Squali nei paraggi in Australia? Te lo dice Twitter

Avreste mai pensato che uno squalo potesse inviarvi un tweet, per avvisarvi di essere nei paraggi? In Australia può accadere anche questo. Gli squali avvisano infatti, i turisti del loro avvicinarsi alle spiagge.

Di cosa si tratta?

Gli scienziati hanno posto dei trasmettitori sulle pinne degli squali che affollano le acque del Western Australia. Quando uno di questi squali “taggati” si avvicina alla spiaggia, viene attivato un sistema di allarme, che genera un tweet in automatico contenente tra le altre cose, le dimensioni e la corretta locazione dello squalo. Il Tweet viene inviato dal profilo del Surf Life Saving Western Australia (SLSWA).

Il Western Australia sotto attacco

Al momento il Western Australia è considerato il posto più pericoloso per gli attacchi degli squali e dal 2012 sei persone sono state uccise – con il numero di attacchi da parte di questi animali in costante aumento.

Per cercare di risolvere il problema, scienziati della zona hanno posto dei trasmettitori particolari su 320 squali, in grado di registrare i movimenti degli animali.

Se uno squalo “tracciato” nuota nei pressi di una spiaggia ad una distanza ritenuta pericolosa, un ricevitore è in grado di lanciare l’allarme, generando in automatico un tweet di pericolo.

Un tweet che ti salva la vita

Tra i dettagli contenuti nei tweet ci sono oltre alle sue dimensioni, anche a quale distanza si trova dalla costa e il tipo di squalo. Tra gli animali monitorati ci sono gli squali tigre, i grandi squali bianchi e gli squali bronzo. I tweet sono condivisi anche con i guardacoste e gli elicotteri di pattuglia. Il profilo twitter serve anche per informare i turisti delle varie attività e per aggiornarli sulle spiagge nelle loro vicinanze, offrendo informazioni inerenti attacchi di squali degni di nota.

Questo è un esempio dei tweet che si possono ricevere:

“Avviso ai bagnanti: segnalato uno squalo bronzo presso il ricevitore di Garden Island (punta nord) alle 20:46 del 31 Dicembre 2013″.

Tecnologia e scienza

Oltre al servizio di allarme per i bagnanti, questi tag sono usati anche dai ricercatori per scoprire nuove informazioni sui movimenti e sul comportamento di queste specie.

Il Dott. Rory McAuley, del Department of Fisheries ha dichiarato ai microfoni di Sky News: “Per raccogliere una quantità di mole accettabile di dati sugli animali, utilizzando i sistemi convenzionali, sono necessari anche più di dieci anni, mentre l’opportunità offerta da Twitter è senza precedenti”. Inoltre, diversi ministri hanno sottoscritto un accordo che permette ai pescatori della zona di usare esche per attirare e catturare gli squali durante i mesi estivi. Gli squali più lunghi di tre metri possono essere quindi, liberamente uccisi per proteggere i bagnanti.

Nonostante la crescita costante degli attacchi negli ultimi tempi, le morti causate dagli attacchi di squali sono rari. Secondo i dati proposti dal National Geographic, le persone hanno una possibilità su 3.7 milioni di essere uccise da uno squalo.

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Comments
  • luca

    che storia… un paese dove appena ti muovi qualche animale ti fa fuori in acqua e fuori… , il sole te fa venire il melanoma…., non so che altro manca

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