Da Bagheria a Sydney: la breve esperienza di Giuseppe

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Riprendiamo le nostre interviste ai ragazzi italiani che hanno deciso di intraprendere un’esperienza in terra australiana. Oggi con noi c’è Giuseppe Monreale, uno chef siciliano che ha avuto una brevissima esperienza in Australia. Ecco la sua storia.

Quanti anni avevi quando sei partito per l’Australia e cosa facevi in Italia?

Ciao a tutti gli amici di Portale Australia. Mi chiamo Giuseppe Monreale, sono originario di Bagheria e anche io sono partito verso l’Australia. Era il 22 Ottobre 2013 e avevo 25 anni. In Italia ero uno chef di cucina e mi occupavo principalmente di cucina tradizionale italiana e di cucina tradizionale siciliana, la mia terra.

Come mai hai scelto l’Australia e su quale città è ricaduta la tua scelta?

Sono partito alla volta dell’Australia per inseguire un sogno. Volevo scoprire questo nuovo continente, così speciale e così lontano. Inizialmente sono atterrato a Melbourne ma il giorno dopo mi sono subito trasferito a Sydney per cercare di sfruttare la stagione dall’inizio della primavera!

Con che visto sei arrivato? Com’era la tua conoscenza dell’inglese?

Sono arrivato con il visto che utilizzano quasi utilizzano quasi tutti i ragazzi per venire qui in Australia ovvero il Working Holiday Visa. Quando sono partito non conoscevo una parola d’inglese e sicuramente, col senno di poi, penso che questo mi ha penalizzato parecchio nella mia esperienza in Australia.

Conoscevi qualcuno che era già qui o sei partito da solo all’avventura?

No nessuno. Quando sono partito non sapevo nemmeno dove andare a dormire. L’alloggio per la prima notte l’ho trovato grazie ad un ragazzo che ho conosciuto in aereo. Lui era già stato in Australia con il WHV e ci stava tornando dopo due anni. La prima notte mi ha ospitato lui, poi subito, il giorno dopo, sono partito per Sydney e ho prenotato in ostello.

Parliamo di ostelli. È un’esperienza che ti senti di consigliare?

L’ostello, secondo me, non è un’esperienza per tutti. Il problema più grande che io ho trovato è stata la convivenza con ogni tipo di persona: trovi chi se ne frega della vita o chi non ha è abituato a lavarsi, purtroppo. Per trovarti bene devi avere un grande spirito di adattamento e devi cercare di seguire sempre la tua strada, senza farti condizionare. Altrimenti abituarsi è piuttosto difficile. Per me lo è stato.

Ti va di raccontarci i tuoi giorni in Australia? Cosa hai fatto per trovare lavoro?

Arrivato in Australia mi sono cominciato a muovere nella zona di Manly per trovare lavoro. Ho lasciato qualche CV nei ristoranti di fronte alla spiaggia e in un paio di giorni ho ottenuto la possibilità di fare la prima prova in un ristorante. Sono andato ma l’impressione non fu delle migliori: il ristorante aveva un menu italiano ma vi assicuro che di italiano c’era solo quello. Ho rifiutato l’offerta confidando nei fondi che mi ero portato dall’Italia e del fatto che avrei trovato facilmente qualcos’altro. Non avevo intenzione di fare una vita mondana o dispendiosa quindi pensavo di essere tranquillo. Decisi quindi di cercare nei ristoranti del quartiere italiano: pensavo che la mia scarsa conoscenza dell’inglese non sarebbe stata un problema. Evidentemente mi sbagliavo perché non ottenni nessun riscontro e non riuscii a trovare lavoro.

Eri riuscito a stringere qualche contatto o amicizia?

Non nei primi giorni e cominciai ad essere molto scoraggiato: non credevo di poter trovare lavoro nel mio settore. Le cose sono cambiate quando ho conosciuto Antonino. Ero fuori l’ostello con altri ragazzi quando si è presentato questo ragazzo di Bagheria, come me. Lui mi ha trasmesso un po’ di ottimismo e sicurezza e con lui ho scoperto un po’ il centro e la città. Antonino aveva stretto diversi contatti e mi ha portato alla Trattoria Il Segreto di Vinicio Rinaldi. Anche Vinicio si è dimostrata una persona molto disponibile: ha fatto alcune telefonate per trovarmi una sistemazione. Purtroppo non però nulla si muoveva e io ho ricominciato ad essere piuttosto preoccupato per il mio futuro.

Hai provato anche in altri settori? Non sei riuscito a trovare nessun lavoro in Australia?

Si un lavoro l’avevo trovato. Era per un negozio di mobili: la paga era ottima, di 30 AUD all’ora ma purtroppo il lavoro era saltuario e non ci si poteva fare affidamento per vivere in questa costosa città.

Quanto sei rimasto in Australia?

Penso di essere rimasto in Australia all’incirca un mese e mezzo, non di più. La mia esperienza è stata piuttosto breve.

Come mai la scelta di tornare in Italia?

Come ti ho raccontato durante la mia esperienza in Australia mi sono scoraggiato. Ero solo, lontano da casa e nell’ambito del lavoro non avevo avuto il riscontro che speravo nel mio settore. Quindi quando mi dissero dall’Italia che avevo un posto assicurato per la stagione invernale a Cortina non ci pensai due volte e mi rimisi in viaggio.

Avevi già acquistato il biglietto di ritorno?

No. Ero partito per l’Australia con un biglietto di sola andata che avevo pagato 800 dollari. Quando decisi di tornare in Italia dovetti comprare il biglietto di ritorno direttamente dall’Australia: pagai all’incirca 1600 dollari solo di biglietto di ritorno.

Che cosa fai ora e dove ti trovi adesso?

Dopo la stagione invernale a Cortina rimasi anche per quella estiva ed adesso mi trovo a Miami, negli Stati Uniti. Qui lavoro in un ristorante italiano e sto cercando anche di specializzarmi nella cucina tipica del Sud America, peruviana in particolare. Ci sono alcuni progetti in ballo che sto seguendo con entusiasmo anche se rimango convinto che la cucina italiana sia la migliore di tutto il mondo.

Torneresti in Australia?

Mah chissà, probabilmente si. Magari potrei tornare in vacanza e cercare di capire se si possa aprire qualche possibilità nel mio settore, magari per rimanere più a lungo. Tornerei volentieri in Australia, anche per riabbracciare Antonino, una delle persone che mi hanno più aiutato durante la mia esperienza in Australia.

Che consiglio daresti ai ragazzi che vogliono partire per l’Australia?

Il mio consiglio è quello di fare un corso di inglese prima di partire. La conoscenza della lingua vi darà una marcia in più rispetto agli altri ragazzi che cercano lavoro come voi. Il secondo consiglio, che spesso viene sottovalutato, riguarda la motivazione: partite solo se siete veramente convinti. La motivazione è fondamentale!

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