Colloquio di lavoro in Australia : 4 modi per cavarsela

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I candidati inesperti dei colloqui di lavoro, siano essi dei novizi o degli sfortunati che hanno perso parte della propria verve per via di precedenti rifiuti, troppo spesso accettano passivamente l’esistenza e l’attuazione di dinamiche di potere durante un colloquio di lavoro. Queste persone, senza nemmeno aver udito la prima domanda, si rassegnano all’idea che l’intervistatore abbia tutto il potere e le carte vincenti nelle proprie mani e credono che la loro unica possibilità per cavarsela sia annuire umilmente. La cosa più grave è che accettano il quadro che vi abbiamo delineato prima ancora di entrare nella stanza del colloquio e di aver avuto la possibilità di dimostrare le proprie capacità.

Magari nella vita di tutti i giorni sono persone divertenti e argute ma una volta che i siedono davanti all’intervistatore tutte queste caratteristiche svaniscono nel nulla. Forse fuori amano discutere ma dentro annuiscono davanti a qualsiasi sciocchezza che viene pronunciata. Voglio dirvi una cosa, specialmente a quelli di voi che sono in cerca di lavoro e che ancora non sono riusciti a trovarlo: potete cavarvela con qualcosa in più di quello che credete perché un intervistatore non è alla ricerca di un burattino buono solo ad assentire pedissequamente a ogni sua affermazione. Tutt’altro. Quello che cerca sono persone forti, in grado di fare bene. Questo infondo è il motivo per cui vi hanno chiamato a fare il colloquio, giusto? Ecco quindi per voi quattro cose con le quali potrete cavarvela a un colloquio andando ben oltre i limiti ristretti che vi eravate posti.

1. Potete cavarvela con un pizzico di dialettica

Quando un candidato entra nella stanza del colloquio, un intervistatore mediamente esperto è subito in grado di dire se si tratta di una persona divertente o meno. Lo deduce dal suo taglio capelli, dagli accessori che indossa e, perché no, anche dalla cover dello smartphone. Quando il candidato però si siede, d’improvviso tutte le sue doti umoristiche scompaiono e per l’intervistatore si prospetta una mezz’ora piatta e noiosa. Questo avviene specialmente nei colloqui di gruppo, a fine giornata, quando alcuni membri tentano di spezzare la tensione con varie battute ma i candidati novellini o insicuri raramente colgono la palla al balzo per proseguire nello scherzo. Magari si lasciano andare a una risatina stiracchiata, però immediatamente dopo riagganciano il loro discorso a punti serrati (molto probabilmente preparato in anticipo) proprio come un bambino che ha paura di lasciarsi andare per imparare a nuotare e si aggrappa con tutte le sue forze al bordo della piscina dopo averlo mollato per qualche secondo appena. Questi candidati sorridono ma non mostrano mai i denti.

Potrebbero invece chiacchierare con gusto, anzi dovrebbero farlo. Pensatela così: se avete un appuntamento e fate una battuta volete che la persona con voi ignori il vostro commento continuando a dire: “In ogni caso, come stavo dicendo, in questo momento sto gestendo il secondo dipartimento di marketing più grande della zona” o preferite piuttosto che vi assecondi e rilanci con una battuta ancor più esilarante. Volete che l’altra persona sia sempre d’accordo con voi o che vi punzecchi anche un poco? Le migliori conversazioni non sono mai lineari ma hanno sempre dei risvolti inaspettati. Quindi state al gioco. Potreste obiettare che un colloquio non è uguale a un appuntamento.

Durante un appuntamento, mi direte, entra in gioco la chimica, i colloqui di lavoro invece non funzionano così! O invece si? Pensateci per qualche secondo. Un amico socio di uno studio legale mi ha detto che quando deve reclutare il suo personale non guarda mai ai titoli. Ovviamente i candidati sono tutti capaci e competenti, poiché prima di arrivare al colloquio sono stati attentamente selezionati. A quel punto quindi gli interessava capire come si sarebbe potuto trovare se fosse rimasto in ufficio con quelle persone fino alle tre del mattino. Quindi se il vostro intervistatore fa una battuta o dice qualcosa di divertente, non abbiate timore ad andargli dietro. Seguite il loro esempio e lasciate che la vostra personalità brilli in tutto il suo splendore. Questa è una cosa davvero molto importante.

2. Potete cavarvela con un pizzico di disaccordo

Molti candidati, specialmente quando affrontano colloqui per determinati tipi di lavoro, fanno l’errore di credere di dover essere d’accordo con qualsiasi cosa l’intervistatore dica. Questa non è necessariamente una linea di condotta vincente. Infatti le persone che danno sempre ragione all’intervistatore potrebbero finire con l’innervosirlo. Perché? Perché magari chi sta somministrando il colloquio vorrebbe sentirsi dire quello che il candidato pensa realmente e potrebbe voler assumere persone in grado di sostenere opinioni differenti creando così discussioni costruttive. È chiaro che se l’ufficio stabilisce una linea di condotta gli impiegati sono tenuti a seguirla. Tuttavia nella fase della discussione sono preferibili impiegati creativi, in grado di prospettare opzioni diverse e di fare gli avvocati del diavolo a ogni occasione possibile. Un candidato che durante un colloquio non è mai in disaccordo risulta irrimediabilmente falso.

Un’accortezza però è bene averla: nel dissentire dovete essere il più delicati possibile. Non dovrete dire cose del tipo: “Questo è sbagliato”, ma piuttosto: “Capisco perché dice ciò. A volte però ho potuto constatare come sia vero anche questo…” o qualcosa di analogamente delicato. Specialmente durante i colloqui di gruppo, nei quali le persone che sono con voi potrebbero sentirsi in imbarazzo o sotto pressione, fareste bene a non giocare duro ma allo stesso tempo a credere con fermezza in ciò che dite. La moderazione e la diplomazia sono carte vincenti.

3. Potete cavarvela con un pizzico di autoironia

Uno degli aspetti più intriganti di un candidato consiste sicuramente nella sua capacità di avere un poco di autocritica. Con affermazioni come: “Beh, a uno sguardo retrospettivo quella fu una scelta piuttosto sciocca” o “Non sono una persona molto divertente e questa interazione è piuttosto piatta, però…”, il candidato dimostra di essere consapevole di sé stesso e dei propri limiti e questo per un datore di lavoro potrebbe essere incredibilmente importante. Gli esseri umani non sono perfetti e neanche un candidato per un qualsiasi lavoro dovrebbe esserlo.

Piuttosto dovrebbe essere onesto: se durante il vostro colloquio riuscirete ad insinuare l’idea che lo siete, allora andrete lontano. State attenti però a non esagerare con l’autocritica fino al punto di tagliarvi fuori da soli dalla competizione per il lavoro. Se siete pigri non lo dite. Parlate piuttosto di errori o sciocchezze che avete fatto in passato ma sottolineate sempre di aver imparato la lezione in modo tale da non ripetere più certe cose.

4. Potete cavarvela con un pizzico di sfida

Per concludere: molti candidati credono, durante un colloquio, di dover piacere in tutto e per tutto al proprio intervistatore. In molti casi questo è vero, il punto della questione però è se anche a voi piace l’intervistatore. Il match deve essere interessante per tutte le parti coinvolte. Quindi parte del colloquio dovrebbe essere dedicata a capire se voi davvero avreste piacere a lavorare per la società presso cui state sostenendo il colloquio. Ricordate che anche voi valete e dovreste sempre presentarvi a un colloquio avanzando a testa alta.

Voi non siete lì per mendicare un lavoro ma piuttosto per condividere le vostre argute opinioni e mostrare la passione che avete per quel lavoro. Non abbiate timore a rivolgere domande, a giocare un poco più duro, anche così potrete andare lontano. Non solo a un appuntamento ma anche durante un colloquio di lavoro che, alla fin fine, è anche una questione di chimica. Perciò: buona fortuna per il vostro prossimo colloquio!

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