Kimberley: cosa fare e cosa vedere

A nord-ovest dello stato del Western Australia si trova la regione di Kimberley, una delle prime nel Paese a essere stata abitata dagli esseri umani in tempi preistorici. Esplorata dagli europei solo alla fine dell’Ottocento, questo enorme territorio  conta poche decine di migliaia di persone. La popolazione si concentra naturalmente nei centri urbani. I principali sono Broome, sulla costa nord-occidentale, Kununurra, al confine con il Northern Territory, e Derby, sul golfo di King Sound, che ha la più grande differenza tra alta e bassa marea di tutta l’Australia. Le altre città non superano i duemila abitanti.

Popolare destinazione turistica, la regione di Kimberley offre tantissime mete in cui vivere un’esperienza autenticamente outback, tra parchi naturali, siti protetti, grotte attraversate da corsi d’acqua, baie e vegetazione selvatica. È oggi considerata una delle ultime aree autenticamente selvagge ancora presenti al mondo ed essendo un luogo remoto in cui viaggiare tieni presente che le sue attrazioni sono spesso raggiungibili e percorribili solo con un veicolo 4×4: in molte zone infatti non esistono strade asfaltate, ma solo piste nel mezzo della natura. Se invece ti dirigi verso la costa fai attenzione: come accennato sopra Kimberley presenta il gap tra alta e bassa marea più ampio di tutto l’emisfero australe.

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Una vista mozzafiato della zona di Broome

Tre itinerari nella regione di Kimberley

Tantissimi sono gli itinerari che puoi organizzare in autonomia (sempre con l’accortezza di portare con te ampie scorte di acqua, cibo e carburante visto che si tratta di aree molto poco attrezzate) o tramite i tour operators del territorio. Qui di seguito troverai tre proposte adatte a diversi livelli di esperienza.

 

Sulle orme di Sir Charles Edward Kingsford Smith

Primo aviatore a sorvolare la rotta transpacifica tra gli Stati Uniti e l’Australia agli inizi del Novecento, Smith (o Smithy, come era spesso chiamato) ha battuto record e stabilito primati nel campo dell’aviazione, incluso il primo volo no stop da un estremo all’altro dell’Australia. Avventuroso e tenace, nel 1924 ha seguito la rotta che congiunge la città portuale di Carnarvon (sulle coste occidentali di Kimberley) al centro minerario (in cui si estrae l’oro) di Meekatharra. Questo itinerario dura tre giorni, in cui si percorrono poco meno di 700 km. Consigliato l’utilizzo di un mezzo 4×4 e di informarsi sullo stato di apertura delle strade (le cattive condizioni atmosferiche o la presenza di ostacoli naturali possono determinarne la chiusura temporanea). Alcune tratte sono marcate come Permit Required, solitamente quando passano all’interno di territori aborigeni, per cui necessitano di un permesso di transito (generalmente gratuito, ma non sempre concesso).

Giorno 1 – Da Carnarvon a Mount Augustus

Si passa all’interno di un territorio punteggiato di centri tradizionalmente usati per la pastorizia. Mount August offre uno spettacolo mozzafiato tra la vegetazione selvatica e la possibilità di vedere diverse specie animali. Per accamparsi è disponibile il Mount Augustus Tourist Park.

Giorno 2 – Da Mount Augustus a Mount Gould

L’itinerario prevede di seguire il corso del Gascoyne River fino a raggiungere la stazione di Mount Gould, a lungo utilizzata per l’allevamento.

Giorno 3 – Da Mount Gould a Meekatharra

Si fa rotta verso sud. Arrivati a destinazione si può percorrere il Meeka Rangelands Discovery Walk Trail, per ammirare il paesaggio roccioso e la natura selvatica di quest’area.

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Mount Augustus

Alla scoperta delle perle di Broome

Molto meno selvaggia, perciò adatta a viaggiatori meno inclini all’avventura estrema, la seconda proposta permette di andare alla scoperta della città principale della regione di Kimberley, Broome, centro di circa 15 mila abitanti noto per la produzione e la vendita delle perle. L’itinerario dura una giornata e prevede i seguenti highlights:

  • i due Pearl Luggers nell’area di Chinatown, vale a dire le imbarcazioni utilizzate per andare alla ricerca delle perle, con visite guidate alla scoperta di questa industria che ha vissuto momenti molto difficili a causa della concorrenza giapponese e americana, ma che da alcuni decenni è rifiorita;
  • Old Broome, dove visitare la Pearling Master’s House e l’architettura del centro cittadino;
  • il cimitero giapponese, dove sono sepolte quasi mille persone provenienti dal Paese del Sol Levante che hanno perso la vita nelle spedizioni sott’acqua alla ricerca di perle (i giapponesi sono tra i migliori cercatori al mondo e ogni anno Broome festeggia il proprio legame con il Giappone con un festival, il Shinju Matsuri);
  • la Cable Beach, così chiamata perché il cavo sottomarino del telegrafo che collegava l’Australia con Singapore (e quindi con la Grand Bretagna) terminava su questa spiaggia che si trova a sette km dalla città. Qui è possibile fare un tour a dorso di cammello, ancora più suggestivo se avviene al tramonto.
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Il tour a dorso di cammello è un must per chi decide di fare una sosta a Cable Beach

Da Broome alle cave di Tunnel Creek

Articolato in cinque giorni, questo itinerario ti porterà nel cuore delle terre più selvagge, dove incontrare incredibili paesaggi, animali esotici e spesso a rischio di estinzione e una vegetazione sempre diversa. Ogni tappa meriterebbe un viaggio a sè, come potrai leggere in questo approfondito articolo sulle migliori destinazioni per una vacanza nel nord del Western Australia.

Giorno 1 – Da Fitzroy Crossing alla Geikie Gorge

Si inizia dalla cittadina di Fitzoy Crossing, dove visitare il Mangkaja Aboriginal Arts Centre, nato come luogo in cui gli aborigeni andavano per imparare l’inglese, ma che presto si trasformò in un luogo di incontro in cui dipingere per raccontare la propria storia ed esprimere la propria identità. Oggi è una galleria d’arte e uno studio per gli artisti locali. Da qui si parte alla volta del Geikie Gorge National Park, una spettacolare gola scavata nei secoli dall’azione del fiume Fitzroy, da esplorare a piedi o meglio ancora in barca alla scoperta delle tante specie animali (una su tutta il coccodrillo di acqua dolce) che la abitano. La sera ci si può accampare lungo il fiume o tornare nella cittadina di Fitzroy Crossing.

Giorno 2/3 – Il Purnululu National Park

I due giorni successivi sono dedicati a percorrere il sito protetto di Purnululu, noto soprattutto per la Bungle Bungle Range. Lo scenario è iconico: alte formazioni rocciose a forma di alveare composte da strati sovrapposti arancioni e neri, sviluppatesi nell’arco di 20 milioni di anni e, per quanto conosciute dalle popolazioni aborigene da sempre, scoperte dagli occidentali solo negli anni Ottanta; le profonde pozze di acqua; le gole; i crepacci e le cascate. L’area si percorre rigorosamente a piedi, ma ci sono tracciati di diversa lunghezza e difficoltà. La prima notte ci si accampa nel Safari Camp, dove gustare una cena sotto il magnificente cielo stellato. Il mattino dopo si può andare verso l’Echidna Chasm, un crepaccio lungo 2 km noto per le sue enormi palme, e poi verso la Cathedral Gorge, un vero anfiteatro naturale creato dalle torri di roccia. Da non perdere un volo in elicottero per apprezzare tutte le bellezze naturali del parco da un’altra prospettiva.

Giorno 4 – Le Mimbi Caves

Questo sistema di cave, uno dei più ampi di tutta l’Australia occidentale, risale a 350 milioni di anni fa e rappresenta il sito più importante per i fossili dell’era Devoniana. È anche un’area considerata sacra dalle popolazioni aborigene locali e uno dei primi luoghi abitati dall’uomo nel Paese. Ricche di pitture murali, queste cave si possono esplorare con la guida di un indigeno Gooniyandi in circa tre ore.

Giorno 5 – Da Tunnel Creek a Windjana Gorge

Tunnel Creek è il nome del ruscello che ha creato un sistema di grotte e caverne sotterranee lungo 750 metri, il più antico di tutta l’Australia occidentale. Si percorre solo a piedi e permette di vedere da vicino sia i tanti pipistrelli che lo popolano sia i segni del passaggio dell’uomo che ha lasciato diverse pitture in questo luogo. È anche possibile immergersi nelle acque cristalline della piscina naturale che si trova alla fine del sito. Da qui si parte alla volta del Windjana Gorge National Park, un piccolo parco in cui si trovano gole spettacolari.

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Le grotte di Tunnel Creek

Altre destinazioni nella regione di Kimberley

Oltre ai tour organizzati, l’area offre diversi luoghi da esplorare in autonomia, alcuni solo per veri amanti dell’outback più estremo.

 

Mitchell River National Park

Aperto solo durante la stagione secca e percorribile soltanto con un veicolo 4×4, questo parco è uno dei luoghi di maggiore richiamo di tutta la regione di Kimberley, con le sue cascate spettacolari, le piscine naturali e i siti che ancora conservano esempi dell’arte rupestre indigena. Per la notte ci si può accampare in una grande area attrezzata.

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Il Mitchell Plateau

Lawley River National Park

Questo sito protetto si trova a est del Mitchell River National Park. Entrambi sono gestiti da una compagnia che tutela gli interessi delle popolazioni aborigene locali (Wunambal Gaambera), ma per l’accesso al Lawley River National Park è necessario chiedere un permesso speciale. Se sei un esperto bushwalker ne vale sicuramente la pena: nel parco non ci sono sentieri né alcun servizio, per cui sarà un’autentica esperienza nella wilderness australiana.

 

Prince Regent National Park

Ancora più remoto e di difficile accesso, questo parco è considerato uno dei luoghi meglio conservati dell’intera regione di Kimberley. Dal 2009 è un’area protetta ad accesso ridotto, possibile solo in elicottero e solo con il permesso del Department of Parks and Wildlife, per cui è ben poco frequentata, anche se di superba bellezza.

Insieme al Mitchell River National Park e al Lawley River National Park, questo parco entrerà presto a far parte di un unico sito naturalistico, chiamato Kimberley National Park. La nuova entità coprirà un’area di cinque milioni di ettari, diventando così il più grande parco di tutta l’Australia. Questa trasformazione (che ha l’obiettivo di migliorare la protezione dei tre siti naturali) coincide con la decisione di bandire per sempre ogni attività mineraria nella zona del Mitchel Plateau (tutta la regione di Kimberley è ricca di risorse naturali, che rappresentano una delle sue prime voci di entrata).

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Scorcio del Prince Regent National Park, raggiungibile solo in volo

Drysdale River National Park

Anche questo grande parco, diviso in due dal fiume omonimo, è accessibile solo dietro rilascio dell’apposito permesso. Non esistono strade tracciate né facilities ed è possibile entrare ed esplorarlo solo a piedi.

 

Lake Argyle

Il Lago Argyle è il bacino d’acqua dolce più grande di tutta l’Australia, perfetto per qualche giorno di relax nelle tante accomodations disponibili (e per tutte le tasche): siti per il campeggio, il campo safari, le villette vista lago e i bungalow. Sono presenti anche una infinity pool che dà l’impressione di essere immersa direttamente nel lago e un ristorante. L’area si può visitare a piedi, in barca e in elicottero, mentre tra tante attività che si possono fare ci sono canoa, vela, sci d’acqua, pesca, mountain bike ed escursioni off the road. Se ti trovi qui a inizio settembre e sei uno sportivo puoi prendere parte alla Lake Argyle Adventure Race, una competizione articolata su più giorni, ognuno con un diverso format. Le gare sono individuali e a gruppi e includono generalmente corsa, nuoto, mountain bike e canoa.

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Il lago Argyle

Talbot Bay

Questa baia ospita una delle più grandi attrazioni del Paese (secondo il notissimo naturalista britannico Sir David Attenborough “one of the greatest natural wonders of the world”), le cosiddette Horizontal Falls, o Cascate Orizzontali. Si formano perché lo scorrere dell’acqua del mare tra due alte scogliere, attraverso un’apertura di 25 metri, fa sì che questa cresca più velocemente da una parte che dall’altra, creando un fenomeno naturale per cui le cascate sembrano scorrere orizzontalmente e non verticalmente. A ogni nuova marea la direzione delle cascate si inverte e si aprono ampi vortici. Il fenomeno si apprezza bene dalla barca (ma attenzione a utilizzare un tour operator certificato che metta in pratica tutte le necessarie misure di sicurezza), oppure dall’elicottero.

 

El Questro Wilderness Park

Destinazione remota e conosciuta per la sua natura rigogliosa e selvaggia, rappresenta una meta ideale per le famiglie, che possono sperimentare i diversi tour organizzati su mezzi 4×4, elicottero, cavallo o a piedi (gli adulti), mentri i bambini possono partecipare al programma Junior Ranger. Sotto la guida di uno dei ranger del parco, potranno andare alla scoperta di come sopravvivere nell’outback più estremo, vedere tantissime specie animali, inclusi i coccodrilli che sono presenti in queste acque, imparare le misure di sicurezza da adottare in presenza di specie pericolose, pescare e conoscere la flora esotica della regione. Il parco offre ospitalità per tutte le esigenze: tende immerse nella natura, camere presso la El Questro Station, campeggio attrezzato lungo il fiume e dimora coloniale cinque stelle lusso.

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Una piccola e suggestiva parte dell’El Questro Wilderness Park

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