Nuova Zelanda dopo due anni in Australia

Un saluto a tutti gli amici di portaleaustralia.com, oggi siamo con Simone Cingano. Ciao Simone, io sono un tuo fan. Simone ha un canale su Youtube, Maustralia, lo ha aperto molto prima di me e quando mi stavo informando sull’Australia era uno dei pochissimi a fare questo tipo di lavoro. Forse sei stato uno dei primi a caricare dei video sull’Australia.

È possibile perché anche io cercavo dei video ma mi sembrava che nessuno li facesse. Ora invece le cose stanno cambiando.

Cominciamo dall’inizio: quando sei arrivato qui in Australia?

Sono arrivato nel Luglio del 2012, durante l’inverno, al freddo di Perth, c’erano quattro o cinque gradi. Non avevo bene idea di cosa stavo facendo né dove stavo andando e mi sono sistemato in un ostello.

Perché l’Australia?

È una domanda che mi sono fatto tante volte anche io.

Perché non avevi mai visto un canguro?

Esatto, perché non avevo mai visto un canguro (ride, ndr). Scherzi a parte, l’idea era quella di andare in un paese anglosassone e imparare l’inglese.

Lo sapevi prima l’inglese?

No, ero un disastro.

E come hai fatto quando sei arrivato qui senza conoscere l’inglese?

Sono stato lontano dagli italiani per tre mesi, anche perché c’era un grosso gruppo di inglesi e irlandesi nell’ostello in cui stavo e in cui mi sono trovato benissimo. All’inizio ascoltavo e facevo finta di ridere nei momenti in cui era necessario o comunque ascoltavo e cercavo di capire qualcosa.

Hai anche studiato su qualche libro o hai imparato solo con la pratica?

La mia fortuna è che per alcuni anni prima di venire qui ho fatto il programmatore quindi leggevo molte pagine in inglese su Internet.

Programmatore informatico?

Si, lo ero.

Avevi un lavoro in Italia?

Si, lavoravo per una società marittima e facevo sviluppo software per le loro navi e per il sistema di gestione marittimo. Purtroppo l’azienda è entrata in crisi, una storia comune a molti, io ero un dei più giovani quindi sono stato tra i primi ad essere eliminati.

Quindi una volta licenziato hai deciso di andartene da qualche altra parte?

In realtà già prima di essere licenziato avevo l’idea di andarmene via dall’Italia, quella è stata la spinta finale ed è stata una grande fortuna. Io ringrazio il mio capo che mia licenziato adesso perché mi è arrivata la liquidazione e ho avuto dei soldi da investire in questo progetto.

Siamo a luglio 2014, tu sei arrivato nel luglio 2012: rispetto al 2012 è cambiata l’Australia, anche a proposito della presenza di italiani, secondo te ce ne sono di più o di meno in confronto a quando sei arrivato?

La mia è un’opinione personale, quindi lascia il tempo che trova però onestamente ho riscontrato dei cambiamenti: noto una maggiore presenza di italiani, una presenza di backpackers molto più significativa e quindi credo che il mercato stia diventando più competitivo.

Si sta inflazionando insomma.

Si.

Hai la sensazione che sia più difficile trovare lavoro?

Si, ho questa sensazione perché arrivano tanti italiani senza delle skills specifiche e cercano lavori come cameriere e bartender.

Spieghiamo però la differenza tra cameriere e runner?

Il cameriere è una figura professionale specifica e seria che propone un servizio di un certo livello. Il runner invece non prende gli ordini, semplicemente porta il cibo, riorganizza i tavoli e cose del genere.

E questa è una figura molto inflazionata perché tutti vogliono fare i runner senza conoscere l’inglese. Molti arrivano qui, vorrebbero fare i camerieri ma non sanno un parola di inglese quindi si ritrovano a dover fare i runner e questo sta inflazionando il lavoro. E molti prima di loro lo hanno già fatto…

Proprio così, quindi diventa sempre più difficile trovare questo lavoro. Molti si ritrovano a dover lavorare in nero, con una paga bassa, magari nei ristoranti italiani dove alcuni cercano anche di sfruttare il fatto che non parli inglese. Insomma le cose stanno cambiando. Due anni fa quando sono arrivato a Perth a luglio, che è bassa stagione perché è periodo invernale, non era così.

Qual è il periodo migliore per arrivare a Perth?

Senza dubbio il mese di Settembre perché siamo alla fine dell’inverno, quindi arrivano un sacco di backpackers. Se si riesce ad arrivare un poco prima per organizzarsi con l’inglese e prendere un po’ di contatti nel mese di Settembre, a Dicembre si può trovare un lavoro ben pagato.

Perth è più piccola di Sydney?

Si, fa un milione e mezzo di abitanti, Sydney cinque.

Come hai trovato Perth rispetto a Sydney?

Estremamente più tranquilla e rilassata.

Quindi nel luglio 2012 sei arrivato a Perth, cosa hai fatto? Ti sei subito dato da fare per trovare lavoro?

Assolutamente no. Ho fatto tutto il contrario di quello che generalmente si consiglia alle persone cioè di mettersi subito sotto con l’inglese, di dedicarsi alla ricerca del lavoro e via dicendo. Io sono arrivato lì e dopo dieci anni di lavoro non avevo voglia di lavorare subito quindi per tre mesi ho fatto una vita adolescenziale, mi sono rifatto un’adolescenza a ventisette anni, ho dilapidato tutti i risparmi che avevo, tant’è che a un certo punto mi sono ritrovato disperato, con trenta dollari sul conto, anzi, ventinove e cinquanta.

Trenta dollari sul conto?!?! Amici che ci seguite, non fatelo mai, è pericolosissimo!

Si, è assolutamente una grande idiozia, non fatelo. Alla fine però c’è stato il giro di vite perché ho trovato un buon lavoro e i soldi li ho rifatti tutti.

Dove lo hai trovato questo buon lavoro?

Simone, un mio carissimo amico di Brescia, è un cameriere professionista e lavorava in un grosso ristorante che sta a Perth, mi ha introdotto lì e ho iniziato a lavorare come bartender. Avevo già esperienza precedente però.

Quindi questo lavoro lo hai trovato con il passaparola?

Questo si.

Hai mai usato siti come Gumtree o altri?

Li ho usati e sono utili per trovare lavoro ma rimango del parere che andare porta a porta per trovare lavoro e presentarsi di persona sia la cosa vincente.

Dopo due anni che sei qui dicci cos’è l’Australia. È cambiata la tua visione dal primo giorno ad adesso?

È cambiata tantissimo anche perché tu vedi dell’Australia solo quello che entra nel tuo percorso, non riesci ad avere una visione veramente complessiva. Io sono passato dalla vita in ostello, quella da ragazzino un po’ scemo, a lavorare in fabbrica, a viaggiare, quindi ho visto diverse cose. L’Australia è un paese bellissimo per viaggiare, capisco che molti vengono qui per trovare un futuro ma vale veramente la pena di fermarsi e godersela.

Vuoi parlare un po’ dei video che tu stai facendo e stai mettendo online?

Si, ne parlo volentieri. Si tratta di un progetto che è partito prima che io venissi in Australia perché giravo su Youtube e non trovavo niente di interessante, anzi non c’erano proprio i video.

Io ho preso molta ispirazione dai tuoi video perché sono veri, tu sei quello che metti nei tuoi video.

Nel bene e nel male.

Sono dei video veri, andate a vederli. Tu hai girato tutti gli stati australiani o te ne manca qualcuno?

Ho girato quasi dappertutto ma in realtà ho viaggiato solo negli ultimi tre mesi ed è stato un errore da un certo punto di vista perché avrei potuto fare un po’ di lavoro e un po’ di viaggio e sarebbe stata una spinta in più a vivere questa esperienza in maniera più felice.

Insomma hai accumulato, hai fatto la formica?

Esatto: ho fatto la formica, ho accumulato e ora faccio la cicala e spendo tutto cercando di visitare questo paese. Ho viaggiato in Western Australia, nel Northern Territory, in South Australia, in Victoria, adesso sono qui in New South Wales a Sydney e tra poco andrò in Queensland a vedere Byron Bay, la Sunshine Coast e via dicendo. Purtroppo mi mancherà la Tasmania ma chissà, forse la prossima volta…

Dove andrai dopo il Queensland?

Dopo il Queensland inizierà una nuova avventura nel senso che la mia Australia è finita nel senso che questi due anni di Working Holiday finiscono tra poche settimane e adesso ho preso un Working Holiday in Nuova Zelanda e parto per questa nuova avventura di un anno o magari meno, chi lo sa, e vorrei provare a fare le stesse che che ho fatto qua, magari in maniera più consapevole perché avendo vissuto già l’esperienza qui in Australia sono più preparato ad affrontare tante cose.

Non hai provato a cercare uno sponsor?

Lo sponsor è questa sorta di Eldorado che tante persone vanno a cercare, anche giustamente, nel senso che se una persona vuole stabilirsi qui le strade sono quelle: sponsor, Skilled Visa o lo Student Visa. Io sono venuto qui senza avere un progetto concreto, era veramente un viaggio di scoperta, mi aspettavo di vedere cosa ne sarebbe venuto fuori. Onestamente lo sponsor mi è stato non proprio proposto ma ventilato, nel senso proprio ma era nell’aria per due volte e io ho sempre rifiutato però.

In che settori?

Nella fabbrica in cui ho lavorato, per diventare un macellaio professionista. Era un buon lavoro, pagato bene, quindi è una cosa che si può fare per due anni.

Vuoi raccontare come hai iniziato a lavorare in fabbrica?

Per caso, come tante cose che accadono quando si viaggia in Australia. Era un brutto periodo, mi erano rimasti solo quattro mesi del mio primo visto e avevo dieci o quindici giorni di farm accumulati in un’altra fabbrica che si occupava di lavorazione del metallo. Quindi ho deciso di andarmene e di andare a cercare una farm e sono partito con un ragazzo francese e uno svedese, siamo arrivati nel sud del Western Australia e mi sono ritrovato ad Albany, una piccola città e lì ho lavorato per un po’ in qualche vigneto. Poi ho scoperto che c’era questa fabbrica e sono riuscito a entrarci.

Come?

Attraverso il Working Hostel di Albany.

Quindi servono i Working Hostels, gli ostelli che ti trovano lavoro?

Direi assolutamente no. Nel senso che la mia esperienza personale con i Working Hostels è negativa, ne ho girati alcuni e non mi sono mai fermato perché sono solo un buon modo per fare business… Fondamentalmente tu paghi per stare in ostello e loro si impegnano per trovarti lavoro. In linea di massima il tuo affitto è il modo in cui paghi questo servizio. Loro così si assicurano di avere delle persone anche in aree in cui la gente per turismo non andrebbe, così prendono i soldi dell’affitto e tu in compenso ottieni un lavoro. Il problema è che tanti se ne approfittano. Ho sentito brutte storie in giro, molti hanno avuto esperienze negative. Però fortunatamente esistono delle mosche bianche, delle persone che fanno questo lavoro onestamente e in questo ostello che io ho trovato ad Albany c’era una persona molto onesta che quando non c’era lavoro diceva a chi andavano a cercarlo: “Ragazzi questo non è periodo”.

Tu lo hai fatto per rinnovare il tuo Working Holiday Visa?

Esattamente.

E com’era questo lavoro? Cosa facevi? Diciamolo: gli ottantotto giorni per rinnovare il visto non dovete farli per forza nelle farm, potete fare woofing, volontary job e anche altro. C’è il form 1263 che potete scaricare dal sito dell’immigrazione e sul quale potete vedere quali sono i lavori disponibili nelle diverse aree dell’Australia.

Si, ci sono le aree regionali e ci sono i settori, nel senso che non puoi andare a fare il barista in una cittadina sperduta e poi avere il secondo Working Holiday. Se non sbaglio c’è la pesca, ci sono le miniere, le costruzioni e tutto ciò che è relativo al farming.

Forse sei la prima persona che intervisto che non ha fatto le farm ma che ha lavorato in fabbrica. Raccontaci un poco questa esperienza.

È stata un’esperienza particolare: il lavoro in fabbrica è un lavoro nella catena di montaggio, cambi spesso mansione e questo ti da un minimo di respiro ma comunque è un lavoro pesante. Ogni giorno devi alzarti alle cinque del mattino, poi verso le tre le quattro finisci e torni a casa, ti fai una doccia, mangi e poi vai a dormire e si ricomincia.

Quant’è la paga?

La mia era di ottocentocinquanta dollari a settimana netti, quindi mille dollari lordi all’incirca quindi era abbastanza da riuscire a risparmiare un po’.

Quanto costa un pacchetto di sigarette in Australia?

Il prezzo parte dai venti o trenta dollari per una stecca ma se si vuole fumare qualcosa di decente si arriva anche a quaranta dollari, quindi è una spesa da eliminare.

Quindi tu hai rinnovato il visto e poi hai cominciato a viaggiare?

No, non ho cominciato a viaggiare. Mi sono detto: ho trovato lavoro in fabbrica, mi pagano bene, rimango e faccio altri sei mesi, prima però sono tornato un mese in Italia. Quando sono tornato qui in Australia già dal primo giorno avevo pronto il lavoro in fabbrica ed è stato fantastico perché sono riuscito a guadagnare i soldi che ora mi permettono di stare tranquillo e viaggiare.

Come hai viaggiato qui in Australia? Hai preso pullman, aerei, sei andato con altri ragazzi che magari hai incontrato in ostello?

Ti sembrerà una cosa folle, impossibile ma io ho sempre viaggiato con Gumtree. Ho messo gli annunci una o due settimane prima della data in cui volevo effettivamente partire e ogni volta ho trovato persone con cui viaggiare condividendo le spese di cibo, carburante e via dicendo.

Quindi se per esempio io volessi andare da Sydney a Brisbane?

Si, è possibile ed è abbastanza semplice trovare qualcuno con cui condividere il viaggio. Il bello dell’Australia è che pur essendo grande, anzi immensa, le strade non sono come in Italia, non hai mille percorsi per arrivare da un posto a un altro. Certo, se vuoi puoi anche perderti per mesi in un territorio ma se devi arrivare da una grande città a un’altra grande città generalmente c’è un solo percorso, una highway, e quindi è abbastanza semplice trovare un passaggio per queste mete o dei compagni di viaggio.

Dopo due anni che consiglio ti senti di dare ai ragazzi che vogliono venire in Australia? Magari c’è qualcosa in particolare, qualche bella esperienza o al contrario qualcuna brutta che possiamo fare evitare a chi ci segue.

Di consigli volendo se ne possono dare mille, questo dipende sempre dalla persona che lo chiede e da cosa vuole sapere però secondo me una cosa fondamentale quando si viene qui è essere pronti a cose nuove e diverse perché ce ne sono veramente tante e quindi bisogna sapersi adattare. Non bisogna aspettarsi troppo, è necessario essere convinti di quello che si vuole fare ma allo stesso tempo sapersi adattare. Io non mi aspettavo assolutamente alcune cose: lavorare in fabbrica ad esempio non era certo tra i miei piani. Poi però l’ho fatto e sono stato contento di aver vissuto anche questa esperienza. Quindi bisogna saper essere molto malleabili.

Sono stati facili questi due anni in Australia?

Sono stati duri ma sono stati formativi.

Sottolineiamolo: sono stati…

…duri, molto duri. È ovvio che chi torna in Italia ed è riuscito a fare delle cose importanti abbia voglia di raccontare solo il meglio è dire che è stato benissimo, ha fatto i soldi, magari ha trovato la donna della sua vita e così via dicendo. Chi invece torna a casa con la coda tra le gambe magari non ha tanta voglia di raccontare questa esperienza. Questo fa sembrare che qui sia tutto bello, che sia una specie di Eldorado e non lo è. O meglio: può esserlo ma non lo è necessariamente. Penso che il consiglio migliore sia: non arrivate impreparati. Informatevi con gli strumenti giusti come Portale Australia, i forum e tutto ciò che può darvi un’idea. Poi informatevi anche seguendo le vostre vie e i vostri canali.

Iscrivetevi a tutti i gruppi Facebook, chiedete anche con insistenza a persone come Simone o come me…

…assolutamente si, darsi una mano è fondamentale e non solamente tra italiani. Anzi, il mio consiglio più serio e severo è: non state sempre e soltanto con italiani. Ci sono tantissime persone fantastiche provenienti da tutto il mondo in giro per l’Australia, io ne ho incontrate centinaia e alcuni sono diventati dei veri amici.

È difficile farsi degli amici per via del fatto che c’è tanto ricambio?

Si, è difficile ma devo dire la verità: dopo due anni ci sono una decina o forse anche una ventina di persone con cui mi sento regolarmente, insomma una telefonata ogni settimana ci scappa. Tra questi solo tre o quattro sono italiani. Questa è la grande forza di questo paese: siamo tutti backpackers, gente che viene in questi paese per fare un’esperienza, siamo tutti sulla stessa barca e per questo possiamo aiutarci tra di noi. Perciò consiglio di non rinchiudersi nella comunità italiana come se fosse una sicurezza: la comunità è più grande, è quella dei backpackers e può diventare ancora più grandi perché gli australiani sono un popolo spesso e volentieri molto aperto verso le altre comunità. Come dicevi tu in tuo video che ho visto in questi giorni: il cinquanta per cento degli australiani non è poi così australiano, nel senso che almeno un genitore viene da fuori e addirittura molti sono nati fuori dall’Australia. Quindi qui non è così strano per loro stare insieme agli immigrati.

Cos’è che ti manca di più dell’Italia?

Gli amici con cui sono più legato, la mia famiglia e il cibo, quello di mia nonna. Potevo essere più italiano di così? Però è vero, sono queste le cose che mi mancano, non l’Italia in sé, quelle cose che hanno fatto di me ciò che sono oggi.

Se qualcuno volesse contattarti, oltre a vedere il tuo bellissimo canale Maustralia su Youtube, come potrebbe farlo?

Su Facebook ci sono e molti mi contattano così, altrimenti tramite Youtube, coi commenti o anche con dei messaggi privati. Io sono sempre disponibile se posso fornire risposte o dare consigli. Io però dico sempre questo: non sono un consulente, parlo della mia esperienza e soprattutto non posso darvi consigli sulla vostra vita. Per le consulenze ci sono persone più adatte, come te ad esempio.

Si, ricordiamo che con Portale Australia abbiamo anche un migration agent e comunque tutte le figure professionali che possono aiutare concretamente chi vuole venire in Australia.

Certamente. Ripeto, io posso parlare della mia esperienza e in questo senso già il mio canale, nel suo piccolo serve a questo. Io sono l’uomo dei prati

…perché ci sono delle panoramiche di prati eccezionali. Chi vuole venire in Australia e guarda il tuo canale pensa che qui ci siano solo prati immensi.

Esatto. Ma mi evolverò anche sotto questo aspetto, lo prometto. Magari riuscirò a fare dei video in cui si vede cos’è l’Australia effettivamente. Però adesso vado in Nuova Zelanda, parte un nuovo progetto e cercherò di fare le cose meglio.

Quando parti per la Nuova Zelanda?

Il primo di Agosto.

Quanto hai pagato il volo?

Duecento dollari.

Da dove parti?

Parto da Brisbane e arrivo ad Auckland. Partendo da Sydney si spende anche meno, tra i centocinquanta e i centosettanta dollari.

Sempre Working Holiday Visa anche per la Nuova Zelanda?

Si, sempre quello.

Lì funziona allo stesso modo il WHV?

Di fondo si. C’è un’unica differenza importante: lì il visto dura solo un anno e non ci sono lavori nelle farm o cose simili.

Quanto ti è costato?

Io ho pagato duecento dollari australiani. Come dicevo funziona in maniera molto simile al visto australiano, poi chi vuole può trovare informazioni più dettagliate sul sito dell’immigrazione neozelandese. La differenza fondamentale è che la Nuova Zelanda è un paese in cui gli stipendi sono più bassi. Non è gettonata come l’Australia. Però, a prescindere dal fatto che è il paese de Il signore degli anelli e tutti vogliono ammirare dal vivo i fantastici paesaggi che si vedono nel film, è sicuramente un paese straordinario, molto più semplice da girare perché è più piccolo e poi c’è la neve che qui in Australia è difficile da trovare. Quindi se a qualcuno piace sciare, la Nuova Zelanda è un posto fantastico.

Grazie Simone per essere qui con me sul canale Youtube di Portale Australia.

Grazie a te. Nessuno mi aveva mai intervistato prima d’ora e ieri quando mi hai scritto per fare questa intervista mi sono sentito importante (sorride, ndr).

A presto allora, ciao a tutti.

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