Scrivimi quando atterri – Come comunicare con l’Italia dall’Australia

Scrivimi quando atterri!” scommetto che nel 90% dei casi sono proprio queste le parole che vi hanno detto i vostri amici o i vostri famigliari poco prima della partenza in aeroporto. La nostalgia per i nostri cari e la voglia di restare in contatto con loro anche dall’Australia si fa sentire. Vediamo allora quali sono i modi migliori per comunicare e tenerli aggiornati sulla nostra avventura “down under”.

Chiamare in Australia non è l’unica soluzione

Mentre i nostri nonni e i nostri bis nonni migranti avevano poche speranze di intrattenere una corrispondenza regolare ed efficace, costituita da lettere scritte di proprio pugno che impiegavano giorni, settimane o mesi, prima di arrivare a destinazione, oggi la tecnologia ci fornisce il grosso vantaggio di poter parlare con la famiglia e gli amici quasi 24 ore su 24.

Proprio la tecnologia, così spesso criticata e demonizzata per aver “corrotto” i rapporti interpersonali (quante volte parlate con una persona, e questa guarda contemporaneamente voi e il suo cellulare, o andate fuori a cena con amici o il fidanzato e vi sembra di essere uscite da sole, perché sono tutti impegnati su Whatsapp, Facebook o a farsi dei selfie), viene in aiuto di noi “avventurieri” e ci fornisce mezzi efficienti e sofisticati nel tentativo di riavvicinare virtualmente noi e le persone che amiamo a casa.

A mio avviso la posta elettronica e-mail (che sta per electronic-mail, mentre quando si parla di mail s’intende la posta tradizionale cartacea) è il mezzo più efficiente, chiaro, sicuro che si possa utilizzare attualmente per scrivere e mantenere una corrispondenza regolare con la propria famiglia e i propri amici. Ma, direte voi, bisogna trovare il tempo e la voglia di scrivere, cosa che nel mio caso mi riesce abbastanza semplice dal momento che ci metto cinque minuti a scrivere una bella e lunga email, ma non si tratta di un’opinione comune. Non tutti, infatti, amano scrivere email così lunghe; ed ecco allora che l’applicazione Whatsapp ci dà la possibilità di scambiarci messaggi brevi scritti e messaggi vocali, solo sfruttando una connessione internet o il wifi.

Chiamare in Australia via web

Una buona raccomandazione non appena arrivati in Australia è di disattivare il Roaming dati per evitare di incorrere in tariffe aggiuntive per la navigazione web, l’utilizzo di email, mms e altri servizi di dati. Io ho perso dieci euro prima di disattivarlo, fate attenzione. In questo modo potrete usate Whatsapp sul vostro telefono italiano solo sfruttando i wifi free che, comunque, si trova piuttosto facilmente (MacDonald e Starbucks offrono il wifi free).

Se avete una iPhone, un iPad o un qualsiasi dispositivo Apple, sono sicura che farete largo uso di FaceTime. Io l’ho scoperto da quando sono arrivata a Sydney e lo uso frequentemente. Si tratta, come di iMessage, di un servizio esclusivo sviluppato da Apple per i suoi utenti, per chiamare o video chiamare, una sorta di rete che mette in comunicazione anche telefono con tablet, computer e telefono tramite una connessione internet, da qualsiasi distanza… Personalmente la connessione va e viene, non sono mai riuscita a chiamare sfruttando i giga del mio abbonamento telefonico, ma solo tramite wifi; la linea, poi, potrebbe cadere più di una volta, ma nel complesso è un ottimo modo per comunicare assolutamente gratuito e di buona qualità.

Io mi sono emozionata moltissimo quando mia mamma mi ha fatto vedere i miei cani, tre meravigliosi cockers, Diana, Sissi e Marlyn, mentre guardavano lo schermo dell’Ipad con la mia faccia e abbaiavano felici. Sono una sentimentale e amo follemente i miei cani!

Tra i mezzi per comunicare gratuitamente nel mondo c’è anche Skype. Molti di voi avranno l’applicazione sul proprio smartphone o sul computer, molti di voi lo useranno costantemente, mentre altri lo useranno saltuariamente. Io, lo uso spesso per messaggi e condivisione di file, video, ma raramente per le chiamate, anche se la qualità non è affatto male e la chiarezza del suono piuttosto nitida. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un software che consente di parlare in tutto il mondo, tramite chiamate, messaggi istantanei, videochiamate e permette anche di condividere file con altri utenti Skype; è sufficiente scaricare l’applicazione e registrarsi (support.skype.com).

Un valido metodo per chiamare in Australia

Non dimenticate nemmeno l’opzione delle chiamate internazionali. Se deciderete di fare un abbonamento mensile con una compagnia telefonica australiana (le più conosciute sono Optus, Tesla, Vodafone, Lebara) potrebbero essere inclusi cinque o dieci dollari di chiamate internazionali. attualmente pago trenta dollari al mese e ne ho cinque per questo servizio, che di solito equivale a 45/50 minuti di chiamate (all’incirca…). Solitamente li usiamo per chiamare i parenti non “tecnologici”, quindi nonni, zii e parenti che abbiamo voglia di sentire, ma che non hanno computer o smartphone.

I miei cinque dollari di chiamate internazionali, però, li ho felicemente spesi per chiamare Alice in Inghilterra. Nella casa dove vivo attualmente, non c’è il wifi purtroppo e quindi una sera ho deciso di chiamare la mia cara amica che vive a Londra per una telefonata, come ai vecchi tempi!

I social per chiamare in Australia

I social network, come Facebook e Twitter, vi permettono poi di condividere immagini, pensieri e video che renderanno i vostri amici e i vostri famigliari più partecipi della vostra esperienza australiana. Mia mamma spesso mi fa notare che non sono abbastanza “social” e se passano troppi giorni senza postare qualcosa, mi scrive un messaggio e mi chiede: “Metti qualcosa su Facebook!” come se volesse entrare in contatto con la mia vita qui e volesse “condividere” in tutti i sensi i miei stati d’animo e le mie fotografie.

Facebook fornisce un servizio per i messaggi privati, ma anche per le chiamate. Forse alcuni di voi non lo sanno, ma è possibile effettuare chiamate gratuitamente anche tramite Facebook, con qualunque dei vostri amici a qualsiasi distanza.

Un’ultima precisazione va fatta per quanto riguarda le compagnie telefoniche e l’uso del proprio cellulare qui in Australia. Per tutti gli sfortunati come me che hanno un Blackberry, non portatevelo perché non funziona qui e non c’è nessuna scheda sim compatibile. Seconda cosa molto importante: bisogna assicurarsi che il telefono sia “unlocked” ovvero non sia vincolato da nessun’altra compagnia telefonica, altrimenti bisogna sbloccarlo facendo richiesta al precedente operatore. Nel mio caso mi è stato fatto un dono da una cara amica australiana, di un iPhone, ma quando mi sono procurata la scheda australiana (e dopo aver pagato ed essere uscita felice dal negozio), ho amaramente constatato che il telefono non funzionava. Quando sono tornata in negozio per chiedere spiegazioni mi hanno detto che il telefono era “locked” ed erano fattacci miei! Così ho chiesto alla mia amica quale fosse la compagnia precedente, sono andata in centro, ho chiesto di sbloccarlo e atteso ben sette giorni (ho rifatto di nuovo la procedura quando ho visto che non funzionava). In totale dopo due settimane il telefono ha finalmente iniziato ad essere operativo! Un calvario! Fate attenzione e chiedete se il vostro telefono è “locked” o “unlocked”.

Alcuni si comprano un telefono economico nuovo qui in Australia e ci inseriscono una scheda, ma non possono usare internet. Ci sono come sempre pro e contro, ma io so perfettamente che senza internet (e google maps) avrei grosse difficoltà a gestire i miei spostamenti. Non ho il senso dell’orientamento!

Quando chiamare in Australia era più difficile

Le possibilità per noi di mettersi in contatto con famiglia, amici e parenti, sono, quindi, davvero moltissime. Mi chiedo, invece, quanta nostalgia soffrissero i nostri nonni o bis nonni, nell’attesa di ricevere una lettera dalla famiglia, o magari, dall’innamorata. Gli emigranti andavano incontro a un destino fatto di paura, incertezza, ma anche di grandi speranze per un futuro migliore.

Oggi noi, non siamo tanto diversi dai nostri nonni, sì certo abbiamo la tecnologia che ci permette di sentire con frequenza i nostri cari e prendiamo un comodo aereo, invece di imbarcarci su una nave, ma, in fondo

nutriamo le stesse speranze e proviamo gli stessi timori, che avvolgevano il cuore dei nostri cari che hanno affrontato, come noi, un’avventura oltreoceano (i miei parenti dalla parte della nonna sono emigrati in America).

Niente, nemmeno la tecnologia potrà, tuttavia, colmare quel vuoto che si viene a creare tra noi e le persone a cui vogliamo bene, Non si tratta solo di chilometri che ci separano fisicamente, ma di un’assenza che è difficile da gestire, una mancanza che fa male allo stomaco. Non potersi abbracciare quando si è tristi, o esultare insieme in un momento di gioia, è un limite che bisogna imparare a sopportare. L’aspetto positivo risiede nel fatto che, proprio nel momento del distacco, emergono le amicizie e i rapporti più autentici; ricevere i messaggi delle amiche che si preoccupano per te, o che ti comunicano la nascita della loro prima bimba (Emilia benvenuta!), o l’acquisto della casa dei sogni ti fa capire, che nonostante la separazione, tu per loro sei lì sempre.

Non c’è distanza, non c’è mai, non c’è n’è abbastanza se, tu sei già dentro di me, per sempre. In qualunque posto sarai, in qualunque posto sarò, tra le cose che vivi, io per sempre vivrò.. ci ritroveremo vicino, stretti l’uno nell’altro oltre il destino… Su qualunque strada, in qualunque cielo, comunque vada, noi non ci perderemo!” cantava Laura Pausini ne “Le cose che vivi”.

Questo articolo lo dedico a tutte le persone che sentono la mia mancanza… I miss you too!

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