Vivere in Tunisia – intervista a Claudia

Mamma cambio vita e vado in Tunisia. Storia di un “amore imprevisto” nel bacino del Mediterraneo.

Molte possono essere le ragioni che spingono qualcuno a lasciare la propria casa, la propria terra e numerosi sono quei posti, soprattutto, verso nord, che richiamano una forte emigrazione.

E d’immigrazione eD emigrazione, l’Italia se ne intende!

Inghilterra, Germania Francia, Usa sono i posti preferiti dai giovani italiani in cerca di lavoro; mentre l’Italia è la meta preferita dei nordafricani, giovani anche loro, che sempre cercando lavoro mettono a rischio la propria vita, rinunciando a tutto, e partono, sfidando il mare.

Ma cosa succede quando questa situazione che si ripete da anni ormai, viene invertita? Quando l’italiano non decide di emigrare verso nord, ma sceglie proprio uno di quei paesi a sud, che fanno capolino sul mar Mediterraneo, invertendo il flusso d’immigrazione dei giorni nostri?

Tutto è cominciato per necessità, per impazienza ed estrema curiosità quel luglio 2009, quando con un’amica decidemmo di fare la nostra prima esperienza in un paese arabo, nella speranza di imparare a parlare ‘sto benedetto arabo, che da anni studiavamo sui libri all’università”.

Dice Claudia, una ragazza italiana, laureata in arabo presso l’università Cà Foscari di Venezia.

Oggi noi la intervistiamo, chiedendole come mai dopo due brevi esperienze estive, soggiorno-studio e una tesi sul dialetto tunisino (durata un anno e più), ha deciso di trovare lavoro e di restare a vivere a Tunisi.

Ciao Claudia, perché proprio la Tunisia?

“Non so dirlo di preciso, forse perché studiando e avendo una prof. tunisina all’università, ho capito che potesse essere un paese interessante e soprattutto molto vicino all’Italia, e non parlo solo di vicinanza geografica… Inoltre, ci ero già stata in vacanza quando ero piccola ed ero rimasta impressionata dal contrasto dei colori bianco e blu di Sidi Bou Said e dall’atmosfera da “Mille e una notte”…”.

Cosa ti ha spinto a restare dopo la laurea?

“L’imprevu d’amour, o il “mal d’amore”, come si cantava in qualche opera lirica, ora non ricordo bene quale… In verità non sono né la prima, né l’ultima italiana che vive qua, o che è rimasta qui per amore, per lavoro o perché semplicemente ammaliata da questo paese. Molti, anzi, correggo, molte sono le italiane che vivono qui, sposate, con o senza figli, venute dall’Italia,  rimaste qui dopo stage o corsi di lingua per amore! “

Come ti trovi a Tunisi, cosa fai? Com’è la vita a Tunisi?

“Posso dire che mi sono trovata subito bene, ho conosciuto tanta gente e ora lavoro per una società francese, occupandomi di redazione. Non posso lamentarmi, però non posso neanche mentire dicendo che è “tutto rosa e fiori”, che non cambierei la mia vita qui con altre opportunità in altri luoghi! Non è di certo il rimorso, “l’avoir regretté mon choix” di vivere qui, ma a volte la sehnsucht di casa, la sehnsucht di una vita totalmente all’occidentale, manca!La vita in capitale offre davvero tante opportunità e tante cose da fare(a volte è solo il tempo per far tutto che manca) però da donna posso dire di soffrire un po’ dello  stile di vita imposto, non siamo di certo in Afghanistan, ma bisogna essere accettati, per questo alcune cose, in alcuni luoghi, è meglio evitarle, soprattutto, se come me, non si hanno dei tratti somatici troppo europei, occhi blu, tre metri di gambe, ecc…

Come vivi le tensioni politiche d’eco internazionale?

La pressione politica e le tensioni dopo i due attentati recenti sia qui a Tunisi, che a Susa, mi hanno un po’ scosso. Non sarei umana dicendo il contrario! Vivere all’estero non è sempre facile, soprattutto in paesi emergenti, giovani e politicamente in crescita, come la Tunisia ora. I momenti di sconforto non mancano! Ma basta circondarsi di gente positiva, andare in strada, informarsi e cercare di pensare razionalmente (forse anche con un pò di cinismo) che la vita va avanti; purtroppo, anche con questi eventi storici così tragici.“

Cosa consiglieresti a chi vuole fare la tua scelta?

“A chi desidera venire e stabilirsi consiglierei solo di armarsi di molta pazienza, che non è mai abbastanza da queste parti! La concezione del tempo rallenta, tutto è un inchallah (Se dio vuole), tutto è ghodwa (domani) e i tunisini sono dei gran commercianti! Ma una volta capito come funziona, e non italiani lo capiamo molto prima di tanti europei, tutto diventa facile, naturale e spesso divertente…”

Cosa c’è da vedere in Tunisia?

La Tunisia è ricca di bellezze nascoste di piccoli angoli di paradiso, da spiagge bellissime a posti di montagna, al deserto; è colma di storia: anfiteatri, musei, tradizioni, manufatti bellissimi e di cibo squisito. In Tunisia ciò che fa la differenza è la gente. Ci si potrebbe perdere nell’osservare i sorrisi, i visi dei suoi abitanti. Il tempo, la storia sono immortalati sui volti, a volte troppo stanchi dei tunisini. È certamente un paese da visitare ma anche da vivere, così come faccio io, in tutto il suo folklore, nella sua moltitudine di gente così diversa: così vicina a noi, ma allo stesso tempo così distante.

Hai parlato di “bellezze nascoste”, di “angoli di paradiso”, potresti essere più precisa? Potresti descriverci qualcosa?

“Amo molto le metafore e per questo, se dovessi accompagnarvi verso un viaggio storico-culturale attraversando la Tunisia da nord a sud, personalmente, lo farei portando con me un po’ di poesia.

Come prima tappa del nostro viaggio, visiterei per bene Tunisi e d’intorni, Cartagine, Sidi Bou Said, Marsa…Tunisi, la capitale, se pur poco affascinante da un certo punto di vista di vera e propria bellezza architettonica, ben mantenuta e curata, offre dei luoghi sorprendenti: la Medina, dai viottoli stretti e pieni dei colori del commercio tradizionale, d’epoca arabo-musulmana e berbera; il museo del Bardo, ricco dei mosaici più belli, che han fatto la storia (e purtroppo per noi anche la storia odierna, quel 18.03.2015). Cartagine e le sue rovine, non sono lontane da Tunisi centro, qui la maestosità del vecchio impero, si scontra con la ricchezza del mondo moderno, ville bellissime e nuovissime, dal gusto occidentale. Sidi Bou Said è la meta preferita da tutti, piccola, bellissima, accoglie i visitatori in un trionfo di colori mediterranei per eccellenza, il bianco e blu,affacciati sul mare.

Da Tunisi, poi, mi sposterei verso nord, sulla Route de Bizerte, verso Raf Raf, dove la montagna, pinete e ampie zone verdi, stanche si riposano su spiagge bellissime, dalla sabbia bianchissima e dal mare cristallino. Attraverserei così tutta la costa, addentrandomi verso nord-est, in direzione di Klibia, per un saluto veloce ai connazionali dall’altro lato del Mediterraneo. Da qui procederei verso sud, verso le mete turistiche più conosciute: Hammamet, Monastir, Sousa, Al-Jam (dove si trova un copia più piccola del nostro Colosseo), mete inconfondibili di un turismo secolare, ora, messo alla prova! Per gli amanti dell’avventura, invece, non c’è luogo migliore del deserto e della tradizione dell’antica civiltà berbera del sud: Touzer, Matmata, Tataouine, dove un’originale panorama sabbioso, all’orizzonte adornato dai dorsi dei dromedari, unito alla storia di quei luoghi così antichi, riscalderà il cuore di quel “profumo d’oriente”, che si ricerca, quando si visitano questi posti”.

Credi di poter consigliare la Tunisia come meta turistica per le proprie vacanze?

“Certamente, anzi assolutamente!!E non lo faccio per propaganda, per puro marketing! La Tunisia è il nostro vicino di casa, il costo della vita è basso, le offerte di lusso estremo, hotel, club, ristoranti, festival, ecc. non mancano; e allora, perché non venire? Non bisogna avere di certo paura di due barbuti esaltati! Consiglio solo estrema prudenza, quella si!”

Grazie Claudia e buona fortuna per tutto!

 

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