Andare all’estero: 7 ottime ragioni

Con la fine dell’anno arriva il periodo dei bilanci. Anche tu, tra un pranzo, una cena e un festeggiamento, probabilmente ti metterai a riflettere sui mesi appena trascorsi. Quasi sicuramente questo bilancio non sarà in attivo: molto probabilmente ci sono tante cose che avresti voluto fare in modo diverso, occasioni che non hai colto, idee che non hai sviluppato, obiettivi che non hai raggiunto. Se sarai onesto con te stesso riuscirai a valutare in modo sereno sia le cose positive che quelle negative, ma certo queste ultime ti lasceranno l’amaro in bocca. Come tutti, allora, ti riprometterai di comportarti in modo diverso nel nuovo anno e farai una lunga lista di buoni propositi. Arrivato però alla fine di gennaio probabilmente ti renderai conto che non stai realizzando tutto quello che ti eri ripromesso per il nuovo anno. Perché? Ci sono tanti motivi, come la paura del fallimento che ti impedisce di portare a termine (e a volte persino di iniziare) un nuovo progetto, la mancanza di obiettivi chiari e del giusto programma per realizzarli, le scarse competenze non accompagnate dalla voglia di imparare e acquisirle e così via. Come superare questi ostacoli che si pongono sul tuo cammino fin da primi passi? Per esempio, scegliendo un solo obiettivo, chiaro e definito e impegnandoti ogni giorno per fare un pezzetto di strada in più verso la sua realizzazione. Tra gli obiettivi che molti italiani mettono sotto l’albero c’è anche quello di andare a vivere all’estero, anche solo per un periodo. Tutti sappiamo quale arricchimento porta con sé il fare un’esperienza lontani da casa. Ma poi, nonostante i nostri sogni, spesso ci fermiamo. Allora, in vista di questi giorni in cui ripenserai ai mesi passati e ti proporrai tante novità e tanti cambiamenti per i prossimi, condivido con te 7 ottime ragioni per andare all’estero.

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Fine anno, tempo di bilanci: andare all’estero potrebbe essere il tuo grande progetto del prossimo anno

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COSA VUOI SAPERE?


Andare all’estero: imparare davvero un’altra lingua

Lo sai anche tu: per imparare davvero una lingua bisogna fare un’esperienza immersiva. Non basta qualche lezione e di certo quello che hai imparato a scuola potrà essere una buona base, ma niente di più. Per arrivare a un livello che ti permetta di essere fluent, vale a dire avere una conoscenza approfondita e capacità sia attive (parlare, scrivere), sia passive (leggere, ascoltare) che si possono avvicinare (anche se non sovrapporre) a quelle di un madrelingua, devi vivere per qualche mese in un luogo dove sarai costretto a usare quella lingua la maggior parte del tempo. Quindi se fai qualche telefonata a casa o incontri occasionalmente i tuoi connazionali non interrompi l’apprendimento, ma se invece cerchi casa, lavoro e amicizie sulla base della lingua comune, non ti sarà servito a molto andare così lontano da casa. Il lavoro è sicuramente lo stimolo migliore per approfondire la lingua (ma non per impararla da zero! Non avrai chances se non hai una conoscenza di base o di medio livello, dipende, della lingua del posto). Sono anche di aiuto guardare la tv (i telegiornali sono di solito presentati da persone che hanno un buona dizione e parlano la variante standard di quella lingua, senza particolari inflessioni), leggere giornali e libri, cercare sport, hobby e gruppi in cui praticarla. All’inizio sbaglierai tanto, ma ti accorgerai presto che fai progressi straordinari senza troppo sforzo.

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Solo immergendoti in un contesto in cui si parla solo inglese potrai impararlo davvero


Andare all’estero: dare un scossa al tuo cv

Tra un giovane con poca o nessuna esperienza lavorativa che ha fatto parte degli studi o un corso di formazione o ancora uno stage all’estero e chi, nelle stesse condizioni, non si è mai mosso di casa, secondo te un datore di lavoro cosa preferisce? È chiaro che privilegerà chi ha osato, si è messo in gioco, ha ampliato i propri orizzonti. Un discorso simile vale anche per persone più avanti negli anni che hanno in mano una professione: un periodo lavorativo all’estero non potrà che essere visto con favore, come segno di qualcuno in grado di mettersi alla prova e imparare cose nuove. Inoltre, potrai confrontarti con un mercato del lavoro diverso da quello cui sei abituato, vedere modi diversi di fare le cose, competere a livello internazionale. I Paesi di lingua inglese, come l’Australia, hanno maggiore dinamismo a livello lavorativo (è più facile perdere il posto ma anche trovarne un altro) e una diversa gestione delle persone, che si basa molto sulla meritocrazia. Anche se spesso ci riempiamo la bocca con questa parola, è bene che tu ti ricordi sempre che ci sono due facce della medaglia: da una parte meritocrazia significa, finalmente, non dover contare su chi conosci per trovare lavoro o ottenere avanzamenti di carriera (un malcostume molto fastidioso), ma dall’altra vuol dire essere valutati per le proprie competenze e i risultati che si è in grado di portare, quindi si è più sotto pressione ed è necessario migliorarsi di continuo e anche essere capaci di autovalutarsi (oggettivamente).

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Andare all’estero (e fare esperienze formative o lavorative) può aprirti molte più porte nel mondo del lavoro


Andare all’estero: assaporare la libertà

La libertà di fare quello che tu scegli, di vivere secondo i tuoi orari, di frequentare le persone che vuoi, di organizzare il luogo in cui vivi secondo i tuoi desideri: ecco cosa è la libertà di quando vivi all’estero. Di certo è una sensazione inebriante, soprattutto se sei giovane ed è la prima volta che esci da casa. Ma ricorda sempre, che libertà va a braccetto con responsabilità: quando sbagli non avrai paracadute, se incontri le persone sbagliate dovrai liberartene da solo, se hai dei dubbi alla fine sarai tu a dover scegliere, se non trovi un lavoro avrai difficoltà o dovrai tornare in Italia. Insomma, la libertà è la ricompensa, preziosissima, di una vita in cui dovrai conquistarti tutto con le tue mani. Non c’è di che spaventarsi: prima o poi succede anche a chi rimane in Italia, ma andare all’estero ti mette prima e in modo improvviso davanti a questo passaggio fondamentale della vita, quello in cui sei finalmente adulto.

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Vivere secondo i tuoi tempi e i tuoi modi è libertà, ma dovrai confrontarti con le responsabilità che comporta


Andare all’estero: fare nuovi incontri

Uscire dai soliti giri e vedere facce nuove, per quanto tu voglia bene ai tuoi amici e sia legato ad alcune persone, non potrà che farti bene. Non solo perché la solitudine è uno dei lati negativi più difficili da affrontare ma più diffusi tra gli expat, ma anche – e soprattutto – perché ogni nuovo incontro significa ampliare i propri orizzonti, imparare cose nuove, mettersi in discussione, vedere il mondo con occhi diversi. Tutti i giorni entriamo in contatto con persone nuove, ma, a meno che non siamo particolarmente espansivi di carattere, non sempre ci soffermiamo a conoscerle. Essere all’estero ci mette invece in condizione di cercare nuove amicizie e quindi di essere molto più aperti e ben disposti verso gli altri.

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Incontrare persone nuove ti arricchirà moltissimo, oltre ad aiutarti contro la solitudine dell’immigrato


Andare all’estero: lasciare la comfort zone

La zona di comfort è quella sfera dentro cui sei a tuo agio. Conosci bene cosa fare e come, non hai incertezze, a ogni azione sai che reazione corrisponde. Insomma, è il luogo (ideale, non fisico) delle tue abitudini, dove sei rilassato e sai come muoverti e come cavartela senza troppa fatica e senza eccessivo timore di sbagliare. Ma fermati un attimo e rifletti: stai imparando qualcosa di nuovo? Stai sfidando i tuoi limiti? Ti stai mettendo in gioco? Direi che la risposta è no. Ma così rimani bloccato. Bloccato magari in un lavoro che non ti piace e non ti da soddisfazione, in una vita sociale che si ripete sempre uguale, annoiato, senza stimoli. Per uscire dalla propria comfort zone basta poco: iscriverti a un corso su un argomento che non conosci per nulla, cercare di rendere la tua passione un secondo lavoro redditizio, decidere di fare ogni giorno qualcosa che ti spaventa un po’, come prendere la parola durante in pubblico. Ma spesso troviamo delle scuse per non farlo (non ho tempo, ho troppo da fare, sono stanco, sono timido). Andare all’estero cancella in un colpo solo ogni possibile giustificazione. Non puoi più nasconderti: devi prendere in mano la tua vita, buttarti, andare verso l’ignoto. Anche se dovessi fallire hai comunque vinto.

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Una volta uscito dalla tua comfort zone potrai metterti davvero in gioco: anche se fallirai avrai comunque vinto


Andare all’estero: vivere una vita diversa

Dipende dalla meta che scegli, naturalmente, ma quando vai all’estero puoi vivere una vita diversa, anche di molto. Pensa all’Australia: nelle grandi città come Sydney o Melbourne la spiaggia è vicinissima e quindi dopo il lavoro o il corso di inglese potrai andare al mare e godersi il tramonto sull’oceano, per esempio. Se invece stai trascorrendo il periodo di tre mesi in un’area rurale per lavorare in un farm (è obbligatorio se vuoi rinnovare il Working Holiday visa), ti potrà capitare di svegliarti con il sole, vedere le stelle in tutta la loro maestosità, vivere a stretto contatto con animali esotici. Queste esperienze, e moltissime altre, non ti sarebbero mai capitate se fossi rimasto a casa. Cosa ne dici, ne vale la pena?

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Immagina le bianchissime spiagge australiane come scenario delle tue giornate: andare all’estero è anche questo

 


Andare all’estero: diventare grande

Anche se hai 40 anni! Vivere lontano da casa, senza tutti gli aiuti e le certezze che hanno costituito la tua vita, non può che darti una bella scossa e metterti di fronte ai tuoi limiti, ma anche farti comprendere i tuoi punti di forza. Se te la sei cavata a sedici mila km di distanza, allora puoi fare qualsiasi cosa. Come dico spesso (se mi segui da un po’ lo sai): se puoi sognarlo puoi farlo. Sei solo tu chi impedisce ai tuoi sogni, ai tuoi progetti, di realizzarsi. E avere un’esperienza che sconvolge così tanto tutto il tuo modo, che ti cambia le abitudini, che ti apre gli orizzonti e soprattutto che ti permette di conoscere finalmente te stesso, ti darà la spinta giusta per lanciarti sulla strada che porta ai tuoi sogni. Non ti volterai più indietro.

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Andare all’estero significa segnare un confine netto tra la tua vita di prima e quella nuova, in cui sei ormai un adulto


Insomma, andare all’estero è una sfida che ti farà crescere!

E questo vale per tutti, a tutte le età. A volte sarà dura, oppure ti scoraggerai, o penserai anche di mollare tutto e tornare a casa. Ma tantissime altre sentirai l’entusiasmo di chi ha preso in mano la propria vita, è diventato protagonista delle proprie scelte e ce la sta facendo. Ovviamente un po’ di aiuto non guasta. Per questo lo staff di Portale Australia è pronto ad ascoltarti per creare insieme a te il tuo percorso personalizzato e offrirti le informazioni, gli strumenti e i servizi che ti aiuteranno una volta che sarai in Australia. Inizia oggi. Chiamaci dall’Italia al +39 389 252 7751 o al +61 479 127 068 se sei già in Australia, oppure scrivici cliccando sul banner qui sotto.

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