Studenti sottopagati in Australia, se ti lamenti ti cancello il visto

Un nuovo studio ha rivelato la scioccante notizia: gli studenti lavoratori internazionali in Australia sono sfruttati dai loro datori di lavoro, con uno stipendio inferiore ai livelli consentiti.

Proibito lamentarsi: la pena potrebbe essere l’annullamento del visto.

Studenti sottopagati in Australia

Il questionario che ha portato alla verità

Il questionario a proposito dello stipendio dei lavoratori internazionali è stato condotto dalla University of Sydney’s business school, che l’ha sottoposto a ben 1400 studenti. Dalle ricerche è emerso che la maggioranza degli studenti internazionali che lavorano nelle industrie australiane guadagna molto meno della cifra minima media calcolata. Infatti il 60% dei lavoratori internazionali in Australia riceve meno di 17.29$ all’ora.

Il settore delle vendite si è rivelato essere uno dei più grandi colpevoli, con fino al 90% dei suoi lavoratori internazionali pagati meno del valore medio minimo consentito. Come se non bastasse, al 90% degli studenti che lavorano nei weekend non viene riconosciuto lo straordinario.

Il Dottor Stephem Clibborn analizza il risultato delle ricerche

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Il più importante ricercatore dello studio, il Dottor Stephen Clibborn

Il più importante ricercatore dello studio, il Dottor Stephen Clibborn, ha affermato che questo fatto è dovuto ad un certo numero di fattori. “Certamente alcuni non sanno nulla a proposito del pagamento medio minimo consentito dalla legge australiana”, ha affermato. “Sono poche le persone intervistate che erano a conoscenza dell’esistenza di un premio applicabile, consistente in un tasso superiore a quello che ricevevano in busta paga”.

Egli ha anche attribuito questo fatto alla posizione vulnerabile nella quale si trovano gli studenti: infatti tipicamente si tratta di giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno a che fare con il loro primo lavoro. Essi sono lontani dall’abituale rete di sostengo e l’Inglese per loro è solo una seconda lingua.

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Il Dottor Clibborn ha detto che il fatto che ci sia un gran numero di studenti internazionali concentrato in aree come Sydney non aiuta, in quanto vi è una costante disponibilità di manodopera e questi studenti sono facilmente sostituibili.

Il questionario ha rivelato che la maggior parte degli studenti coinvolti proviene dalla Cina, sebbene ci siano persone di ogni nazionalità. “È inquietante che molte delle 40 persone intervistate abbiano anche registrato un utile pari a zero durante i loro periodi di formazione.”

Il Dottor Clibborn ha parlato di una fase del questionario nella quale è stato chiesto ad un gran numero di studenti intervistati di intraprendere un periodo di formazione non retribuito in un negozio di vendita al dettaglio o in un ristorante. Questo periodo di formazione, che sarebbe dovuto durare tra le due ore e un paio di settimane, non prevedeva alcun tipo di retribuzione. Inoltre dopo questa fase agli studenti non era garantito il posto di lavoro.

Uno dei problemi relativi a questa situazione è che le industrie sono gravemente prive delle risorse necessarie, secondo le ricerche condotte dalla Fair Work Ombudsman. (agenzia australiana che offre consulenza gratuita e informazioni sul sistema nazionale relativamente alle relazioni sul posto di lavoro).

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“Nonostante sapessero quel che stava succedendo, hanno solo 250 ispettori per più di due milioni di posti di lavoro, per un totale di undici milioni di lavoratori. Sarebbero necessarie più risorse in questo senso”, ha detto il Dottor Clibborn. “I sindacati sono distribuiti più o meno allo stesso modo in questi tipi di industrie presiedute da pochi, che possiedono moltissimi ristoranti e altrettanti negozi. Gestire un così alto numero di strutture non è una facile impresa con un numero così basso di ispettori.”

Accontentarsi di poco pur di pagare le spese

In un’intervista rilasciata al The Guardian, il Presidente del Consiglio degli Studenti Internazionali in Australia Nina Khairina ha affermato che gli studenti internazionali non parlano per paura di perdere il posto di lavoro o di essere segnalati al dipartimento di immigrazione. “Gli studenti sono più interessati a pagare le spese per vivere e per la loro educazione, così se il loro stipendio è sufficiente a coprire questi costi, anche se si tratta di una cifra al di sotto dei valori minimi legali, essi accettano la situazione”, ha aggiunto.

Il Dottor Clibborn ha sottolineato che le leggi australiane sul lavoro necessitano una riforma, in modo che sia chiaro ai datori che i diritti lavorativi devono essere applicati a tutti coloro che hanno un impiego, indipendentemente dal loro status di immigrazione. Egli ha inoltre evidenziato che il governo di Turnbull ha bisogno di considerare questa riforma una priorità alla luce di quello che ha rivelato questo studio e della grande diffusione del fenomeno.

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Lamentarsi è una minaccia alla permanenza in Australia dei lavoratori internazionali

Secondo un calcolo approssimativo risalente a gennaio scorso, uno studente internazionale aveva un divario di circa 23.000$ annui rispetto ad un impiegato ordinario solo perché non era un australiano. Una donna ventisettenne del Nepal era pagata con l’importo forfettario di 12$ all’ora dall’industria Health Express per lavorare nella catena di negozi “DFO” nel South Wharf, quartiere di Melbourne.

Secondo i dati forniti dalla Fair Work Ombudsman, uno studente sostiene che il suo datore ha minacciato di annullare il suo visto se si lamentava per il cane da guardia a lavoro. Il proprietario della Health Express Jeffrey Herscu avrebbe fatto capire allo studente che sarebbe stato pagato meno perché era un lavoratore all’estero.

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Lo studente ha detto agli ispettori della Fair Work: “Quando sono venuto qui per il mio periodo di formazione, il mio datore ha detto che avrei avuto il lavoro ma che non sarei stato pagato quanto un australiano, bensì con un importo inferiore. Ero veramente imbarazzato da questa situazione. Avevo un amico australiano che svolgeva lo stesso tipo di lavoro ma era pagato più di 20$ all’ora”. 

Lo scorso agosto la catena di negozi 7-Eleven è stata nel mirino per il grave sfruttamento dei suoi lavoratori stranieri. Un’indagine congiunta della Fairfax-Four Corners ha rivelato che fino a due terzi dei negozi della 7-Eleven hanno sottopagato i lavoratori internazionali. In tal caso si trattava di studenti provenienti dall’India o dal Pakistan, che essendosi lamentati della situazione temevano l’espulsione dall’Australia.

Si auspica che gli stipendi ribassati non siano più un problema in futuro per l’Australia e che i lavoratori internazionali vengano trattati con più riguardo.

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