Trovare lavoro a 40 anni

Trovare lavoro a 40 anni, ne vogliamo parlare?

Ciao Antonino, sono Enzo, grazie per i consigli che dai su Portale Australia, ma tra due giorni compio 46 anni e non so che cosa debba fare per andarmene dall’Italia.

Vedi,  trovare lavoro a 40 anni non è come quando ne hai 20. Vuoi andartene dall’Italia? Bene non appena vuoi provarci la primissima cosa è la lingua ma avendo lavorato per più di trentanni ero nella condizione che o lavoravo o studiavo, quindi guarda che situazione in cui mi trovo: oltre ad essere scartato in casa mia, la nostra bella Italia, non sono nemmeno in grado di trovare lavoro all’estero, quindi il mio bellissimo 2016 sono sicuro che non andrà a gonfie vele.


Ciao Enzo, grazie per avermi scritto. Capita in casi come questo che io personalmente, per responsabilità, non sono in grado di fornirti una risposta. Com’è la vita a 40 anni? Non posso ancora saperlo. Ho però chiesto aiuto a Rudy Bandiera, docente, blogger e uomo che è riuscito a cambiare la propria vita. Seguo personalmente il Blog di Rudy quasi quotidianamente perchè ogni articolo è scritto col cuore e perchè ogni contenuto del suo sito web è per me fonte di ispirazione.

Antonino Loggia


Ti lascio la risposta di Rudy:

rudy-bandiera

Rudy Bandiera

Ciao Enzo,

se fossi uno di quelli che ti urla in faccia cose come “dai che ce la facciamo” oppure “sta tutto nel tuo impegno” sarei un ipocrita. Io non credo che TUTTO dipenda da noi ma…

Ma permettimi di raccontarti una piccola storia: erano gli anni ’90, Pearl Jam e Nirvana passavano in radio e il giovine Rudy era in fabbrica, in fonderia per la precisione.

Non riusciva ad uscire da li, da quella situazione, perché si diceva che ogni cosa fatta sarebbe stata inutile, mettendo di fatto in moto un volano mortifero e umiliante.

Fino a che iniziò a dare sfogo alla sua passione che era sempre stata scrivere, comunicare.

Solo che aprire un blog a metà anni 2000 non era una cosa facile, nel senso che scrivevi spesso solo per te stesso, visto che la cultura dei blogger e dei blog, almeno come oggi la conosciamo, è nata dopo.

Ma a Rudy piaceva scrivere e sapeva che non c’erano altri modi, altre strade se non seguire quello che faceva con soddisfazione e che, un giorno, lo avrebbe portato fuori dalla fabbrica.

Non si arriva da nessuna parte se non si parte, non si impara l’inglese se non si inizia ad impararlo e te lo dice uno che ti scrive dalla sua scrivania, dalla sua agenzia, con un tesserino da giornalista in tasca, che insegna in università e con due libri scritti in tasca.

Partito da dove? Dalla fabbrica, dalla fabbrica con un blog, consapevole che per partire… si deve partire.

In bocca al lupo per tutto.

Rudy Bandiera – rudybandiera.com

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