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La storia di Sydney

Pochi giorni fa vi ho raccontato la storia di Melbourne, oggi analizzerò più nel dettaglio la storia di questa meravigliosa di Sydney.

I primi abitanti di Sydney furono le popolazioni aborigene. La loro storia ebbe inizio in un’epoca chiamata “il Tempo del Sogno” quando gli Spiriti Antenati emersero dalla terra e dettero forma al paesaggio. Gli antropologi ritengono che le popolazioni aborigene siano giunte dall’Asia più di 50.000 anni fa. I clan vissero nell’area oggi nota come Sydney, finché la venuta europea non causò la violenta distruzione del loro mondo.

Nel 1768, il Capitano James Cook partì alla ricerca della favoleggiata “grande terra del sud”. Viaggiando sulla scia di altri esploratori europei, egli fu il primo a metter piede sulla costa orientale della terra che gli olandesi avevano chiamato Nuova Olanda, e la rivendicò per il suo re e per l’Inghilterra. Egli approdò a Botany Bay nel 1770, e proclamò la costa Nuovo Galles del Sud.

Su suggerimento di Sir Joseph Banks, il botanico di Cook sulla Endeavour, fu stabilita lì una colonia penale, per dare sollievo alle sovraffollate prigioni inglesi. La Prima Flotta, con le sue undici navi, raggiunse Botany Bay nel 1788, sotto il comando del Capitano Arthur Philip. Egli vide che la zona era paludosa e la baia spazzata dal vento. Ma, poco più a a nord, egli trovò “uno dei migliori porti al mondo” e lo chiamò Sydney Cove, in onore del Segretario di Stato per gli Affari Interni. Qui sbarcarono 1.485 condannati, ufficiali, con mogli e figli. Questo segnò l’inizio di una rapida devastazione delle popolazioni aborigene, che andavano via, via riducendosi a causa delle malattie importate e a causa di una guerra non dichiarata contro i colonizzatori. Nel 1973, finalmente, furono riconosciuti pieni diritti di cittadinanza alle popolazioni aborigene, e oggi viene concesso rispetto alle loro tradizioni.

La città di Sydney fiorì rapidamente, con la costruzione di impressionanti edifici pubblici che ben si addicevano a un’emergente potenza marittima. Nel 1901, in mezzo a un nazionalismo crescente, la Federazione riunì insieme le sei colonie del Paese e il Nuovo Galles del Sud divenne uno degli stati dell’Australia.

Nei suoi due secoli di colonizzazione europea, Sydney ha sperimentato periodi alterni di crescita e declino. Ha resistito agli effetti della corsa all’oro e al boom del commercio, alle depressioni e alle guerre mondiali, per divenire una città particolare, caratterizzata da un vibrante eclettismo. Il sottotesto di cultura inglese, combinato con le influenze aborigene e le successive ondate di migrazione asiatica ed europea, hanno dato luogo alla moderna città cosmopolita che conosciamo oggi.

I primi abitanti di Sydney

Gli antropologi ritengono che le popolazioni aborigene abbiano raggiunto il porto di Sydney almeno 50.000 anni fa. Uno dei clan della costa di Sydney era quello degli Eora. I loro accampamenti erano solitamente vicino alla riva del mare, specialmente d’estate quando c’era abbondanza di pesce. Piante e altri animali arricchivano la loro dieta a base di pesce. L’espressione artistica faceva parte della vita di tutti i giorni, nei loro scudi decorati con l’ocra, nei disegni intagliati nei loro attrezzi, e nei loro corpi adornati di cicatrici, denti di animali e piume. Le cerimonie sacre e comunitarie sono ancora oggi vitali. Le tradizioni orali narrano storie del Tempo del Sogno e descrivono il forte attaccamento degli Eora alla terra.

Dove vedere pitture rupestri e manufatti aborigeni

La morbida pietra arenaria di Sydney era una tela naturale. Molte delle pitture rupestri degli abitanti delle origini esistono ancora e possono essere trovate lungo i percorsi del Ku-ring-gai Chase National Park e del Royal National Park. Il negozio National Park & Wildlife nel Cadman’s Cottage possiede una gamma di opuscoli sui siti aborigeni.

Le prime colonie

Gli inizi della colonia furono miseri e accidentati, imbevuti di uno spirito che avrebbe dato a Sydney quel suo carattere unico. I condannati furono messi a lavorare alla costruzione delle strade e dei palazzi, con fango, cannucce, legno verde e una malta fatta da una mistura di conchiglie triturate. Da queste umili origini, crebbe un villaggio. Gli ufficiali del Corpo del Nuovo Galles del Sud divennero agricoltori, furono incoraggiati a coltivare la loro terra a fianco dei condannati al lavoro. Poiché i soldati pagavano in rum il lavoro e i beni, divennero presto noti come Rum Corps, e nel 1808 rovesciarono il Governatore Bligh (quello del Bounty) quando tentò di minacciare i loro privilegi. Dai primi del 1800 gli agricoltori cominciarono a produrre raccolti, con forniture sempre più regolari – poiché i condannati e coloni sviluppavano competenze e abilità sempre più adeguate.

Dove vedere le tracce dell’antica colonia di Sydney

The Rocks è stato il fulcro dell’antica Sydney. Pontili, magazzini, alberghi, case ruvide e personaggi ancor più ruvidi gli hanno conferito il suo colore. Incredibili tagli furono fatti sugli affioramenti rocciosi per ottenere materiale da costruzione e di riempimento per la realizzazione di Circular Quay, e delle strade. Le case sono andate tutte perdute, tranne Cadman’s Cottage, ma i vicoli irregolari e labirintici restituiscono ancora un’idea delle antiche vestigia della colonia penale. 

L’era georgiana

I primi decenni di Sydney sono stati momenti di crescita e turbolenza. Lachlan Macquarie,  governatore dal 1810 al 1821, è stato una delle figure più significative. Egli prese un villaggio nato da una prigione e lo trasformò in una città a pieno titolo con un senso di orgogliosa appartenenza. Noto per il suo atteggiamento simpatico verso i condannati e verso gli uomini e le donne liberati,  commissionò numerosi edifici, compresa l’opera del condannato Francis Greenway. Quando Macquarie lasciò il ruolo nel 1822, Sydney vantava strade principali, strade regolari e un sistema di polizia molto organizzato. Negli anni ’30 del 1800, il commercio si era esteso e il lavoro e la terra erano abbondanti. Nel 1840, fu abolito il trasferimento di condannati. Seguì un decennio di vivace dibattito: sull’immigrazione, la religione e l’educazione.

Dove vedere la Sydney georgiana

Il governatore Macquarie progettò la strada che ora porta il suo nome come centro cerimoniale della città. Questa strada vanta un’elegante collezione di edifici: Hyde Park Barracks, St Jame’s Church, Sydney Mint, Parliament House e Sydney Hospital. Altri raffinati esempi sono Victoria Barracks, Vaucluse House e Macquarie Lighthouse.

Sydney vittoriana

Nel 1850 fu scoperto l’oro nel Nuovo Galles del Sud e Sydney prese vita con i cercatori d’oro, i grandi investitori e una nuova ondata di immigrati. Fu l’inizio di un periodo di pace e di solida crescita. L’educazione divenne obbligatoria, fu inaugurata una galleria d’arte e l’Accademia australiana delle Arti tenne la sua prima mostra. Il profilo della città divenne più complesso, con guglie e palazzi “alti”. Proliferarono le villette a schiera. Fiorirono il decoro e il comportamento sociale tipicamente vittoriani, presi in prestito dalla madre patria, con molte occasioni di socialità e  sano entusiasmo. Fu un’epoca di giardini ornamentali e regate, ma anche un periodo di sregolatezza e agitazione politica. Negli anni ’90 del 1800, mentre il Paese si muoveva verso la Federazione, cominciarono a prendere forma un fervente nazionalismo e una forte identità australiana.

Dove vedere la Sydney vittoriana

Gli edifici di Sydney riflettono lo spirito del tempo. Queen Victoria Building, Sydney Town Hall e Martin Place dellimitano grandi spazi cittadini. In netto contrasto, Argyle Terraces e Susannah Place in The Rocks danno un’idea delle condizioni di vita anguste, patite dalla classe operaia.

Sydney tra le due guerre

La Federazione nacque il 1° gennaio del 1901 e il Nuovo Galles del Sud divenne uno stato della nazione australiana. A Sydney, furono costruiti nuovi pontili, furono allargate le strade e cancellate le baraccopoli. Gli anni ’20 del 1900 furono colorati e ottimistici nella “città del piacere”. Il profilo della città si arricchì di gru mano a mano che le strutture moderne rimpiazzavano i loro barocchi predecessori. Il Paese fu duramente colpito dalla Grande Depressione nel 1931, ma la salvezza economica giunse sotto forma di crescita del prezzo della lana e di sviluppo del settore manifatturiero. L’apertura del Sydney Harbour Bridge nel 1932 fu un consolidamento di tutti i cambiamenti apportati dalla Federazione e dell’urbanizzazione.

Dove vedere la Sydney dei primi del ventesimo secolo

Gli anni dopo la nascita della Federazione portarono edifici eleganti e funzionali come la Central Railway Station, la Commonwealth Bank in Martin Place e la State Library of New South Wales. I sobborghi di Haberfield e Strathfield meglio di tutti incarnano lo stile di edilizia residenziale imborghesita, della Federazione.

Sydney nel dopoguerra

L’esplosione demografica del dopoguerra fu accompagnata da un’immigrazione di massa e da un’estensione della periferia. Il movimento hippie dette ai giovani una voce estroversa che impregnò gli anni ’60 di un’aria di stravaganza. Il coinvolgimento dell’Australia nella guerra del Vietnam portò disordini politici nei primi anni ’70, alleviati per un momento dall’apertura della Sydney Opera House. Negli anni ’80, ingenti somme furono spese in grattacieli, in tentativi di “tirarsi a lucido” come il Darling Harbour, e nelle celebrazioni per il bicentenario. Il potenziale della città fu riconosciuto nel 1993 con l’annuncio che Sydney avrebbe ospitato le Olimpiadi del 2000.

Mr. Eternity

Arthur Stace (1885-1967), un ex alcolizzato, fu ispirato da un predicatore che disse che voleva “diffondere eternità sulle strade di Sydney”. «Ho sentito il potente richiamo del Signore, che mi invita a scrivere “Eternity”». Almeno 50 volte al giorno, per più di 30 anni, ha disegnato questa parola con un gessetto, in calligrafia, sui marciapiedi e i muri della città. Una placca in Sydney Square rende omaggio agli sforzi di Mr. Eternity.

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