Prepararsi al colloquio di lavoro in Australia

Qualunque datore di lavoro alla ricerca di un impiegato per uno specifico ruolo non si fermerà certo al primo candidato e lo abbiamo visto con Chiara, nell’articolo La cosa migliore per presentarsi bene in Australia.

Piuttosto continuerà le selezioni tra centinaia di candidature fino a trovare il dipendente perfetto per la mansione. I datori di lavoro  sono diventati molto più esperti nel fare domande mirate e i colloqui sono più difficili che mai. Non scoraggiatevi però, perché prepararsi per dare il meglio di sé durante un colloquio di lavoro in Australia è possibile seguendo alcune semplici regole.

OTTO REGOLE EFFICACI

Regola 1

È molto probabile che per prima cosa il datore di lavoro vi chieda di parlare di voi stessi. Si tratta della prima grande occasione per dare una risposta vincente. Brevemente presentate le vostre referenze indicando i titoli accademici e segnalando dove avete acquisito le competenze richieste per il ruolo proposto.

Regola 2

Se vi venissero chieste informazioni riguardo alla società che offre il lavoro, assicuratevi di essere bene informati: visitate il loro sito web e studiatene i contenuti, cercate di contattare alcuni dei dipendenti per capire meglio quali sono i valori, gli obiettivi, le strategie e la struttura organizzativa dell’azienda, oltre naturalmente ai motivi che rendono piacevole e interessante lavorare lì. Al capo potrebbe importare il vostro reale interesse a lavorare nella sua società.

Regola 3

Mantenete un occhio vigile sugli sviluppi recenti dell’economia e del mercato, una delle domande potrebbe infatti essere: “Nei recenti sviluppi del mercato quale, a tuo parere, potrebbe essere interessante per i nostri affari”?

Regola 4

Giocate bene le vostre carte e quando vi verrà chiesto quale valore aggiunto la vostra presenza porterebbe alla compagnia sottolineate le vostre competenze e qualifiche per dimostrare che avete ciò che cercano ma andate anche un poco oltre: parlare dei vostri successi nel coinvolgere i colleghi in iniziative di vario genere tanto all’università quanto durante un precedente lavoro non potrà che giovare alla vostra immagine.

Regola 5

È facile che un datore di lavoro tenga in gran conto la vostra capacità di risolvere problemi perciò quando vi chiederà di fare qualche esempio concreto nella vostra passata esperienza non fatevi cogliere impreparati. Cercate di scegliere nel vostro carnet gli esempi più pertinenti alla mansione cui aspirate in modo da dimostrare la vostra abilità nel superare una difficoltà o nel gestirla.

Regola 6

Le vostre competenze lavorative devono essere solidissime ma anche i  successi nel privato sono un ottimo biglietto da visita. Perciò se vi chiederanno qual è stato il più grosso obiettivo da voi raggiunto nella vita preoccupatevi di fare esempi estrapolati da diversi settori: università, famiglia, viaggi, volontariato, sport e via dicendo.

Regola 7

Nessuno è perfetto, si sa e così il vostro ipotetico futuro capo potrebbe voler conoscere anche i vostri punti deboli. La domanda potrebbe non essere posta in maniera esplicita proprio per non darvi la possibilità di eluderla. Non temete, siate sinceri sulle vostre umane debolezze ma cercate di dimostrare che visiete messi di impegno per contenerle e superarle.

Regola 8

Alla fine arriverà la domanda fatidica: “Perché dovremmo assumerti?”. Evitate la banalità di una risposta del tipo: “Perché sono la persona perfetta per questo lavoro” e cercate piuttosto di illuminare ancora una volta le vostre abilità e competenze oltre alle vostre qualifiche per sostenere che sarete in grado di fare davvero la differenza. Non dimenticatevi di sottolineare il vostro interesse per la società in questione, la condivisione profonda dei suoi valori e la vostra fiducia nel servizio o nel prodotto offerto. 

La prima cosa da fare dopo che siete state respinti per un lavoro

Diamine! La temuta risposta: “per il suo interessamento ma…” è arrivata; peccato, pensavate proprio di ottenere il lavoro questa volta. Forse però eravate il candidato numero due o numero tre. Insomma ci siete andati molto vicini ma, per poco, avete mancato il bersaglio. Che fare adesso? Passare alla prossima opportunità? Ovviamente! Però prima potete fare un ultimo tentativo per rigirare la lettera di rifiuto e trasformarla, forse, in un’opportunità. 

Mandate una nota di ringraziamento

Speriamo che sia vostra buona abitudine quella di inviare delle note di ringraziamento ai vostri intervistatori dopo i colloqui. Quindi, se davvero vi sono piaciute le persone che avete incontrato e l’azienda in cui lavorano e avete voglia di essere presi in considerazione quando si aprirà un’altra opportunità in quella sede, inviate una nota di ringraziamento carina al manager addetto alle assunzioni, al reclutatore e a chiunque altro abbiate incontrato lungo il percorso di assunzione. 

Una nota di ringraziamento? Per un rifiuto?!? Sul serio? Si!

Arrivati a questo punto, cosa avete da perdere? Hanno già offerto il lavoro a qualcun altro che probabilmente ha accettato. Però quella persona potrebbe cambiare idea e non cominciare neanche a lavorare presso l’azienda. Oppure potrebbe provare il lavoro e non trovarlo soddisfacente. Capita molto più spesso di quanto crediate. Cosa fa allora il datore di lavoro quando si trova davanti una situazione del genere? Probabilmente si lamenta, strabuzza gli occhi e poi da un’occhiata ai candidati che avevano quasi ottenuto il lavoro. Perché? Perché non hanno nessuna voglia di cominciare il processo di assunzione da capo: postare l’annuncio, esaminare i curricula, organizzare i colloqui, perdere tempo in riunioni per discutere il lavoro e i candidati. Trovare il giusto candidato per ricoprire una posizione richiede al datore di lavoro molto tempo ed energie…e anche denaro. Quindi, se il nuovo impiegato se n’è andato prematuramente, potrebbe tornare alla lista dei candidati quasi assunti per vedere chi è il prossimo disponibile. Se il nuovo impiegato prima di andarsene ha resistito un poco, allora il datore di lavoro potrebbe decidere di postare un nuovo annuncio ma a quel punto voi avreste un canale preferenziale se, e solo se avete fatto un’impressione positiva. 

Cosa scrivere

Arriva il momento di scrivere la vostra nota di ringraziamento, ecco cosa includere in essa per fare in modo che il personale addetto alle assunzioni si ricordi positivamente di voi:

–       fate loro sapere che siete grati per avere ricevuto notizie sull’esito del colloquio anche se non è stato positivo;

–       ringraziateli per il tempo, la cortesia e la considerazione che vi hanno dimostrato durante il processo di assunzione (sperando che sia vero…);

–       esprimete il vostro rammarico per non avere avuto il lavoro;

–       esprimete il vostro apprezzamento per avere avuto l’opportunità di imparare qualcosa sull’azienda e di incontrare e persone che lavorano in essa;

–       sottolineate che il vostro interesse a lavorare con l’organizzazione persiste;

–       chiedete di essere presi in considerazione quando si aprirà un’altra occasione in quella sede.

Le note di ringraziamento sono merce rara. Come se non bastasse, un ringraziamento per un rifiuto è così insolito che potrebbe avere un grosso effetto, al punto da farvi saltare da numero due o tre a numero uno nella lista dei quasi assunti. Non cercate di fingere un entusiasmo che non avete, sarà evidente che mentite. Se davvero non vi sono piaciute le persone che lavoravano lì e non avete intenzione di rimettere piede in quella azienda, non prendetevi la briga di scrivere una simile nota. 

Conclusioni

Una sincera nota di ringraziamento dopo un rifiuto risalterà sul serio. Le probabilità che ripaghi potrebbero essere inferiori al cinque per cento ma queste probabilità potrebbero rivelare un ritorno più alto sull’investimento del vostro tempo di qualunque altra azione di ricerca del lavoro che intraprenderete nel corso di quella giornata.

 

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