Sabina Quaglio: quando il sogno Australiano diventa realtà

Quando la conobbi la prima volta, pensai subito che Sabina Quaglio fosse davvero diversa. Sarà stato per l’accento, sarà stato per la concisione e la sicurezza dei suoi discorsi, ma quel giorno al compleanno di Gabriele al  Coogee Pavillon davanti a due birre, mi resi conto che la ragazza che avevo davanti aveva tutte le caratteristiche giuste, per essere intervistata da Portale Australia per raccontare la sua avventura australiana.

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Quella sera, le proposi di sentirci per un caffè e di raccontare la sua avventura australiana nel dettaglio. Da quella sera sono trascorse parecchie settimane, ma alla fine ce l’abbiamo fatta a vederci una sera per un drink a casa sua e… Beh, siete pronti?

La storia di Sabina ha il sapore di un’avventura australiana direi quasi unica, che ha dell’incredibile, ma che ha come comune denominatore, la perseveranza e la determinazione di chi ha capito quali erano i suoi obiettivi e non ha accettato nessun tipo di compromesso o distrazione perché concentrata a raggiungerli.

avventura australiana

Mentre apro il mio quadernino e cerco una penna nella borsa, Teo, il meraviglioso cagnolino di Sabina, mi fa le feste intorno ai piedi e io mi sciolgo come una noce di burro, lo prendo delicatamente fra le braccia e lo stringo forte.

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Sabrina inizia a pensare al suo passato e a fare un po’ di chiarezza cronologica.

“Dunque, mi chiamo Sabina Quaglio, la mia mamma è polacca, più precisamente di Varsavia, mentre papà è veneto, di Padova. Prima di partire ho frequentato due anni all’Instituto per Geometra e poi ho ottenuto un diploma in vetrinistica a Milano.

Quando hai sentito l’esigenza di partire e allontanarti dall’Italia e quali sono state le ragioni che ti hanno spinto a “fare la valigia”?

“Dopo esser tornata da Ibiza in Spagna nel 2000 in vacanza. Desideravo imparare l’inglese e uscire da una monotonia che mi aveva un po’ stufato e demotivato in generale.”

Come spesso accade, e come ormai mi sono accorta conoscendo persone nuove e facendo nuove amicizie qui in Australia, le motivazioni principali che spingono a fare la valigia sono legate ad una sensazione sottile, fatta di insoddisfazione, noia, infelicità condite dal profumo di qualcosa di nuovo e più stimolante.

Fare le valigie è semplice, gestire il distacco e la lontananza non lo è. Ma vediamo come si sono comportati amici e parenti alla notizia della partenza di Sabina.

Come è stata la reazione di famiglia e amici quando hai detto che saresti partita per l’Inghilterra?

Sono stati tutti entusiasti e mi hanno incoraggiata dicendo: “No, ma dai!? Brava! E’ così che si fa’!”

Racconta in breve come è andata la tua esperienza in Inghilterra?

All’inizio in Inghilterra è stata dura perché non sapevo per niente l’inglese, ma con la mia determinazione e voglia di fare sono riuscita a lavorare molto e a migliorare il mio inglese a poco a poco. L’Inghilterra è un paese che può insegnarti molto e che ti offre mille opportunità sia a livello sociale che culturale e lavorativo. Grazie alle amicizie fatte a Londra ho conosciuto degli amici che tutt’ora ho qui Sydney e che si sono rivelati preziosi con il loro aiuto, anche dalle piccole cose, fin dall’arrivo in aeroporto dove sono venuti a prendermi a sorpresa. L’esperienza di Londra è stata sicuramente positiva, sia a livello umano, che professionale, ma non posso negare che il buon cibo e il sole mi mancassero molto.

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Come è stato il tuo approccio con la lingua inglese?

L’inizio un po’ complicato: mi esprimevo un po’ a gesti e un po’ a parole imparate a memoria il giorno prima di andare a lavorare, nel lontano 2000. Dopo nove anni, gli ultimi passati a studiare per l’università, e dopo aver frequentato molti corsi e ripetizioni private, posso dire di aver raggiunto un livello di inglese accademico, di cui posso ritenermi soddisfatta.

Come è stato il tuo approccio, invece, con il mondo del lavoro?

Molto ‘busy’, ovvero “impegnata”. Credo che se una persona si dà da fare, un lavoro per iniziare lo trova, un po’ come in tutte le parti del mondo. Tutto il mondo è paese giusto? Io la penso così:)

Perché hai deciso di partire per l’Australia?

Mi ero stancata in primis della pioggia, della mancanza di sole e del cibo di scarsa qualità a Londra; sentivo che la mia esperienza all’estero era solo la prima di una sequenza, che il mio posto non era quello definitivo e così ho rifatto la valigia, con destinazione Australia.

Qual è stata la tua prima impressione della “Terra dei canguri”?

La mia prima impressione è stata che tutti gli Australiani fossero super “chill out”: sereni e mai di corsa. Sì, insomma, che non avessero tanta fretta nelle cose e, ancora oggi, penso che sia meglio cosi!

Sono del parere che amino la natura, che ci tengano all’ambiente e alle attività all’aperto: camping, scuba diving, sky diving, alle camminate in montagna e a viaggiare. Tutte cose che accomunano gli italiani agli australiani.

Nel tuo primo anno di working holiday hai viaggiato parecchio. Quale città ti è rimasta più impressa? Perché?

La città che mi ha colpito di più è stata Broome. Mi ha colpito la sua spiaggia enorme con cammelli che camminano lungo la riva e decine di coppie che si sposano al tramonto ogni fine settimana. La sera si potevano ammirare tramonti mozzafiato con decine di persone a godersi lo spettacolo e fare le fotografie!

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Hai capito da subito che saresti voluta restare? E’ stato, se così si può dire, amore a prima vista?

Se non avessi avuto un visto come il working holiday, che mi ha costretta a muovermi e cercare dove fare le farm, beh credo che sarai rimasta a Broome. Sì, è stato amore a prima vista.

Come hai trovato le farm?

Ho trovato la pearl farm grazie a una coppia di manager che lavoravano in una di queste farm ed erano, guarda caso, nella stessa stanza d’ostello dove alloggiavo.

Il giorno prima avevo chiamato tutte le pearl farm di Broome e tutte mi dissero al telefono che erano al completo. Un po’ amareggiata ero tornata nella mia stanza e avevo chiamato al telefono un amico; ed ecco che il mio compagno di stanza si era voltato verso di me ed aveva esclamato: “Sei Sabina?”.

Dopo aver risposto di sì e lui mi disse di aver riconosciuto la mia voce come quella della ragazza che aveva chiamato cercando lavoro nella sua pearl farm. In pochi minuti mi chiese: “Vuoi partire con noi per la pearl farm domani mattina alle 6am?”. Senza dubitare neanche un secondo gli dissi subito di sì con una gioia immensa!.

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Fai un excursus dei vari lavori che hai svolto qui in Australia

Vendita di vestiti, scarpe e gioielli. Ho fatto la cameriera e guida turistica, la traduttrice per gli Italiani in vacanza a Broome. Ho pulito ostriche, raccolto frutta e ho lavorato otto anni con bambini all’asilo come insegnante. La baby-sitter non poteva mancare nella mia lista di lavori. Ora invece lavoro come animatrice, face-body painter e coordinatrice per Bimbi Magical Sydney, la mia attività.

Finito il tuo secondo working holiday come sei approdata alla decisione di applicare per lo student?

Dal momento che non avevo mai completato gli studi in Italia, ho preso la decisione di applicare per uno student visa per darmi la possibilità di studiare e ottenere un titolo di studio e una qualifica che potessero essermi utili nel mondo del lavoro.

Come hai ottenuto lo sponsorship? Cosa hai imparato negli anni di lavoro mentre eri sotto sponsor.

Ho ottenuto lo sponsor cercando il lavoro come insegnante su internet, lavorando duramente nella stessa struttura con dedizione e passione. Con gli anni ho imparato che bisogna avere tanta pazienza e che arrabbiarsi non serve a nulla. Sono rimasta nello stesso asilo dove mi avevano sponsorizzato per quattro anni e dopo tre ero residente.

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L’amore per i bambini e il tuo estro creativo ti hanno portato a conclusione del tuo percorso scolastico ad avviare un tuo business. Racconta come è nato Bimbi Magical Sydney

Bimbi Magical Sydney è nato un po’ come hobby misto alla passione di voler rendere i bambini felici, facendoli divertire, giocare e pitturando le loro faccine. Col tempo e la passione e l’impegno, da hobby si è trasformato in un business più grande e serio di quanto avessi immaginato inizialmente, ma che mi sta dando grandi soddisfazioni.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro dal punto di vista professionale.

Mi piacerebbe specializzarmi frequentando un corso di make up e ingrandire la mia audience, puntando sulla qualità e la professionalità dei miei servizi.

Quali sono, invece, i tuoi sogni e le tue speranze dal punto di vista personale.

Aprire una ludoteca all’Italiana a Sydney, a Bondi, ecologicamente sostenibile e implementare l’animazione di Bimbi Magical Sydney con face painting e workshops. In questo modo i bambini potrebbero svolgere attività a scopo educativo tramite il gioco e l’allegria, ovvero, dal mio punto di vista, gli strumenti più efficaci di insegnamento per l’infanzia, avvolti da un un mondo di colori e felicità.

E dopo lo sponsor è arrivata la PR e poi la cittadinanza. Ora che sei cittadina australiana, ti senti un po’ meno italiana?

Mi sento metà e metà. Meno Italiana sicuramente no, in compenso mi sento “mezza straniera”. Lo si capisce e lo sento io stessa quando torno in Italia per le vacanze e commetto continui errori in italiano o confondo l’inglese con l’italiano. Uso parole inglesi anche se sto parlando con persone italiane! per esempio dico sempre sorry sorry, cheap, busy e mia madre sempre che mi dice: “Ma quale cheap, che dici??!”:)

Cosa ammiri e cosa, invece, non ami particolarmente del Paese australiano.

Ammiro le mille possibilità che l’Australia offre a tutti. Se hai voglia di fare sei nel posto giusto. Cosa non amo è che tutta la mia famiglia sia dall’altra parte del mondo in Italia, altrimenti la mia situazione attuale sarebbe a dir poco perfetta. Spero comunque un giorno di potermi costruire la mia di famiglia, ovunque debba essere.

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Dai un consiglio a chi sogna di cambiare vita all’estero come hai fatto tu nove anni fa.

Non ti scoraggiare alla prima delusione di lavoro, di amicizia o con il coinquilino e soprattutto non fare di tutta l’erba un fascio. Alla fine siamo tutti brothers and sisters.

La fortuna non esiste, esiste solo il momento in cui il talento incontra l’occasione. Tutti possediamo un talento perché, come dice Picasso, e lo uso molto come motto per Bimbi Magical Sydney: “Ogni bambino è un’artista, il problema è come rimanere un’artista quando si cresce!”

Come sei cambiata in questi anni, cosa ti è mancato dell’Italia e cosa, secondo te, ti ha permesso di ottenere passo dopo passo tutti i traguardi che ti sei faticosamente guadagnata qui in Australia?

Sono cambiata per quanto riguarda il mio carattere: ora so cosa voglio di più e cosa di meno, so darmi delle priorità. Quando avevo vent’anni ero sempre indecisa ora invece no; penso siano i trenta che te lo fanno capir!

Dell’Italia mi è mancata e mi manca ancora solo la mia famiglia e gli amici.

Il fatto di rinunciare a tornare a casa per potermi pagare l’università è stata una scelta dura, ma mi ha dato tante soddisfazione di cui i miei genitori vanno fieri.

Proprio loro che mi hanno sempre incoraggiata e mi hanno spinto a rimanere a Sydney. Mi dicevano con ironia “Cosa vieni a fare qui che tanto diciamo sempre le stesse cose, paga l’università che è meglio, tanto noi diciamo e facciamo sempre le stesse cose!”.

Racconta un aneddoto della tua avventura australiana…

L’avventura Australiana mi ha portato ad apprezzare di più la natura, l’ambiente e gli altri. Ho passato momenti meravigliosi in giro per campeggi, ostelli, parchi naturali scoprendo interessanti hobbies come scuba diving, African drumming e sky diving! Insomma il mio sogno lo sto vivendo…è stata dura ma l’Australia è fantastica!

avventura australiana

La storia di Sabina, mi riempie di tenerezza.

Una ragazza così semplice e forse ingenua all’inizio della sua avventura, che ha saputo farsi spazio, migliorare il suo inglese, lavorare sodo, sporcarsi le mani e sudare quando era necessario, che ha investito i suoi risparmi nello studio, che ha rinunciato a vedere la sua famiglia per poter pagare le tasse dell’Università, una ragazza che ha aperto il suo business che si è adoperata perché quell’ “hobby misto a passione” diventasse giorno dopo giorno qualcosa di più.

avventura australiana

Ecco di questa ragazza, pur conoscendola poco, e avendo ascoltato la sua storia, prima prendendo appunti, poi chiacchierando come due vecchie amiche, beh, io questa ragazza la stimo davvero e sono onorata di poter condividere con te, lettore di Portale Australia, la sua storia. Sì, l’avventura australiana di Sabina è una storia di successo, ma non una storia semplice.

Si tratta di un percorso lungo durato, ad oggi nove anni, in cui, Sabina è cresciuta sia a livello personale, di carattere e mentalità, che a livello di esperienza professionale e competenza.

Nell’augurarti i migliori Auguri di Buon anno nuovo, lettore di Portale Australia, voglio che ti soffermi a pensare che anche tu a Sabina.

Puoi raggiungere i tuoi obiettivi, puoi realizzare i tuoi sogni, devi però volerlo con tutte le tue forze ed impegnarti al massimo. Non importa quanta brutta, sporca e difficile sarà la strada, tu dovrai sempre guardare dritto.

Come le perle, così belle e splendenti, risultato di una ferita provocata all’ostrica. Se non ci fosse sofferenza, fatica e, talvolta dolore, infatti, non ci sarebbe nemmeno lo splendido risultato di una perla luminosa custodita dall’ostrica.

Auguri per 2017 luminoso!

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Showing 2 comments
  • Mery

    Brava amica e complimenti a Sabina!

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