Migliorare per migliorarsi

Negli articoli precedenti ho scritto abbondantemente a riguardo del concetto di autostima e di alcuni degli argomenti ad esso collegato, quello di cui però, non abbiamo ancora parlato è come migliorare l’autostima, per poi godere di tutti i benefici che un simile miglioramento comporterà.

Cos’è l’autostima?

L’autostima viene paragonata  a una sorta di autoritratto emozionale, opera di ogni singolo individuo. Ciascuno di noi disegna un proprio ritratto per descriversi da solo. Proprio come un dipinto, anche nel ritratto emozionale si alterneranno luci ed ombre; le prime corrisponderanno agli aspetti decisamente positivi, mentre il buio, le ombre, staranno per i lati negativi del proprio essere. Saranno proprio le luci e le ombre del nostro autoritratto la cartina tornasole che misurerà l’effettivo livello di autostima. Maggiore sarà l’autostima, più chiaro sarà il ritratto del nostro io. Migliorando l’autostima, diventeremo inevitabilmente più sicuri di noi stessi, imparando a vivere con più serenità e tranquillità. In breve, credendo in noi, saremo più felici. 

Luci ed ombre, utile ed inutile: il ritratto di noi stessi

Il non ritenersi all’altezza della situazione spinge continuamente una persona con bassa autostima e non mettersi in gioco, per paura di rapportarsi agli altri. In questo genere di persone prevarrà l’insicurezza, e pertanto tenderanno a rimanere nella loro consueta condizione, senza far niente per migliorarsi.

Non crediate però che il perfetto contrario, ovvero gli individui con eccessiva autostima,  raggiungano successi e piccole vittorie personali. Un’autostima sovrastimata avrebbe lo stesso risultato negativo, di quella invece sottostimata. Le persone che credono troppo in sé, non sono in grado di valutare i propri errori e i propri difetti, e per questo motivo non si attiveranno mai per migliorare la propria persona. La convinzione di essere già arrivati e di non poter far nulla per rendersi migliori li bloccherà così come la paura di affrontare gli altri, tipica di coloro che invece non credono abbastanza in sé. E non è raro che l’isolamento sarà anche per loro l’unica prospettiva.

Un individuo equilibrato ed obiettivo invece, perderà molto difficilmente il contatto con la realtà, continuando a rimanere con i piedi per terra, tenendo sempre ben chiari in mente i propri limiti e le proprie potenzialità, cercando di recepire da ogni situazione, errore o critica che sia, uno spunto da cui trarre validi insegnamenti. È proprio questo genere di persone che riusciranno a distinguere l’inutile dall’utile, preparandosi la propria strada verso il successo.

Migliorare l’ autostima: sè idealizzato e percepito

Nel titoletto che ha aperto questo paragrafo sono nascoste le due parole chiave delle prossime righe: idealizzata e percepita, la dicotomia dell’immagine di sé.

Pensando con termini matematici, la bassa autostima nasce dalla differenza tra il sé idealizzato, cioè l’immagine che si vorrebbe emulare, e il sé percepito, ciò che si è in realtà. Come è stato già scritto negli articoli precedenti, soprattutto a causa di retaggi culturali della società in cui viviamo, tendiamo a giudicare la nostra immagine percepita in modo tendenzialmente negativo, creando nella nostra mente una convinzione distorta di ciò che siamo. È proprio da questa visione errata che nascono poca, se non nulla, fiducia nelle nostre capacità personali, ansia e depressione.

Per scongiurare il rischio bassa autostima è importante esercitarsi nel tempo. Solo crescendo e maturando, saremo in grado di raggiungere il giusto livello di autostima, ma non ciò sarà possibile senza un costante esercizio: imparare a leggerci dentro, spronandoci a fare qualcosa per migliorare, convincendoci che gli errori fanno parte della vita. All’inizio il percorso intrapreso sembrerà difficile e tortuoso (leggi l’interessante articolo sulla fatica), ma basterà un po’ di tempo per abituarsi e tutto verrà da sé, anche i risultati tanto sperati.

Da dove iniziare a migliorare

Molto spesso iniziamo il percorso per migliorare noi stessi in seguito ad un evento particolarmente significativo per noi stessi. Solitamente si tratta di una reazione ad un evento non facile, con la rispettiva voglia di dare una svolta alla nostra esistenza. È proprio nei momenti difficili, che riscopriamo una forza interiore nascosta, sorprendendo anche noi stessi. Ma una volta trovata la forza di cambiare, che fare?

Le tappe da seguire nel nuovo percorso esistenziale sono inizialmente due: la prima è fermarsi a riflettere con genitori, parenti e amici fidati – fate molta attenzione alle persone con cui sceglierete di confidarvi -, chiedendo loro qualche consiglio e un parere, visto che loro assistono alla nostra vita da spettatori, ed è più semplice quindi, dare una descrizione obiettiva della situazione in cui ci troviamo. La seconda tappa prevede una sosta a pensare con chiarezza quali dovranno essere gli obiettivi da perseguire nel vostro futuro, immediato e più lontano. A questo punto, vi ricordo che è meglio pensare ad obiettivi molto semplici da raggiungere inizialmente, per poi aumentare la difficoltà gradualmente. Ogni piccolo successo sarà un nuovo passo verso un’autostima migliore. Non spaventatevi se qualche volta prevarranno pessimismo e sfiducia, sono sentimenti e sensazioni che fanno parte della vita, ma fate di tutto per superarle. Infine, se sceglieste di tendere ad un obiettivo difficile, andate per gradi, organizzate il percorso dividendolo in tante piccole microtappe, un po’ come il Giro d’Italia. Date il via al Giro della vostra vita!

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Comments
  • Monia

    Ciao Antonino, Portale Australia mi fa compagnia da ormai qualche mese, sono felicissima che hai inserito anche questi articoli dedicati a noi stessi che forse ci amiamo poco.

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