Ayers Rock – Uluru

Il simbolo più importante di tutta l’Australia, Ayers Rock, è forse una delle mete obbligatorie per chi visita il centro dell’isola.

Cosa fare ad Ayers Rock

Ayers Rock è un massiccio roccioso che si estende per ben 3,6 chilometri di lunghezza e 348 metri di altezza. Esso si trova all’interno dell’ Uluru-Kata Tjuta National Park nel pieno entroterra del Territorio del Nord. Esso prende il nome da uno dei primi esploratori che scoprirono la zona, ma viene anche chiamato Uluru, secondo l’antico nome di tradizione aborigena.

Ayers Rock è uno spettacolo senza confini. Il consiglio è di dedicare almeno due giorni all’esplorazione della zona: avrete così la possibilità di vedere la roccia durante tutto l’arco di una giornata dal tramonto all’alba e ammirare i cambiamenti dei colori che si susseguono in base all’esposizione del sole.

Mentre osservate Uluru da ogni angolazione, optate per uno dei numerosi percorsi escursionistici che si delineano lungo la zona circostante. Qui, oltre al paesaggio, potrete ammirare la fauna locale e i bellissimi esempi di arte rupestre che sono rimasti sulle pareti rocciose.

Il valore sacro di Uluru nella cultura aborigena

La componente aborigena in questa zona è ancora molto forte. Oggi la zona è abitata dall’antichissima popolazione degli Anangu. Per apprezzare tutta la magia e la storia della cultura aborigena partecipate ad un tout con guida anangu. Vi racconterà tutta la storia di questa popolazione e il simbolismo che si nasconde dietro all’immenso massiccio roccioso che è un vero e proprio luogo sacro.

A questo discorso è legato un problema spinoso: la salita sulla montagna. Le popolazioni aborigene la reputano un delitto sia per la sacralità del luogo che per la pericolosità che essa comporta. La salita verso la vetta è infatti estremamente ripida: non di rado, in caso di alte temperature e forte vento, la strada viene chiusa e la vetta resta irraggiungibile. Certo è che la salita regala emozioni indescrivibili e panorama mozzafiato ma gli aborigeni restano fermi sul “We don’t climb Uluru” ovvero “Noi non saliamo su Uluru”.

Nonostante le loro proteste la salita è ancora aperta e sono molti i turisti che decidono di affrontarla. Riflettete in piena autonomia e decidete se per voi vale la pena affrontarla o meno. Sappiate che in alternativa esistono quattro percorsi che corrono tutto intorno all’immenso massiccio. Quello più breve misura circa 2 chilometri totali, mentre il più lungo è un sentiero di più di 10 chilometri e, se avete tempo, è naturalmente il più consigliato perché vi consentirà di ammirare il paesaggio e i bellissimi resti dell’arte aborigena.

I dintorni di Uluru

Dopo aver visitato Uluru spostatevi verso i Monti Olgas, Kata Tjiuta in lingua aborigena. Qui oltre alla principale montagna, Mount Olgas, si trova la bellissima Valle dei venti. L’escursione è abbastanza impegnativa ma vale assolutamente la pena intraprenderla. Il sentiero misura circa 7,5 chilometri e si compie in circa 3 ore di cammino. Qui potrete fermarvi ad ascoltare il vento che si insinua all’interno delle pareti e delle gole rocciose.

Il centro abitato più importante della zona è la cittadina di Yulara: qui potrete rifornivi di cibo e bevande prima delle escursioni e cercare un alloggio per la notte.

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