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Lavorare in Australia : le domande del colloquio parte 2

3. Racconta un’esperienza difficile che hai avuto a lavoro e il modo in cui la hai affrontata.

(Describe a difficult experience at work and how you handled it).

Questa domanda è tipica di un’intervista comportamentale, orientata a scoprire il modo in cui affrontate certe situazioni. La logica sottesa a questo tipo di test è che il vostro comportamento passato è indicativo di come agirete in futuro. Un datore di lavoro che ha elencato una serie di abilità necessarie per l’assunzione, potrebbe sottoporvi a questo tipo di intervista per capire in fretta se siete il candidato giusto.

Per questo piuttosto che chiedervi come vi comportereste in una determinata situazione vi farà domande sulle vostre passate esperienze. Più che al vostro futuro sembrerà insomma interessarsi al vostro passato. Queste sono alcune domande-tipo che vi potrebbero essere fatte: fammi un esempio di un’occasione in cui hai usato la logica per risolvere un problema (Give an example of an occasion when you used logic to solve a problem); parlami di un obiettivo che hai raggiunto e di come lo hai fatto (Give an example of a goal you reached and tell me how you achieved it) ; hai mai dovuto prendere una decisione impopolare? Come hai fatto a sostenerla? (Describe a decision you made that was unpopular and how you handled implementing it)

Hai mai risolto una situazione difficile con un collega? Come hai fatto?(Have you handled a difficult situation with a co-worker? How?) Parlami di come concretamente hai lavorato quando eri sotto pressione (Tell me about how you worked effectively under pressure) ; e via dicendo. Il problema con le domande di questo genere è che non hanno risposte giuste o sbagliate perciò fate esempi concreti delle situazioni difficili che vi si sono presentate e di come le avete gestite sottolineando sempre gli aspetti positivi del vostro lavoro senza divagare. Fate un elenco di cosa avete fatto e di come lo avete fatto. Il modo migliore per prepararvi a queste domande è perciò rinfrescarvi la memoria richiamando tutte le situazioni complicate che avete dovuto fronteggiare per creare poi una piccola trama delle vicende in cui avete ottenuto dei successi. 

 

4. Parlami di te

(Describe yourself)

Immaginate la scena: entrate nella stanza del capo per un colloquio, gli stringete la mano e gli elargite il vostro miglior sorriso, vi accomodate e qual è la sua prima domanda? Parlami di te. Se pensate di passare i successivi cinque minuti saltando di palo in frasca e decantando le vostre lodi di impiegato modello siete su una pista sbagliata. In questo modo il rischio di annoiare il vostro intervistatore è alto, quindi è bene che vi rechiate al colloquio preparati a rispondere a una simile domanda.

È strano, dal momento che si tratta di una domanda molto frequente, che i candidati non si preparino ad affrontarla; forse perché ha l’aria di essere un quesito informale mirato a fare abbassare le difese per lasciarsi andare. Resistete alla tentazione di farlo. Con tutta probabilità il datore di lavoro non ha intenzione di ascoltare una dissertazione di dieci minuti sul vostro conto. Piuttosto si aspetta una o due affermazioni brillanti che preparino il campo per la discussione successiva e facciano la differenza con gli altri concorrenti. Una buona risposta è quella che fornisce una rapida e concisa sinossi su di voi indicando qual è il vostro maggiore punto di forza e quali benefici deriverebbero da esso alla compagnia.

Il tutto dovrebbe essere compreso in una sola frase, come questa qui: “Sono un navigato retail manager, con una spiccata capacità nell’elaborare piani di lavoro e tecniche di prevenzione della perdita cosa che negli undici anni passati ha fruttato oltre due milioni di dollari per il singor (Il vostro ex datore di lavoro)”. Così farete la differenza e colpirete l’attenzione del vostro intervistatore che adesso starà seduto di fronte a voi con le orecchie bene aperte. A questo punto potreste aggiungere: “Mi piacerebbe discutere di come potrei fare qualcosa di analogo per voi”. La palla passerà così di nuovo al vostro interlocutore ma voi avrete posto le basi di una vera discussione e non di un processo inquisitorio.

È fondamentale per voi portare l’attenzione sui benefici economici che sarete in grado di dare alla compagni: inserite dove potete una cifra che quantifichi quanto siete stati in grado di far guadagnare, o risparmiare, al vostro precedente datore di lavoro. Come al solito evitate di divagare e di trasformare la risposta a questa domanda in una lista della spesa con tutte le vostre qualità, essere specifici quanto più è possibile è il modo migliore per centrare l’obiettivo.

Ricapitolando: quando andate a fare un colloquio, ricordatevi di essere sempre preparati per rispondere a questa domanda; un nitido e conciso ritratto di voi stessi che dica chiaramente chi siete, qual è la vostra maggiore forza e quali benefici apporterà alla compagnia è sicuramente il modo migliore per attirare l’attenzione dell’intervistatore e incuriosirlo a saperne di più. Inoltre avrete più possibilità di essere ricordati positivamente e di essere assunti.

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