Il mio sogno che si realizza in Australia

Ho conosciuto Daniele tramite l’amico Massimiliano Perrella, quel pazzo che si è fatto dall’Italia in Australia in moto. Daniele è in Australia da due anni, è fondatore della Eagle Traveler, ditta di viaggi di linea in Australia. Oggi ho voluto intervistarlo per gli amici di Portale Australia.

Ciao Daniele, chi sei e cosa facevi in Italia?

Ciao Antonio, saluto tutti i lettori di Portale Australia. Mi chiamo Daniele Barbagallo, conosciuto dagli amici come Eagle Traveler . Sono un ragazzo di 27 anni, partito dall’Italia a 24 anni, ormai con più di due anni di viaggi ed esperienze.

Vengo dalla bella Catania, in Sicilia, dove prima di partire, mi occupavo di e-commerce online, un’attività in proprio e lavoravo anche nell’azienda di famiglia con i trasporti, questo negli ultimi anni, ma in Italia, credetemi, le ho provate davvero tutte! Da due anni mi trovo in Australia, dove ho gironzolato tutta la East Coast in moto e dove, oggi, mi ritrovo a gestire un business di trasporti di proprietà, un progetto tutto nuovo, che mira ad aiutare la crescita di noi italiani down under (nel mondo di sotto ndr.).

Ci riassumi il tuo percorso in Australia ?

Sono arrivato in Australia dalla Cina, una decisione presa esattamente tra Hong Kong e Bangkok.  Arrivai nel 2011 a Melbourne con solo 300 euro in tasca, mi ritrovai ad affrontare fin da subito i vari problemi giornalieri! Cominciai a lavorare come lavapiatti, poi continuai come pizzaiolo, per poi spostarmi a Sydney, dove andai nel West Country per lavorare nelle farm, lavorai con la raccolta delle mele solo per pochi giorni,  poi trovai sistemazione nelle construction (costruzioni) come piastrellista, questo tutto nei primi 6 mesi d’Australia.

Da li, non contento della mia avventura australiana, decisi che fosse giunto il momento di viaggiare nel vero senso della parola, così comprai una bella moto Suzuki 1200 e partii alla scoperta del Queensland. Continuai con il woofing , girai svariate città dell’entroterra, lavorai con i cavalli, poi feci il restauratore di mobili e tanto altro, fino ad arrivare su per Ingham, una località tutta italiana, dove lavorai con i camion nei famosi campi di sugar cane ( canna da zucchero ) australiano.

Mi spostai ancora più a nord, alla volta di Townsville, dove restai per quasi un anno e dove feci tanti lavori diversi, dai trasporti al pizzaiolo.

Successivamente, salii ancora più su, verso Cairns e poi come ultima tappa, la bellissima Port Douglas, dove mi trovai a fare il manager in una pizzeria italiana.

Da li, dopo svariati problemi con il datore di lavoro, decisi di ritornare giù per le grandi città, optai per Sydney, dove ritornai a lavorare con i trasporti per qualche mese, fino ad oggi che mi sono messo in proprio nel mondo del turismo & trasporti, realizzando il mio sogno di sempre.

Quali motivazioni ti hanno portato ad affrontare una vita Down Under, insomma, perché te ne sei andato dall’Italia?

Sono entrato in Australia con lo scopo di vivere un’esperienza personale, dopo divenuta necessità,  perchè come ben sappiamo, la nostra nazione non naviga in buone acque, per cui mi sono dovuto automotivare per poter restare qui negli anni, insomma ho fatto quello di cui tu parli nella tua rubrica sulla crescita personale.

Perché hai scelto Sydney?

Dopo aver girato un po’, sopratutto la costa est, mi sono fermato a Sydney proprio perchè è una grande città ed offre più possibilità di crescita rispetto delle altre, anche se Melbourne, se non fosse per il clima, sarebbe ideale per una crescita professionale.

Come te la sei cavata con l’inglese e cosa hai fatto per migliorarlo?

Già ai tempi della Cina, dove praticavo una scuola, ho avuto grandissimi problemi di comunicazione con gli altri e in Australia ancor peggio, ma pian piano, frequentando anche saltuariamente dei corsi privati e lavorando con persone australiane, l’ho imparato.

La prima occupazione che hai trovato?

Il Dishwasher (Lavapiatti), una delle mansioni più facili da trovare qui in Aussie (Australia ndr.).

Hai avuto delle fregature lavorative?

Si, specialmente nel lavoro in nero, sottopagato o peggio non pagato , ho anche ricevuto delle fregature a livello umano, ma bisogna arrangiarsi in qualche modo, specialmente quando si arriva com me, senza soldi, senza conoscere nessuno e   senza nessun paracadute dall’Italia, lo definisco cosi, o dell inglese. Bisogna farsi le ossa, si suol dire.

Hai dei consigli da dare a chi cerca un futuro migliore in Australia?

Come ho già scritto svariate volte in altre interviste in questi anni, do sempre lo stesso consiglio, perché credo che sia l’unico che davvero valga la pena seguire,ovvero ascoltare il proprio cuore, i propri sogni e mantenersi focalizzati sugli obiettivi a breve termine, pensando al presente e lasciando stare il futuro. Viviamo ciò che abbiamo oggi, quindi agli amici di Portale Australia dico : “partite, esplorate, sbagliate e soprattutto imparate!”

 

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Showing 4 comments
  • Mary

    Credo che l’articolo abbia tralasciato la questione piu’ importante, ovvero la VISA. Un ragazzo che arriva in Australia con 300 euro in tasca e inizia con un lavoro da dishwasher, come arriva a potersi aprire una ditta? Le cose sono due, o ha applicato per una visa indipendent e quindi aveva gli skills necessari, oppure ha abbastanza soldi da potersi permettere una business visa. Lo dico perche’ un articolo simile e’ abbastanza fuorviante per ragazzi che dall’Italia decidono di venire qui..se volete portare dei casi reali, portateli con le giuste informazioni. Cheers

    • daniele

      salve, sn barbagallo daniele, il ragazzo sopra mensionato 🙂 il discorso visa, si, potremmo aprire una nuova domanda, nel mio caso, sn entrato con un working visa, oggi ancora con lo student visa! sn in societa’ riguardo la mia attivita’, e sto per sponsorizzarmi 🙂 le strade ci sono, basta conoscerle ! grz x aver letto la mia storia! un abbraccio!

  • saverio

    Ciao mi chiamo saverio nigro …come devo fare per trovare lavoro in Australia

  • mario

    bravo bravo bel videooo

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