Come iniziare un discorso

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Se siete abbastanza fortunati, o anche semplicemente in ritardo, così da dovervi sedere infondo alla sala proprio quando l’oratore di turno sta salendo sul podio, potrete rendervi conto molto facilmente se il pubblico apprezzerà il suo discorso o se si annoierà a morte e guarderà a ogni istante l’orologio per controllare che non sia già arrivata l’ora di andare via. La decisione tra queste due alternative viene presa all’incirca nel giro di novanta secondi ed ha virtualmente a che fare con il modo in cui l’oratore inizierà il suo discorso. Se dovete tenere un discorso in pubblico in Australia, di seguito troverete alcuni suggerimenti su come cominciare un discorso in maniera efficace per conquistare l’audience. Prima però vi vogliamo suggerire come non cominciare.

Come non cominciare un discorso

La maggior parte degli oratori iniziano i loro discorsi o le loro presentazioni con i convenevoli. Purtroppo per loro ne abbiamo già sentiti a bizzeffe. Evitate quindi di esordire con frasi del tipo: “Grazie per questa introduzione, è stato molto gentile da parte vostra. Vorrei inoltre ringraziare Tizio e Caio per avermi invitato qui a parlare. E farei loro un torto se non dicessi quanto apprezzo l’essere qui stasera”. Quando i discorsi iniziano così è terribile: questa introduzione infatti assomiglia a un prolungato processo di schiarimento della voce e dice al pubblico almeno tre cose.

Tanto per cominciare state iniziando il discorso come qualunque altro oratore che hanno ascoltato nella loro vita e già solo per questo risultate noiosi. E dal momento che avete esordito come tutti gli altri ci sono delle buone probabilità che le cose che direte saranno uguali a quelle che dicono tutti gli altri; perciò il danno sarà minimo se il cervello si spegnerà e qualcuno potrebbe anche sentirsi autorizzato a schiacciare un pisolino, tanto il discorso è trito e ritrito! In secondo luogo dimostra che non siete in grado di cogliere il punto in maniera efficace e rapida e questa incapacità di colpire nel segno immediatamente può essere esiziale in un’era in cui i messaggi contengono centoquaranta caratteri o meno. In terzo luogo dimostrerete di non avere rispetto per il tempo altrui. Perché dovete fare perdere al vostro pubblico quei novanta secondi del loro preziosissimo tempo ringraziando persone che non conoscono quando potreste sfruttarli per catturare la loro attenzione? Nessuno apprezza le introduzioni lunghe e inutili, andate subito al cuore della questione. Adesso che avete capito cosa non fare, vi suggeriamo tre modi diversi per iniziar in maniera efficace il vostro discorso.

Modo 1: la storia

Cominciate con una storia. Magari scegliete una favola che illustri la questione, curatevi di sceglierne una non banale e nemmeno troppo nota. In alternativa potete scegliere un aneddoto tratto dalla vostra esperienza personale. In ogni caso prendete in seria considerazione l’idea di cominciare con una breve narrazione che includa il messaggio chiave che state cercando di trasmettere. Vi state chiedendo perché le storie sono così efficaci? Ve lo spieghiamo raccontandovi una storia. Ne Le mille e una notteun sultano condanna a morte una donna e il giorno dell’esecuzione, quando dovrebbe essere impiccata, le viene chiesto quale sia il suo ultimo desiderio. La donna risponde che le piacerebbe passare del tempo con il sultano e raccontargli una storia e il sultano, incuriosito, glielo concede.

La donna comincia a raccontare una storia straordinaria e il re ne è immensamente coinvolto al punto che si innamora dei personaggi e pende dalle labbra della donna per ascoltare la conclusione ma lei, proprio sul più bello, gli dice che non potrà terminare il racconto prima della notte successiva. Così il sultano non può farla giustiziare nemmeno il giorno successivo perché vuole ascoltare il seguito della storia. E la donna, la sera successiva, continua a raccontare la storia e ne collega una nuova ma si interrompe proprio quando arriva il momento di andare a dormire cosicché il sovrano, ancora una volta, è costretto a lasciarla vivere. Lo schema si ripete per molte e molte notti fino a che il re non le concede la grazia e non la lascia libera. Gli esseri umani sono da sempre appassionati di storie, fin da quando tutti se le raccontavano seduti attorno al fuoco e vestiti da pesanti pellicce fino all’epoca moderna in cui, tanto per dirne una, gli avvocati raccontano avvincenti storie alle giurie e tutti sono vestiti con completi costosi e raffinati. In ogni caso le storie sono uno strumento straordinario per canalizzare le informazioni (infondo non è a questo che serve un discorso?) e per strutturarle in maniera efficace. Inoltre l’idea di avere dei personaggi, magari in conflitto tra loro, e un plot è avvincente. Quindi considerate l’opzione di raccontare una storia all’inizio del vostro discorso in modo da catturare l’attenzione del pubblico nel modo giusto.

Modo 2: la domanda retorica

Perché le domande retoriche funzionano così bene? Ricordatevi che ogni discorso pubblico e ogni presentazione hanno uno scopo. Chi sta lì a parlare non ha come unico obiettivo quello di buttare sul piatto una serie di informazioni. Proprio come questo articolo mira a rendervi se gli oratori più abili e soprattutto capaci di sfruttare al meglio i primi novanta secondi del tempo che avete a disposizione, ogni discorso ha un suo fine. Gli oratori che non sono consapevoli di questo fatto sono quelli dei quali ci dimenticheremo presto. A questo punto arriviamo alla questione centrale del nostro discorso: la domanda retorica. Essa ha infatti ha il pregio di focalizzare il discorso proprio sulla risposta che state cercando di fornire con il vostro discorso. Un discorso di laurea risponde a cosa i laureandi pensano di sé stessi e a come si muoveranno nel grande mondo; un discorso per una matrimonio racconta quanto la sposa fosse una splendida bambina diventata una fantastica donna e come diventerà una magnifica moglie; un discorso per incoraggiare le vendite invece mirerà a spiegare come il prodotto offerto può risolvere alcuni problemi dei compratori. Quindi pensate a un modo fuori dai cliché per inquadrare il vostro discorso ponendo una domanda retorica che faccia drizzare le orecchie dei vostri ascoltatori.

La ragione per cui un simile metodo funziona è che i nostri cervelli sono predisposti per rispondere alle domande. Gli psicologi lo sanno bene, tant’è che buona parte elle terapie consiste nel fare in modo che i pazienti imparino a porsi le giuste domande. Pensate: un paziente che si chiede costantemente “Perché sono un perdente?” non farà altro che trovare le ragioni, reali o inventate che siano, del perché si sente così. Se invece una persona si chiede “Per cosa devo essere grato oggi?”, arriverà a tutt’altre conclusioni e si sentirà di sicuro meno depresso. Quindi fare una domanda retorica focalizza l’attenzione sul vostro messaggio e l’audience dopo averla ascoltata sarà più propensa a seguirvi nel vostro ragionamento pur di avere la risposta. E quando finalmente darete la risposta, che poi è la ragione per cui il vostro discorso è stato creato, guadagnerete una grossa credibilità verso il vostro pubblico. Quindi iniziate il vostro discorso con una domanda o con un piccolo enigma che il vostro discorso dovrà risolvere, così fisserete immediatamente l’obiettivo del vostro parlare e centrerete subito l’argomento.

Modo 3: le statistiche

Forse vi sembrerà strano ma un’altra maniera eccellente per iniziare un discorso è proprio quella di presentare una statistica. Ovviamente ci sono diversi di modi di usare le statistiche, uno che funziona e l’altro che invece non va affatto bene. Se citate una sequela arida di numeri ad esempio, la cosa non potrà che far sbadigliare il vostro uditorio. Generalmente questo accade perché l’oratore è stato troppo occupato per trovare una statistica veramente intrigante ed interessante. Se esordite in questa maniera probabilmente il resto del vostro discorso non andrà poi così bene. Il modo migliore per usare le statistiche come apertura del vostro discorso è quello di sceglierne una con caratteristiche insolite e straordinarie e poi darle un senso. Tanto per fare un esempio: non limitatevi a dire quanti sms vengono inviati in un anno solare, si tratta sicuramente di una cifra astronomica, tuttavia il vostro pubblico di certo non ne rimarrà sorpreso.

Dite piuttosto che se tutti gli sms inviati in un anno venissero stampati e impilati, la loro mole coprirebbe venticinque volte la distanza andata e ritorno tra la terra e la luna! Questo si che accenderà l’interesse del vostro pubblico. Insomma divertitevi a cercare un aspetto nuovo, insolito, buffo o anche assurdo per presentare una serie arida di numeri. Vi spieghiamo anche perché le statistiche funzionano così bene: perché vi definiscono come un’autorità in materia, dal momento che i numeri concreti vincono, per quel che riguarda la fiducia, sulle affermazioni vaghe. Inoltre le statistiche ben presentate offrono al pubblico una curiosità da ripetere agli amici e gli fanno percepire che ciò cui stanno prestando ascolto è una questione della massima importanza e che vale il tempo speso.

Ovviamente questi sono solo tre dei modi che riteniamo più opportuni per iniziare un discorso, ma, come potete immaginare, ce ne sono molti altri.

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Comments
  • Maurizio

    Tutto molto chiaro e spiegato con una semplicità tale da farsi leggere a dimostrazione che si arriva a fine lettura senza annoiarsi!
    Complimenti e grazie perché oggi ho un valore aggiunto.

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