?”), assicuratevi di menzionare la risoluzione positiva dei problemi cui avete fatto riferimento. Tanto per farvi un’idea, date un’occhiata a queste risposte esemplificative.

–       “Credo che il miglior modo per far fronte a qualunque difficoltà sia affrontarla in maniera diretta. Tanto per fare un esempio: quando mi è capitato che uno dei miei colleghi parlasse male di me alle mie spalle, sono andato da lui e gli ho parlato faccia a faccia. Così è venuto fuori che questa persona aveva frainteso quello che avevo detto e io ho avuto la possibilità di mettere le cose in chiaro tanto con lui quanto con il mio supervisore”.

–       “Una volta ho trovato un difetto nel lavoro di uno dei membri più anziani del dipartimento. Quell’errore sarebbe potuto costare caro alla compagnia se fosse stato trascurato. Io sono andato a parlare direttamente con lui e ho richiamato la sua attenzione su quel problema in modo tale che lui potesse sistemare la cosa prima che danneggiasse il risultato finale”.

39)  Qual è stata la tua più grande realizzazione (fallimento) mentre ricoprivi questo ruolo?

(What was your biggest accomplishment (failure) in this position?)

È chiaro cosa vuole sapere il vostro potenziale datore di lavoro: quali obiettivi  avete realizzato e quali invece non avete realizzato durante il vostro attuale o precedente impiego.

Rispondere a una domanda sulle vostre realizzazioni

Il modo migliore per rispondere è sicuramente fare un esempio di qualcosa che avete realizzato e che sia in qualche modo collegata con il lavoro per il quale state sostenendo il colloquio. Riguardate il vostro curriculum e l’annuncio di lavoro. Trovate la cosa che combacia meglio e usate il vostro successo per mostrare quanto  beneficio la compagnia potrà trarre dall’assumervi. Ricordatevi anche di fare esempi  specifici delle realizzazioni durante il vostro ultimo lavoro. Se avete scritto una lettera di presentazione mirata quando andate al colloquio usate le informazioni contenute in essa per elaborare la vostra risposta. Per esempio se state sostenendo un colloquio per un lavoro a scuola nel quale dovrete gestire la registrazione degli studenti, spiegate al vostro intervistatore in che modo in passato avete gestito la registrazione degli studenti usando anche software dedicati e come avete risolto i problemi dei vostri clienti.

Domande riguardo ai fallimenti

Se non c’è niente in cui avete fallito ditelo. Se invece avete un esempio a disposizione assicuratevi che si tratti di una questione minore e soprattutto di trasformarla in una cosa positiva. Per esempio se vi è capitato di lavorare a un progetto in cui non venivano rispettati i tempi, spiegate al vostro intervistatore in che modo avete rimodulato il carico di lavoro e la tabella di marcia per poter far rientrare il lavoro nella tabella di marcia. Spiegate anche quali sono state le ragioni del fallimento e discutete quello che avete fatto per assicurarvi che la cosa non si sarebbe ripetuta in futuro. In questa maniera non lascerete il vostro intervistatore con l’impressione che avete completamente fallito in qualcosa.

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